31 dicembre 2002

Mi sento stanca, col peso di tutto un vecchio anno sulle spalle.
Stanca, ma in un certo senso serena, perche' tirando le somme il 2002 non e' stato poi cosi' male.
Ricco di occasioni di crescita, in un certo senso. Aver saputo raccoglierle tutte ora sarei diventata grande.
Se mi guardo le mani non vedo ancora le macchie di vecchiaia, questo vuol dire che un altro pochino di tempo dovrei averlo...
Sono intontita. Mi sono addormentata facendo zapping in una posizione assurda e mi formicola il cervello.


Giovanni sta entrando in ansia da fine anno e ha cominciato a rigovernare l'acquaio. Gioele, seduto sulla poltrona rossa, mangia l'uva della nonna.
Tra poco usciremo sotto la pioggia per scegliere la cena di stasera. In controtempo, sperando di non trovare la fila al supermercato. Passeremo capodanno a casa noi tre e i due pelosi.
Oh, dico, non ci ha invitato nessuno!


E su sta frase mi son fermata a riflettere. Sara' la mancanza di impegni che mi rilassa. A parte i botti e forse un menu speciale, questa sara' una serata come tutte le altre. Senza l'obbligo di sentirsi felici per forza.
E allora un brindisi a noi, che un pochino di serenita' ce la meritiamo.
Vi amo, tutti e quattro.


30 dicembre 2002

Dall'interfono sento i miei due uomini russicchiare... ora vado a tirarli giu' dal letto.
Oggi e' un giorno speciale: accenderemo (quasi) equamente distribuite 44 candeline su due torte diverse.
Quarantadue per il piu' grande e due per il piccolo.
BUON COMPLEANNO ad entrambi :-)

29 dicembre 2002

Bene, la tagboard si e' evoluta: stiamo translitterando su internet la nostra situation comedy quotidiana.
Potremmo farci un blog.
E poi pubblicarci un libro :-D
Ffffffffffffffiuuuuuuuuuuuuu!!!!

24 dicembre 2002

Insomma, ci siamo anche quest'anno.
La malinconia che mi era presa ieri sera girellando per via Gioberti in attesa di un'ispirazione per il regalo a Giovanni e' sparita stamattina dopo una seduta di bioenergetica.
Ero cosi' piena di energia e mi sentivo cosi' bene dopo che di regali gliene ho presi... piu' d'uno :-)
Pero' che tristezza i negozi vuoti. E che sollievo per i soliti ritardatari (come me) non trovare code chilometriche.
Bene, in questo momento (qui ed ora) mi sento tranquilla e in pace con me stessa.
Direi che e' l'animo giusto per augurare ai miei affezionati lettori un sereno Natale.
Meglio approfittarne, non so quanto durera' :-)

22 dicembre 2002

Fonte: La Repubblica

Il regalo di Natale per 30 milioni di sieropositivi in attesa di cure non arriverà. E neanche per i malati di tubercolosi, di malaria e di altre patologie tropicali che vivono in paesi poveri e non si possono permettere di acquistare medicine al prezzo di mercato. Gli Stati Uniti hanno deciso: niente accordo, i monopoli farmaceutici non si toccano, le terapie si comprano alle condizioni di chi detiene i brevetti.


E buon natale...

No, mi piaceva l'idea della tag-board. Mi piace l'idea che qualcuno che ha voglia di lasciare un pensiero lo possa fare, a prescindere dagli argomenti trattati nei post(s).
Ma quando un blog diventa interattivo, perde la sua peculiarita' di diario? Voglio dire, questo mio blog e' nato come spunto di riflessione. Ho poco tempo per fermarmi a contemplare le dita dei piedi. Considero la tastiera come naturale prolungamento delle dita, detesto scrivere con carta e penna, quale migliore strumento terapeutico potevo scegliere?
Le situazioni si evolvono.

Ad un certo punto l'Eroe esce dalla tana, si guarda intorno, si specchia nella pozza d'acqua e si vede.
Alza la testa e si accorge di altri esseri simili a lui intorno a se'.
E si riconosce.
Stavo giusto chiedendomi se avesse un senso lasciare la sbrodolata di links agli archivi (ma qualcuno li legge?) e/o come riorganizzarli, che mi sono imbattuta nella Legge di Murphy dei Blog della Pizia.
La Pizia - come sempre - e' un mito.
E non c'e' altro da aggiungere.

21 dicembre 2002

Anche se distratta dalla piccola quotidianita' non ho potuto fare a meno di accorgermi che un amico e' andato via.
Vorrei che si ritrovasse e tornasse a scrivere, a leggere. E spero che almeno questo non abbia smesso di farlo.
Io non ho smesso di cliccare sul tuo nome, sperando di trovare un altro pezzetto di te, perche' finalmente hai imparato a volerti bene.
Beh, io ti aspetto, facci trovare un pacchetto sotto l'albero.

20 dicembre 2002

Non ho tempo.
Da mercoledi' e' la prima volta che riesco a sedermi davanti al pc, con un occhio a Gioele che sta "cucinando".
Mi sa che mi perdo qualcosa.
Ad esempio me.
Anche se so che tu pensi possa non essere una gran perdita...

11 dicembre 2002

Gioele ha ragione: Babbo Natale c'e'.
Nella fattispecie, si e' materializzato in due assegni circolari non trasferibili che le Imposte Dirette di Bologna oggi hanno depositato nelle mie zampette.
Quasi quindici anni fa pagai una tassa che non avrei dovuto, feci ricorso e me ne dimenticai. Ricorso che ho vinto ormai quasi due anni fa. La cifra e' raddoppiata e ora per casa nuova possiamo permetterci il legno che ci piace :-)


Che freddo faceva oggi a Bologna! Ma che piacere (non solo legato al malloppo che stringevo in tasca) tornarci.
Una volta tanto ho davvero gustato la passeggiata in centro, la pizza di Altero, anche l'umido che mi perforava la fronte e gelava le mani.
Peccato che all'esattoria abbiamo perso quasi due ore, Gioele si e' addormentato nel passeggino e cosi' abbiamo saltato il giro a Santa Lucia. Il profumo nauseabondo del croccante, le luci, le bancarelle, la gente... ma forse e' meglio cosi'. Mantenere intatto il ricordo di quando ci andavo da bambina, con la mamma, a prendere le statuine del presepe che mancavano e ad appiccicarmi tutta di zucchero filato.


Stavolta pero' l'ho giurato che la prossima volta a Bologna ci torno in TRE-NO. Piu' invecchio e piu' quel pezzo di autostrada mi terrorizza, tanto che scendo dalla macchina completamente incartocciata, con muscoli e nervi tesi che sembrano di acciaio.
Ah, quasi mi dimenticavo: grazie mamma.
Io lo so che in questa avventura c'e' anche il tuo zampino.
Da lassu'.



05 dicembre 2002

Benarrivata Tequila.
Mancavi solo tu :-)
A volte mentre e' intento a giocare si ferma all'improvviso.
Si segna l'orecchio col dito e urla:"BABBO TAE!"
Poi corre verso la porta d'ingresso e dice:"Babbo Tae, c'e'. Si' Si' Babbo Tae c'e'!".
Una fede incrollabile.
Anche se gli apro la porta, ci affacciamo in strada e di Babbo Natale non c'e' nemmeno l'ombra ne' si sente alcuno scampanellio, lui mi guarda dall'alto dei suoi 23 mesi e mezzo e con aria di sufficienza ripete:"Babbo Tae!" col tono che usa di solito e che significa:"Ma mi doveva proprio capitare una mamma scema?".
Poi mi sorride e insiste:"Babbo Tae. C'E'!"
E ritorna a giocare.

01 dicembre 2002

Ci e' piaciuto tanto che stasera l'abbiamo rifatto. Lo so che e' NORMALE avere gente per casa, ma per una serie infinita di motivi ci eravamo privati di questo piacere per troppo tempo... nella casa di prima non c'era posto, in questa che e' piu' piccola e provvisoria sembrava esserci ancora meno spazio. Invece... e' bastato aggiungere un posto a tavola e ri-scoprire quanto siano importanti gli amici.
Certo aiuta che Gioele sia piu' grandicello ed e' davvero confortante vederlo felice con altri bambini, non aggressivo, non tuttomio, condividere balocchi e pappa con gli occhi che ridono.
Ma vuoi vedere che alla fine siamo pure bravi genitori? :-)


Piacevole, veramente una serata piacevole.
Nonostante nello spazio ristretto fossimo in otto (due adulti e due piccole pesti scatenate), la cena di ieri sera ha riempito e colorato la casa di risate.

Eccola, un po' di normalita'.

30 novembre 2002

Ho preso i Kulurgiones per la cena di stasera. Anzi li ha presi Giovanni, prima di farsi cogliere dal dubbio: come si condiscono?

29 novembre 2002

Ho bisogno di normalita'.

Ieri sera mi tolgo la lente a contatto dall'occhio sinistro e mi accorgo che e' spezzata a meta'.
La domanda e': dove sara' finita l'altra meta' che manca???

28 novembre 2002

Sto meglio. Decisamente meglio. Ho persino avuto la forza di passare l'aspirapolvere. Lasciava un solco. Di tutti i periodi in cui potevo evitare di stare a casa, ho scelto proprio questo, per deliziarmi degli sbadabung dei muratori. E della polvere che passa sotto la porta di comunicazione dei due appartamenti. Che ormai non serve piu'. E quando ci e' venuto in mente che forse poteva essere tirato su il muro? Dopo che ci hanno sepolto sotto metri.
Di polvere, appunto.

Stamattina abbiamo ordinato la cucina. Io ero di nuovo in delirio. So mica che mi ha preso. So solo che ci sono momenti in cui mi sento malissimo, anzi peggio. E dovro' cambiare il bagno che ho scelto. Quando ci ripenso mi prende la nausea, tanto stavo male quel giorno. Posso mica entrare tutti i giorni in un bagno che mi fa vomitare no?

Uh, e' andato via il sole. C'e' una luce giallina fuori che mette malinconia. E c'e' odore di inverno. Di marciume e foglie morte. Inverno insomma. Ieri siamo usciti tardi col marmocchio perche' al nido hanno richiesto gli stivaletti di gomma, cosi' li portano in giardino. Possiamo mica fare di lui un disadattato, senza stivaletti, no? Cosi' alle sei e mezza tutti fuori, rigorosamente in passeggino che il piccolo tiranno non ne voleva sapere di andare in macchina. A me era venuto anche mal d'orecchi, ma un male che sono andata in bagno e mi son messa il cotone. Che lo odiavo quando mia madre me lo faceva mettere da piccola. Tienilo al caldo che poi passa. In effetti e' passato. E uscire mi ha pure fatto bene. O forse e' stato vedere il piccolo camminare per la prima volta coi suoi stivaletti di gomma. Sembrava robocop povera stella. E' bastato spiegargli che con quelli avrebbe potuto fare ciaffi ciaffi nelle pozzanghere e ci ha fatto subito amicizia. A volte basta poco.

A volte basta un po' di fiato.

26 novembre 2002

Riemergo ora dallo stato preagonico in cui ho versato negli ultimi giorni.
Se questa e' una forma influenzale non oso pensare a come staro' se prendo l'influenza. E anche quest'anno non ho fatto il vaccino.
Stamattina mentre sceglievamo il parquet ero praticamente in delirio, spero che Giovanni fosse lucido altrimenti ci ritroveremo la casa a pallini.

22 novembre 2002

Ohi ohi, sono un concio.
Afona da tre giorni. Oggi va un pochino meglio, ma ho tutte le ossa rotte.
Ma quanto parlo di solito? Soprattutto con Gioele. Non sto mai zitta un attimo!
Ho passato un po' di tempo a riflettere in questi giorni.
Soprattutto non ho potuto fare a meno di notare come una semplice fotografia di una pagnotta abbia provocato un gran numero di interventi. Dev'esserci una ragione in tutto questo.
Devo comprare il libro di Jay McInerney.

18 novembre 2002



Qualsiasi tecnologia abbastanza sofisticata e' indistinguibile dalla magia.

16 novembre 2002

Gioele gioca a "corri corri" e scivola. Per evitare di stonfare il sederone per terra comincia a fare una serie di acrobazie, ma alla fine si arrende e si butta di tuffo sul divano.
Seguo la scena e d'istinto gli dico:"A volte, quando si perde l'equilibrio conviene lasciarsi cadere per poi rialzarsi e ricominciare a correre".
Per qualche strano motivo l'eco di questa frase mi e' rimasta in testa.
Mi e' ritornata in mente adesso, mentre guardavo (piu' che ascoltare) Alex Zanardi (pietosamente) intervistato da Gianni Morandi.

Sono rimasta quasi sconcertata dal suo sguardo, limpido e sereno.
Si e' lasciato cadere ed ha ricominciato a correre.

Nel mio periodo zen e' ricorsa spesso la parola "accettazione".
Non so voi, ma io non ho ancora imparato a farlo, nonostante tutto.
Spero che Gioele faccia quel che dico e non quello che faccio.

Com'e' che nessuno di noi ha scritto di quel che e' successo a Napoli?
Non abbiamo resistito.
Dentro al carrello, insieme ai giacconi che oggi faceva un caldo da mozzare il fiato e una economicissima e leggerissima scopa elettrica (portare il bidone su e giu' per le scale insieme a Gioele che vuol dare una mano e' diventato troppo faticoso) e' finita anche lei: la macchina per fare il pane.
Ci metti dentro tutti gli ingredienti, lei li impasta e cuoce. Ti immagini, puntare il timer alle cinque del mattino e alle otto svegliarsi col pane croccante appena cotto?

Nel pomeriggio ci abbiamo infilato dentro farina, acqua, zucchero, sale, lievito, pigiato il pulsantino, sentito il bip e siamo usciti.
Al nostro ritorno in casa c'era un delizioso odore di pane appena sfornato.
Dentro pero' c'era un coso informe non lievitato, immangiabile. Un aborto di pagnotta. Probabilmente il lievito non era quello adatto. Stasera abbiamo preso quello specifico da pane e domani ci riproviamo.
Non puo' non funzionare.

Comunque un pomeriggio non del tutto perso, abbiamo finalmente trovato la cucina e il letto dei nostri sogni. Stiamo solo litigando per i colori, ma niente di irreparabile. Probabilmente raggiungeremo un compromesso.
Per rinfacciarcelo poi tutta la vita :-)

15 novembre 2002

Poco dopo, inoltrandomi fin nel centro della città, vedo che a ogni passo mi farebbero restare dallo stupore, se uno stupore più forte non mi vincesse nel vedere che tutti gli altri, pur simili a me, ci si muovono in mezzo senza punto badarci, come se per loro siano le cose più naturali e più solite. Mi sento come trascinare, ma anche qui senz'avvertire che mi si faccia violenza. Solo che io, dentro di me, ignaro di tutto, sono quasi da ogni parte ritenuto. Ma considero che, se non so neppur come, né di dove, né perché ci sia venuto, debbo aver torto io certamente e ragione tutti gli altri che, non solo pare lo sappiano, ma sappiano anche tutto quello che fanno sicuri di non sbagliare, senza la minima incertezza, così naturalmente persuasi a fare come fanno, che m'attirerei certo la maraviglia, la riprensione, fors'anche l'indignazione se, o per il loro aspetto o per qualche loro atto o espressione, mi mettessi a ridere o mi mostrassi stupito.
[..]
Non so da che parte rifarmi, che via prendere, che cosa mettermi a fare.
Possibile però ch'io sia già tanto cresciuto, rimanendo sempre come un bambino e senz'aver fatto mai nulla? Avrò forse lavorato in sogno, non so come. Ma lavorato ho certo; lavorato sempre, e molto, molto. Pare che tutti lo sappiano, del resto, perché tanti si voltano a guardarmi e più d'uno anche mi saluta, senza ch'io lo conosca. Resto dapprima perplesso, se veramente il saluto sia rivolto a me; mi guardo accanto; mi guardo dietro. Mi avranno salutato per sbaglio? Ma no, salutano proprio me. Combatto, imbarazzato, con una certa vanità che vorrebbe e pur non riesce a illudersi, e vado innanzi come sospeso, senza potermi liberare da uno strano impaccio per una cosa - lo riconosco - veramente meschina: non sono sicuro dell'abito che ho addosso; mi sembra strano che sia mio; e ora mi nasce il dubbio che salutino quest'abito e non me. E io intanto con me, oltre a questo, non ho più altro!

Luigi Pirandello - "Una giornata"

13 novembre 2002

Ugh... mal di gola, mal di testa, freddo, dolorini... si avvicina il weekend, mi sa che stavolta la malata saro' io.

09 novembre 2002

Firenze, 16:19-- A viale Matteotti un ragazzo affacciato a una finestra al piano terreno offre caffè caldo da un thermos ai manifestanti.
[questo abbiamo scoperto essere un nostro amico]

Firenze, 16:57-- All'altezza di piazza della Libertà molti fiorentini invitano i manifestanti a rifocillarsi in casa loro.

fonte Kataweb
Seduto al suo tavolino, disegna.
Ogni tanto cambia la matita e mi chiede:"Ochee'?"
Reimparo i colori dei bambini: bedde, ocho, dado, bu, osa, maone, neo. Intanto la manifestazione si avvicina. Da un po' continua a farci da sottofondo il solito elicottero.
Assenti giustificati al corteo: Gioele ha la febbre da ieri sera.
E' il terzo weekend di fila che mi faccio murata in casa per malanni di Gioele o di Giovanni.
Mi accontento di seguire la diretta web e di gioire perche' i carri armati se li possono ficcare nel naso.

08 novembre 2002

Discussione tra un nostro amico e un vigile:
"In fondo, se succede qualcosa alla mia auto che ho lasciato in strada e' un problema mio, no?"
"Ma non e' mica per quello che ci sono i divieti"
"Ah, no?"
"Secondo lei se lasciamo le macchine parcheggiate come fanno a passare i carri armati?"
"..."

07 novembre 2002

Firenze - via Lapini
Possibile essere piu' stanca di cosi'? Svegliata da un "mamma, giu'!" stamattina alle sei, ho cercato di resistere sotto le coperte il piu' possibile, tra abbracci baci coccole calci testate e cucu'. Fuori e' grigio e freddo.
Nessuna differenza col dentro.



04 novembre 2002

Non c'e' nulla di piu' inquietante, oggi pomeriggio, del rombo continuo degli elicotteri della polizia sulla testa.

03 novembre 2002

Comincia l'assedio.
Ieri a Firenze carabinieri e polizia come se piovesse.
Una macchina della Guardia di Finanza che stazionava in una via dietro Piazza Oberdan ha destato il nostro interesse. Che ci sara' da presidiare qui?
Poi, l'illuminazione: era davanti ad una sede di Forza Italia.
Ma non penso fosse li' per fare quello che speravamo :-)

31 ottobre 2002

Non ho niente da dire, cosi' anziche' spremermi l'unico neurone che mi e' rimasto ho pensato di osservare un po' di silenzio.
Spero l'abbiate apprezzato.

19 ottobre 2002

Stasera ho fatto un giro a leggere i miei amicidiblog.
Una scorpacciata di pensieri ed emozioni. Non mi manca avere un libro da sfogliare prima di dormire.
Sono sazia.
--Lettera di protesta inviata oggi alla Plasmon (info@plasmon.it)--

Spettabile Plasmon,
ho scoperto dalla pubblicità su numerose riviste che state celebrando il centenario della vostra attività regalando ai nati il 15 ottobre una
fornitura dei vostri prodotti, fra cui latte di proseguimento e omogeneizzati.
Quello che mi chiedo (e che chiedo a voi) è: pensate di fare davvero un bel regalo ad una mamma che ha appena partorito? Secondo me no, se le offrite già dei prodotti che possono sostituire l'alimento ideale per il suo bambino (e non solo nei primi mesi).
So che esiste un Codice Internazionale messo a punto da OMS e Unicef per regolamentare la commercializzazione degli alimenti destinati ai lattanti in modo da non mettere in pericolo l'allattamento al seno esclusivo nei primi sei mesi ed integrato da altri alimenti fino a ben oltre il primo anno di vita, come raccomandato da numerose agenzie internazionali ed associazioni professionali.
Il mancato rispetto di questo Codice nei paesi in via di sviluppo porta a conseguenze disastrose per l'infanzia.

Mi risulta però che il Codice sia valido anche da noi, e che proibisca la
promozione dei sostituti del latte materno e la donazione di campioni di tali prodotti alle mamme. Questo è invece quello che con l'iniziativa "Cento di questi anni" voi della Plasmon state facendo.
Per fortuna, oggi sempre più numerose siamo noi mamme che scegliamo di allattare i nostri figli in maniera esclusiva per almeno sei mesi, e continuare poi molto più a lungo (come dicono le direttive OMS e confermano sempre più numerosi pediatri anche qui da noi), e come possiamo giudicare una compagnia che non si adegua alla normativa che protegge l'allattamento al seno?

Violare il Codice OMS, e cioè tentare di promuovere i vostri prodotti a discapito del latte materno, mi sembra un'iniziativa che una compagnia conosciuta e seria potrebbe evitare, e non solo per questioni di reputazione.

17 ottobre 2002

Perche' ancora non ho imparato che essere nel giusto non vuol dire assolutamente niente?
Perche' mi sento tranquilla se ho la coscienza a posto e poi finisco sempre per essere sorpresa da chi fa i propri interessi senza vergogna?
Eppure dovrei averlo imparato da tempo che avere ragione non paga.

Scherzando con altre mamme spesso ho ripetuto una frase per gioco con Gioele:"Il bimbo ti ha picchiato? Tu ora vai li' e gli tiri un pugno!". Ho smesso di dirlo ora che capisce quello che gli dico. Sono ancora convinta che sia giusto non picchiare, ma credo che per sopravvivere sia importante anche sapersi difendere, non restare annichiliti di fronte alla violenza (verbale, fisica) degli altri. Forse e' una bestialita' questa, pero' con due genitori come noi che ancora non abbiamo capito come gira il mondo ed ogni volta caschiamo dal pero, questo bambino deve imparare a farsi le ossa, nel caso ce ne fosse bisogno. Non picchiare per primo, ma non prenderle.

Invece oggi un bimbo al nido gli ha fatto qualche "carezza pesante" e io senza ragionarci troppo su gli ho detto:"Se non ti piacciono le sue carezze spostati".

Meglio dimenticare le tecniche educative a tavolino, visto che poi e' sempre l'istinto a guidarmi con Gioele.

Continuo ad imparare da questo marmocchio: basta spostarsi.

08 ottobre 2002

07 ottobre 2002

Oggi Costanzo ha detto una cosa allucinante.

E' una domenica pomeriggio qualsiasi. Zompo tra un canale e l'altro in attesa che Gioele si svegli.
Salto fra il primo e canale cinque, perche' mi diverte il contrasto tra l'aspetto dimesso e quasi cabulista del programma rai e i lustrini appiccicati con la melassa di mediaset, dove si sta parlando dell'uomo invisibile. Un personaggio non identificato a cui vengono spedite mail con richieste di sostegno, aiuto, considerazione, supporto e chi piu' ne ha piu' ne metta. Il nostro alter ego in un certo senso.
Ogni settimana Costanzo invita in studio una persona che testimonia quanto l'uomo invisibile l'abbia aiutata ad uscire da un periodo duro e via considerando. Nel pomeriggio parlava una ragazza che dopo una nefrite e' entrata in dialisi, poi ha fatto il trapianto a cui ha fatto seguito il rigetto, con conseguenti momenti di disperazione e sconforto.
Costanzo dapprima ha commentato di conoscere da vicino il problema dialisi/trapianto/rigetto perche' ha seguito lo stesso iter il pianista che l'accompagna tutte le sere al Maurizio Costanzo Show. Poi la ragazza dice di non essere ancora rientrata in lista d'attesa perche' ha bisogno di riprendersi psicologicamente dalla mancata riuscita del trapianto e Costanzo, pressante, le raccomanda di decidersi velocemente perche' c'e' molto tempo da aspettare.
"Anzi" aggiunge "Quando eravamo piuttosto disperati per il pianista, mi sono rivolto al ministro taldeitali che e' medico (sottolinea) e che approfitto per ringraziare pubblicamente, e in un mese si e' trovato il rene compatibile. Dai rientra in lista d'attesa che poi gli si fa una telefonata".

D'accordo che le mie funzioni cerebrali sono di per se' minate dall'eta' e a questo si puo' aggiungere anche che non ero ben lucida e sveglia mentre ascoltavo questa intervista (tant'e' che non ho memorizzato ne' il nome del pianista ne' il nome del ministro), ma il succo del discorso mi e' sembrato piuttosto chiaro.
Ma allora ditelo a tutti i dializzati d'Italia che basta andare in trasmissione da Costanzo e fargli guadagnare un punticino Auditel per vedersi arrivare un rene giu' dal cielo a tempo di record!

Io saro' la solita ingenua, ma se la storia e' cosi' come l'ho capita Costanzo avrebbe dovuto avere un briciolo di pudore e almeno stare zitto.
Sara' mica stato il promo della prossima trasmissione di sua moglie: "C'e' un rene per te"???

06 ottobre 2002

Non ho piu' molto tempo per pensare.
O, meglio, capita sempre piu' spesso di non avere un pc sotto mano quando rifletto cosi' le mie elucubrazioni svaniscono. Poca ram a disposizione.

Questo blog sembra diventato un insipido elenco di impegni. Un Outlook piuttosto che un blog. Infatti e' buggato, non so per quale motivo il template ha perso l'impostazione che indica il numero di commenti ai post.

Eppure qualche timido affezionato passa ancora di qui. Certo che in sei mesi i blog sono aumentati in modo vertiginoso. E se prima riuscivo a scoprire subito un nuovo pensatore, ora mi trovo sempre piu' spesso a dover recuperare due o tre post dei miei interlocutori preferiti. E sbaglio di nuovo, perche' per lo stesso motivo interloquisco ormai ben poco. Infatti sono almeno quattro volte che cerco di scrivere un post su whatiswebdesign e non ci riesco.

01 ottobre 2002

E stamattina si trasloca anche l'ufficio.
Febbricitante, con mal di gola e mal di testa, ho voluto esserci.
Tutte le mattine qui dal luglio 97 ad oggi, tranne la pausa gravidanza/maternita'. E' tanto tempo, questo crocicchio di antiche vie del centro era un po' il mio regno. Vita da bottegai, le chiacchiere col parrucchiere, l'agente immobiliare, i viaggi inventati con l'agente di viaggio e poi mai fatti, il bar tabacchi con la colazione danzante (io e la barista la mattina ci facciamo sempre un balletto a suon di musica).
Tutto da reinventare.
Evvai col reset :-)

27 settembre 2002

Carissimo Amico, ci sono giorni in cui leggere le tue parole rimette ordine nei miei pensieri.
Oggi e' uno di quei giorni.
Ecco, ora e' tutto a posto, dove deve stare.
Semplicemente.

26 settembre 2002

Non ci crederete, ma sono ancora viva e vegeta, anche se stanchissima. La sera crollo sul letto insieme al piccolo, quindi niente blog.
Eppure ne avrei da scrivere...

13 settembre 2002

La settimana scorsa ho comprato uno di quei carrellini composti da tanti cestelli impilati uno sull'altro da utilizzare provvisoriamente in bagno.

Ho avuto l'idea di chiedere a Gioele di aiutarmi a montarlo. Da allora e' diventato il SUO carrellino: se lo porta in giro, ci mette sopra i balocchi, le bottiglie di plastica vuote, i suoi calzini...
Stasera sta cercando di portarlo in camera da letto, un gradino alla volta, su per le scale.

Perche' tutti gli altri bambini hanno un animaletto di peluche mentre mio figlio gira con un carrello?
Mercoledi' a pranzo non ha mangiato perche' era troppo stanco. Si e' addormentato all'una e alle tre meno un quarto era gia' arzillo. Cosi' siamo usciti a passeggio e siamo andati all'Upim su e giu' sull'ascensore trasparente e che fa DIN! tutte le volte che si aprono le porte. Poi abbiamo provato tutti - dico tutti - i giochi in esposizione, poi di nuovo in ascensore a far finta che fosse un'astronave.
E poi dal fornaio un bel pezzo di pizza ha spazzato via la fame e si e' trogolato tutto quanto (maglietta, pantaloni e calzini) col pomodoro e la mozzarella, prima che mi ricordassi di avere un bavaglino in borsa.
Finito il brunch abbiamo fatto un salto ai giardini della scuola dove ci aspettavano due palle lasciate li' dai bimbi del mattino cosi' ho scoperto che conosce il basket, perche' mi indicava chiaramente di lanciare la palla nel canestro. Il guardiano e' stato li' a vederci correre su e giu' come cestisti esperti. Lui scalzo perche' gli dava noia una scarpina, coi calzini bianchi che sembravano da buttare. E poi sullo scivolo su e giu' finche' non ho avuto piu' fiato, cosi' mi sono inventata un nuovo gioco. "Gioele guardiamo il cielo?" E chi e' passato li' davanti ci ha visto sdraiati sullo scivolo a pancia in su che facevamo a gara a chi vedeva prima un uccellino, i rami mossi dal vento, una nuvola piu' bella delle altre, a chi riconosceva il rumore dell'autobus o di un motorino.
Abbracciati.
Ieri sera dopo il centro giochi era stanco e abbattuto dal raffreddore. Si e' addormentato in macchina per svegliarsi urlando in apnea verso le nove. Quando si e' accorto che mangiavo i maccheroni sul letto di fianco a lui ha fatto capire chiaramente che nonostante il raffreddore aveva FAME, cosi' approfittando delle lenzuola a fiori abbiamo inventato un pic-nic ascoltando le canzoni del Festivalbar.

Stanotte ho dormito in un letto pieno di briciole, ma forse ho capito perche' non sono poi cosi' dispiaciuta che la sua tata abbia smesso di venire.

06 settembre 2002

Sono moscia, lo so.
Si potrebbero prendere gli ultimi due mesi di questo blog e buttarlo alle ortiche.
Mi vien voglia di strappare la pagina, di comprare un quaderno nuovo. Non lo faccio soltanto perche' tu mi hai spiegato che e' una forma di fuga ricominciare daccapo. Che il quaderno va bene anche con le cancellature e gli scarabocchi e le orecchie. Un po' stropicciato e vissuto, ma almeno e' vero.
Non cadro' nel solito gioco di raccontarmi la vita come la vorrei invece di come e'.

Sembra di stare sulle montagne russe, per me che da quando ho avuto la labirintite mi da noia persino arrivare a piazzale Michelangelo. Ogni giorno una doccia fredda e poi una doccia calda.
Ieri quella con te e' stata prima bollente e poi gelida.

Come la pioggia di stamattina.



05 settembre 2002

L'avevo gia' fatto e non pubblicato. Oggi l'ho rifatto con calma e ho cambiato un paio di risposte.
Beh, e' uscito di nuovo lo stesso. Ma allora e' vero! :-))




What Was Your PastLife?


03 settembre 2002

Devo ancora capire se e' la nuova casa che porta sfiga oppure era quella vecchia.
La novita' di oggi e' che la tata di Gioele non viene piu'. E che mi ha fatto attraversare la citta' sotto il sole soltanto per dirmelo. No, dico, poteva mica avvisarmi subito la settimana scorsa che ci siam viste di persona?
Vabbe'.
Da un lato sembrerebbe una cattiva notizia, in realta' non del tutto visto che non ero contenta al 100% di lei ma non avrei mai avuto il coraggio di mandarla via.
Uhm.
Bella tabula rasa.
Adesso devo solo trovare un nuovo lavoro ed ecco arrivato il reset che cercavo qualche blog-archivio fa.
Non ho ancora le idee chiare su come posso alla mia eta' piazzarmi nuovamente sul mercato...
Certo se ricominciasse il periodo delle sincronicita' di qualche anno fa potrei anche mettermi qui seduta tranquilla, mentre aspetto che bussi alla porta Mary Poppins.

01 settembre 2002

Oh, che succede al mio blog?
Il cambio di mese ha fatto un bel repulisti.
Che anche questo sia un segno? Speriamo non arrivi un temporale che non abbiamo il parafulmine...

30 agosto 2002

Uff! Ricominciata la rumba, non ho piu' un attimo di tregua.
Rientro al lavoro piuttosto vorticoso, anche per via della nuova organizzazione famigliare.
Si parte verso le novemmezza da casa, si molla il piccolo alla nonna e si corre in ufficio. Pranzo a casa dei suoceri per la pappa con Gioele, poi giochini e coccole e nanna piccola. Mentre lui dorme ne approfitto per lavorare un'oretta. E di nuovo a casa per la merenda, ancora giochi e coccole, poi cena e nanna grande.
Capita sempre piu' spesso che cadiamo addormentati insieme, cosi' niente mail niente blog, niente di niente.
Dalla settimana prossima dovrei recuperare la tata qualche pomeriggio, cosi' forse posso ritrovare anche me stessa in mezzo a tutti i lividi.
In effetti voglio istituire un telefono azzurro anche per le mamme.
In questo momento su di me posso contare:
- taglio sotto l'occhio sinistro (mezzo centimetro piu' su ed ero bendata) provocato da custodia videocassetta teletubbies sbattuta sul naso
- livido sotto il mento causato da calcio con scarpa (di tacco)
- livido sul ginocchio sinistro causato da prove tecniche audio con telecomando (se lo sbatto sul pavimento fa stump se lo sbatto sul vetro della tv fa tud se lo sbatto sul ginocchio della mamma fa AHIA!)
- labbro inferiore lato destro piccola tumefazione provocata da una testata dovuta a sobbalzi causa solletico
senza contare i lividi che mi faccio inciampando, sbattendo, scivolando su pennarelli, pezzi di lego, macchinine, libri lasciati per terra nei posti piu' improbabili.

D'accordo che gli incidenti sono stati tutti involontari, d'accordo che poi mi da il bacino sulla bua cosi' poi passa, pero' miseria ladra quando arrivera' al ceppo dei coltelli cosa mi fara'???

25 agosto 2002

Interno, giorno.
Il piccolo e' sul seggiolone che guarda i Teletubbies e mangia le sue pennette al ragu', infilzandone una per volta con la forchetta grande.
Ogni tanto la appoggia, prende la bottiglietta dell'acqua, beve un sorso.
Resta un po' incantato a seguire le avventure dei suoi beniamini, poi ad un tratto guarda il suo piattino, afferra la forchetta e riparte.

Un po' piu' in basso, un Fred fiducioso attende con calma che qualche pennetta male infilzata cada alla portata del suo naso.

23 agosto 2002

No, dico, avete presente mettersi lo smalto su venti dita con un bimbetto di quasi venti mesi che vi zompetta attorno?
No, non e' stata una svista aver scritto dita anziche' unghie :-)
Pero' ci siamo divertiti da matti! Ora spero di trovare l'acetone in uno degli scatoloni.

Abbiamo ancora due stanze piene di scatole. E ci manca ancora di trovare un sacco di roba. Particolare non indifferente, non ho recuperato ne' la videocamera ne' la macchina fotografica. Per la seconda soprattutto e' come se mancasse un pezzetto di me.

Nella nuova casa stiamo proprio bene, nonostante gli spazi ristretti e i cancelletti/cancellini alle scale per bimbo e pelosi. Di fronte a noi abita una coppia. Sono i genitori di Matilde e Attila. La prima ha nove mesi, il secondo e' un cacanicchio di canetto che staziona tutto il giorno sul balcone yappando a chi gli sta antipatico. Ha gia' fatto amicizia (da lontano) con Ginger e Fred. Temevo canizze inenarrabili, invece sembra che la convivenza regga. Sara' che li dividono tre piani.

05 agosto 2002

Passaggio veloce in ufficio, post veloce sul blog.
Da casa dei miei suoceri non riesco a spedire la posta. La ricevo ma non parte. Ganzo.
Questo per dire che ho qualche risposta li' in pendenza che aspetta un send e temo attendera' ancora un pochetto.
Casa nuova e' in ritardissimo, per ora si continua a dormire dai nonni.
Sono stravolta dalla stanchezza, ma poi mi ripiglio :-))

30 luglio 2002

Ultima sera in quella che ormai e' diventata "casa vecchia".
Non credo che il tre agosto mi svegliero' nel nuovo letto guardando il cielo dall'abbaino, perche' come sempre ci si son messi gli impicci dell'ultimo minuto.
Poco male.
Si trattera' di passare un paio di notti in piu' a casa della GS.
Mi sento come una tartaruga senza guscio. Casa vecchia non la sento piu' mia, cosi' sventrata com'e' senza cucina, coi pacchi nello studio che non ci si cammina, senza condizionatore. E senza poter aprire le porte finestre sul giardino a causa del topo che ogni mattina mi rassicura sulla sua presenza con una serie interminabile di cacchette sul cotto.
Prima stavo ancora addormentando Gioele e due bellimbusti han pensato bene di parcheggiare sotto (anzi sopra visto che la camera da letto e' seminterrata) la nostra finestra. Cosi' il pupo anziche' fare il suo dovere di bimbo, chiudere gli occhi e sognare cose belle, continuava a rigirarsi dicendo "Am Am! (macchina N.d.T.)".
Aspetto cinque minuti paziente, ne aspetto dieci, ne aspetto quindici smadonnando. Mi alzo metto Gioele in collo al babbo, mi ricordo al volo che sono in mutande e indosso un paio di calzoni ed esco piuttosto imbufalita.
Loro si scusano subito e spengono la macchina (per riaccenderla tre minuti dopo e partire, ma Gioele era gia' nel mondo dei sogni).
Giovanni un po' si e' stupito, mi ha chiesto se sono stata gentile (non so perche' quando parto in quarta si preoccupa sempre delle sorti di chi mi passa tra le mani. In fondo non ho mai fatto male a nessuno... vabbe' forse tranne quella volta che son scesa dalla macchina perche' una signora mi ha tagliato la strada e gliene ho urlate di tutti i colori, compreso teatrale pugno sul cofano dell'auto e poi son ripartita sgommando, ma son secoli che non guido piu'), mi ha chiesto se sono stata gentile e ho dovuto ammettere che, effettivamente, anche se nella mia frase c'era uno "scusate" loro sono stati MOLTO piu' gentili di me.
Quel che conta e' il risultato.

Stasera ho un'ansia addosso che mi porta via. Sara' che i cani sono a dormire dalla nonna e mi mancano gia'. Sara' che casa nuova non e' ancora casa mia e non lo sara' mai, visto che tra tre mesi ci sposteremo nell'appartamento di sotto, sara' che come dicevo casa vecchia ormai e' acqua passata, sara' che e' piena estate ormai e le amicizie (poche) su cui posso contare sono sparpagliate per il globo e spaparanzate al sole, sara' che ci son gia' un monte di cartelli fosforescenti "chiusoperferie" in giro, sara' che forse guariro' solo con una lobotomia, fatto sta che mi son ritrovata seduta davanti alla tastiera quasi senza rendermene conto.

E voi, come e-state?

29 luglio 2002

Bene, bene, tutto procede.
Avrei un sacco di cose da scrivere, ma ho un sonno bestia.
Non credo nemmeno che avro' il tempo di scrivere nei prossimi giorni e nemmeno se a casa nuova avremo non dico l'ADSL ma nemmeno la linea telefonica :-)
Nonostante le apparenze (una serie di sfighe grosse e grandi inenarrabili in due parole), conto di svegliarmi la mattina del tre agosto guardando il cielo dall'abbaino sopra il nuovo letto e festeggiare degnamente il mio *****esimo compleanno.
Speriamo bene!

A dire la verita' per quel giorno avrei un paio di desideri: riuscire davvero a smettere di fumare e litigare un po' meno con Giovanni.
Che e' sempre per delle bischerate e, davvero, spesso non ne vale la pena.
Poi guardo quel topolino che trotterella per casa e mi sembra ancora impossibile che sia nostro figlio.
A proposito, domani e' il vostro complemese, auguri ad entrambi!

27 luglio 2002

Un piccolo miracolo: ci hanno lasciato frigo, lavello, cucina a gas e persino la lavastoviglie.
Il resto lo portano via mercoledi', ma avevamo gia' organizzato un trasferimento di un paio di giorni dai suoceri.
E un paio di giorni e' molto meglio di una settimana :-)

26 luglio 2002

E domattina se ne va la cucina.
Abbiamo dato il via libera ufficiale ai pacchi.
Dove mangeremo da qui al 3 agosto ancora non si sa, ma mica si puo' programmare tutto no?
Forse se apro piano la porta della camera da letto e mi infilo a dormire Giovanni non se ne accorge, tutto preso ad impacchettare...



Manuale di giardinaggio

Una pianta a cui si chiede di crescere troppo in fretta si allunga, si allunga, ma le radici rimangono troppo deboli e il fusto privo di forza.

22 luglio 2002

Sono in ferie.
Non per spaparanzarmi al sole, ma per riprendere un po' di fiato e fare pulizia di cose vecchie prima del trasloco.
E dormire....

19 luglio 2002

In ufficio suona il telefono. Son tutti impegnati, rispondo io e dall'altro capo del filo uno mi dice:"Buogiorno senta io sarei quello che ieri son venuto li' a CLONARE un DISCHETTO CD!".
Gli rispondo:"Un attimo le passo il negozio" prima di metter giu' e scoppiare a ridere :-)))

Ah, l'alfabetizzazione...
La nostra nuova casa ha un bellissimo indirizzo, perche' e' in via del Paradiso. E' una delle piu' belle zone di Firenze, lassu' in alto. Noi siamo nella parte un po' piu' proletaria, vicina al viale. Il cantiere e' aperto dai primi di giugno e fra una decina di giorni si trasloca.
E' divisa in due appartamenti, il nostro e uno un po' piu' piccolo. Siccome non ce l'avremmo fatta a liberare questa casa per il 31 di luglio, per il momento andremo a stare nell'appartamentino (solo noi possiamo traslocare per andare nello stretto dopo che cercavamo una casa da cinque anni per allargarci... che in questa da single di Giovanni da quando ci sono giochi e gli accessori di Gioele non ci si rigira piu').

Quando ci penso mi sembra cosi' strano che non abitero' piu' qui. La cosa che mi spiace di piu' e' lasciare il giardino, il glicine che mi son cresciuta da tre anni, la sensazione di pace che da, cosi' pieno di verde. Anche a casa nuova c'e' il giardino, ma per il momento e' un rettangolo di terra battuta, calcinacci, assi, impalcature. Caldissimo.

Cominciano sempre cosi' i miei pensieri sul trasferimento... all'inizio un po' di dispiacere per quello che lascio, poi prende il sopravvento la voglia di cambiare, di lasciarmi alle spalle un po' di passato. E' in questo studio che abbiamo cominciato a lavorare. E' stato un periodo felice, anche se allora non lo sapevo. Lavoravamo di notte, avevamo tutti gli orari sfasati: ci alzavamo a mezzogiorno, pranzavamo alle quattro del pomeriggio, passavano gli amici a trovarci... Poi non potevamo piu' permetterci di ricevere i clienti in cucina, cosi' abbiamo trovato un ufficio in centro e da li' e' partita l'avventura.
A proposito, con un colpo di fortuna ho trovato anche un nuovo ufficio vicino a casa. Questo si' mi elettrizza, non ne potevo piu' di lavorare in mezzo al casino e il centro e' diventato invivibile. Non si respira. Se riusciamo ad organizzarci potremmo fare questo ulteriore trasloco ai primi di settembre.

Oggi alle undici saremo in cantiere per definire gli ultimi dettagli.
Dai che si gira pagina!

18 luglio 2002

- Orgoglio di mamma: la prima frase -

Antefatto: da quando e' nato Gioele i cani dormono nello studio con la porta chiusa per evitare incursioni notturne nel lettone.
Tutte le mattine verso le sette Ginger fa tre o quattro "YAP!" perche' vuole andare a fare la pipi'. Al primo YAP di solito tiro un calcio a Giovanni che si alza, chiude la nostra porta e li fa uscire, il tutto cercando di essere velocissimi e silenziosi per evitare che si svegli Gioele e ci obblighi a quella che per i nostri bioritmi e' una levataccia.
Poi di solito Giovanni richiude i cani e chiude anche la nostra porta perche' a volte riparte qualche "YAP!" giusto per lo sfizio di vedere se torniamo ad aprire.

Due mattine fa qualcosa non ha funzionato. Piu' o meno tre minuti dopo che Giovanni e' tornato a letto, Gioele si e' alzato di scatto a sedere. Ha detto "Babbo!" gli ha infilato un dito in un occhio ed e' sceso dal lettone. E' arrivato ad aprire la porta di camera nostra, e' stonfato per terra - per fortuna sul sederone - e si e' girato a guardarci esordendo in :"Babbo, mamma, baubaubau fui!" (baubaubau=abbaia oppure cane a seconda del contesto, fui=fuori inteso come uscire in giardino N.d.T.).
Si e' rialzato, e' arrivato alla porta dello studio e l'ha aperta, facendosi travolgere dalle bestiole festanti :-)))

17 luglio 2002

- Dall'inchiostro al digitale, scritto circa 12 ore fa-

Stasera m'e' presa la lorda.
E' da una settimana che ho l'insonnia itinerante che piu' o meno funziona cosi': muoio dal sonno, metto a nanna il cucciolo, chiudo gli occhi, cerco la posizione giusta e improvvisamente mi sveglio del tutto. Prima mi rigiro di qui e di li'. Poi mi viene voglia di una sigaretta, che col progetto serale (ogni sera degli ultimi due anni: in alcune cose sono costante) di smettere di fumare fa un po' a cazzotti. Poi comincio a grattarmi e sento una zanzara. Che con l'opera di sterminio vicina al genocidio che ho messo in atto per evitare ponfi al cucciolo esiste solo nella mia immaginazione. E quindi e' perniciosa piu' che se fosse vera.
Allora cerco di distrarmi e penso un blog. Alla fine mi arrendo e mi alzo, accendo una sigaretta (te pareva) e macino chilometri su e giu' nel corridoio, avanti e indietro come se mi preparassi per la maratona di N.Y., fino alla cucina e ritorno.

Ieri sera ero cosi' disperata che mi son messa a leggere il Vangelo. Mi sono addormentata a pagina 43.
Stasera - penso - non mi faccio fregare. Appena Gioele dorme vai con la parabola del grano che si dorme da subito.
Invece m'e' presa la lorda. Sara' stata la moltiplicazione dei pani e dei pesci, fatto sta che mi rialzo e giustizio una fetta di pane avanzata dalla cena, insieme ad una bella fettona di prosciutto cotto. Poi addento uno zucchino bollito. Poca soddisfazione. Alla fine ho fatto piazza pulita della robiola spalmandola su una fetta di pane da toast condita (la robiola) con sale, pepe e un filino d'olio. Che mi e' colato tutto sulle dita.
Mezzo bicchiere di vino rosso e mi vien subito la voglia di bloggare, ma mi fa cosi' fatica accendere il PC che rubo un foglio dall'album di Gioele e mi metto a scrivere con la penna.

Che poi io odio usare carta e penna perche' con la tastiera sono molto piu' veloce, invece ora mi sembra di essere zavorrata e mi vengono in mente dieci diversi fili conduttori che restano incastrati nel ricciolino della "g".
C'e' chi dice che preferisco la tastiera perche' prendo le distanze da quello che scrivo. Oh, ma c'e' sempre qualcuno che non riesce a farsi i cazzi suoi eh? Il fatto e' che se buttar giu' due righe o cento serve (anche) a guardarsi dentro, rileggere la propria calligrafia e' un po' come quando vedi il tuo riflesso in un vetro mentre stai parlando con qualcuno. Ti distrai e ti imbarazzi allo stesso tempo.
Almeno, per me e' cosi'.

Non riesco a star dietro al ritmo dei miei pensieri, guarda quanti pochi incisi e parentesi, infatti.

[pausa]

Il mimmo dorme tranquillo. Respira piano che quasi non si sente. Com'e' bello quando dorme. Mi piace molto questa cosa che da bambini si è sempre immersi in quello che si fa. Quando dorme, quando ride, quando piange, quando e' concentrato, lo fa sempre a mille all'ora e vive le emozioni fino in fondo.
Gustandole, quasi. Come una fetta di pane e cioccolata.

A proposito: ci sara' Nutella in casa?


15 luglio 2002

Santapolentataragna, vorrei sapere quale bug fa si che Blogger ogni stramaledetta volta che pigio publish decida di saltar fuori con "Error 503: unable to load template file" e per quale strapicchio di motivo alla pagina [more info] non venga indicato da nessuna parte l'Error 503.
Ogni volta mi tocca entrare nel template, scorrerlo cliccando a caso qui e li', salvare ri-pubblicare.
Maremma vestita, se riesco a convincere Giovanni a passare il dopocena con Gioele mi rifaccio il look!

[Prima che Gioele decidesse che era l'ora di cena e resettasse il mio computer, scrivevo:]
Tra la stampante e la mia scrivania c'e' uno spazio strettissimo. A ben guardarlo sembra un tunnel, largo appena il giusto per infilarci la locomotiva che -griggletogglegriggletogglegriggle- arriva fino in fondo al tavolino, curva a destra e precipita esattamente sopra i cavi del mio pc. "Mamma, mamma!" e col ditino indica il tunnel.
Lo avra' fatto almeno dieci volte di fila.
Stasera ho esplorato nuovi confini del contorsionismo per recuperarla.
Spero che dentro non ci sia una Duracell.

14 luglio 2002

Ho avuto una recrudescenza di attacchi di panico, dopo la nascita di Gioele. Probabilmente giustificati dalla situazione in cui mi sono trovata per un periodo troppo lungo. Aridagli col piedone, il mese a letto col pancione perche' non potevo appoggiare il gesso a cui e' seguito il mese dopo la nascita di Gioele e poi la riabilitazione.

Riabilitazione per modo di dire, perche' approfittavo delle visite a Gioele per il piedino torto e mi facevo dare qualche consiglio dalla sua fisioterapista. D'altro canto il vitellino poppava ogni due ore e considerando che la poppata durava piu' o meno tre quarti d'ora se si attaccava alle due finivo alle tre meno un quarto e alle quattro ero di nuovo punto e daccapo. Dicevo, son tornata a camminare senza stampelle appoggiandomi alla carrozzina di Gioele che era marzo. Quattro mesi letteralmente chiusa in casa, d'inverno. Poi mettici le notti insonni, l'ansia per sto coso che non avevo idea di come rigirare, la classica depressione post-parto, senza dimenticare che l'unica persona che vedevo era la G.S. La sua presenza e' stata da un lato come la manna dal cielo, altrimenti avremmo digiunato per quattro mesi, dall'altro fonte di angoscia perche' le e' preso un transfert col mio pancione e non faceva altro che raccontarmi di quanto stesse male in gravidanza, del parto prematuro di Giovanni, del latte che non e' riuscita a dargli, della malattia (grave) che poi dopo l'ha colpita, e da li' a raccontarmi tutte le malattie e le disgrazie accadute in casa G. dalla terza generazione in poi, il passo e' stato breve.

Insomma, povera donna, ora mi rendo conto che non lo faceva mica apposta (almeno spero), pero' e' stata dura, soprattutto data la situazione contingente.

Stanotte ho fatto un sogno. Comincia a diventare un avvenimento degno di nota perche' dagli ultimi mesi di gravidanza in poi sogno davvero pochissimo (o me ne ricordo pochissimi, il che dal mio punto di vista e' uguale).
La trama era un po' intricata, quello che ho trattenuto nella memoria e' un flash. Sto scappando da un posto e sto tornando a casa (o sto scappando dalla mia casa che mi spaventa e sto andando in un luogo sicuro(?)). Comunque sia mentre sto fuggendo mi accorgo di aver lasciato indietro i vestiti. Penso un attimo se valga la pena tornare a prenderli, ma decido immediatamente che non e' una buona idea, in fondo sono soltanto una tuta e una maglietta. Sono dispiaciuta perche' erano vestiti comodi, ma penso che in qualche modo li sostituiro'.

Stamattina li' per li' ho pensato: un compromesso. Allora mi son messa a rimuginare su quante volte io sia scesa a compromessi. E non sempre per il mio bene. Giornalmente scendo a patti con la realta' pur di non affrontarla. Il primo esempio che mi viene in mente: tengo una tata di cui non sono contenta per alcuni motivi (del tipo che ogni tanto viene a lavorare con i MIEI vestiti, oppure noto che indossa un anellino che non mettevo piu' da tempo), perche' non riesco a stare da sola in casa - o uscire - se non c'e' qualcuno con me.

Devo dire che la cura che sto seguendo sta dando i suoi frutti, anche se la mia costanza nel mettermi alla prova e' ostacolata a) dalla paura b) dal superlavoro degli ultimi mesi che non mi lascia spazi (e la necessaria tranquillita') per non scantonare c) probabilmente da una sorta di abitudine all'accompagnatore che si e' incancrenita.

Dicevo del sogno. Rimuginavo quindi sui compromessi e su quante cose abbia lasciato indietro pur di non affrontare la paura. E mi accingevo a scriverne per ragionarci un po' su.
Invece, quando ho iniziato a raccontare ho pensato che potesse anche essere un sogno positivo. Che - forse - lasciare i panni comodi ma "da casa" perche' stavo fuggendo da un luogo spaventoso poteva dire anche qualcos'altro.

Poniamo che i panni comodi siano la trasposizione della mia necessita' di appoggiarmi a qualcuno per sopravvivere (atteggiamento che spesso mi aiuta a non prendermi le mie responsabilita', per questo probabilmente nel sogno mi mancano e li ritengo comodi).
Diventa evidente come per indossare questi panni io sia costretta a vivere in un luogo spaventoso (in un modo spaventoso, se ci rifletto un attimo a mente lucida). Tipicamente la tuta si mette in casa, in un luogo protetto (che puo' anche diventare una prigione). Se li lascio li' pero' puo' anche significare che forse ora sono pronta per indossare altri panni per USCIRE fuori.
Mi mancheranno le pantofole, ma per quanto? Nel sogno sentivo che avrei potuto sostituirle con altro.
Altre "comodita'" vissute come tali per libera scelta, non per rinuncia alla vita.

Non so cosa volesse suggerirmi il subconscio stanotte, ma so che per uscire da questa prigione (che ha paradossalmente la porta aperta, solo che io non riesco a varcarla), per fare il primo passo (in quale blog ho letto che a volte il primo singolo passo e' la parte piu' faticosa del viaggio?), devo fare chiarezza.

Cominciamo da qui allora. Mi tolgo calzoncini e maglietta e indosso un vestito. Apro la finestra, entra la luce, mi affaccio.
"Huston, abbiamo un problema".

13 luglio 2002

Contenuti e idee

C'e' stato un periodo - qualche mese fa - in cui mi sentivo invisibile.
Frequento diverse mailing list e ad un paio sono proprio affezionata. Una in particolare l'ho creata cinque anni fa e mi ci sento come a casa. Beh, mi sono resa conto che anche virtualmente le persone non ascoltano (non leggono). La maggior parte interviene solo se ha una battuta azzeccata, oppure furoreggiano le mail-chat in cui si cazzeggia e mortali'. O si parla di calcio (o si parla male del pediatra, a seconda del tema della lista), o scoppiano flames su Berlusconi, altrimenti il resto e' lettera morta. Nessuno ha il coraggio o la voglia di scoprirsi piu' di tanto. Un motivo ci dev'essere.

E' stato allora che ho scoperto il blog e mi son detta che era il posto giusto per comunicare quello che sentivo, come mi andava e quando, senza preoccuparmi di non avere riscontro. Senza dolermi per l'indifferenza, reale o meno che sentissi.
Il blog di un altro lo leggi perche' ti va, non perche' ti arriva l'ennesima mail, magari nel momento stesso in cui la caffettiera borbotta. Lo fai perche' ti interessa e se ti va cerchi un contatto, altrimenti no.
Mi sembra perfetto, tanto quanto mi sembrava preferibile agli inizi, mandare una mail anziche' fare una telefonata. Ritengo che sia - spesso - una sorta di rispetto per l'interlocutore. Ti scrivo, ti dico delle cose, puoi leggerle quando ti pare e rispondermi quando ti fa comodo, senza importi i miei tempi.

Poi ho scoperto con piacere di avere i miei piccoli affezionati lettori e di far parte di un gruppo di persone che si scrive, si legge, spesso si sorregge nei momenti down che capitano a tutti e che condividiamo empaticamente.

A me l'idea del blog piace per i contenuti (ne parla recentemente anche lapizia, sempre a proposito di blog).

I famosi contenuti. Li ho sempre trovati fondamentali, erano il fiore all'occhiello del Freeweb gia' a partire dal 96, quando io e Giovanni decidemmo per primi (o quasi) in Italia di importare il modello Geocities. Era davvero un bel gruppo di persone (non ho intenzione di usare la parola community! La ABORRO) e nel 2000 i freewebbers potevano vantare di avere pagine piene di contenuti.
Poi la storia e' andata come e' andata, la cessione ha di fatto omogeneizzato il Freeweb ad altre (?) realta' ricche di vuoto e il mio piccolo gioiello si e' perso nella caccia ai click-thru.
Sigh. Le leggi del mercato.

No, decisamente non mi sento imprenditrice. Ho avuto qualche illuminazione (non so chi accendesse la lampadina all'altro ma con Giovanni era ed e' anche adesso una fucina di idee che continuano a scontrarsi con le leggi del mercato, ma la cui realizzazione permetterebbe una soddisfazione personale), ma credo di essere troppo artigiana per imprendere.
Oppure il volontariato, l'associazionismo (lavorare sette anni all'Anffas una traccia l'ha lasciata), la voglia di fare senza pensare al mio tornaconto personale finiscono per avere sempre il sopravvento, con grave disdegno delle mie tasche :-)

A parte l'amarezza dell'avventura post Freeweb, la soddisfazione di essere riuscita a far crescere la conoscenza di questo mezzo di comunicazione resta.
E ne sono orgogliosa.

Tant'e' che mi e' scappata la registrazione di freeweblog.it e freeblog.it.
Due - per ora - vuoti contenitori che ogni giorno che passa mi vien voglia di riempire. Ad esempio si potrebbe utilizzarli per parlare - tutti insieme - del progetto che abbiamo in mente. Perche' lo so che sotto sotto qualcosa avete in mente. E' solo in fase di gestazione.
Un solo avvertimento: non parlatemi di banner perche' potrei diventare sboccata piu' del solito.

Chi vuole giocare metta il dito qui!

12 luglio 2002

Stamattina in ufficio ho lavorato a ciclo continuo, ma con soddisfazione.
Poi, uscendo, ho deciso di tornare a casa a piedi perche' all'ombra delle stradine del centro si stava abbastanza bene. Cosi' ho guardato un po' di vetrine, ho comprato una girandola coloratissima per Gioele, ho sfruttato un inizio saldi anticipati per prendergli una maglietta e un paio di calzoncini leggeri leggeri. Sono stata anche in banca dove ho scoperto che il conto che pensavo di aver chiuso con successo piu' di due mesi fa (e andavo a farmi ridare i soldi che avevo lasciato in piu'), e' ancora aperto perche' "mancava una firmettina".
Camminando camminando ho comprato un bel pezzo di schiacciata per la merenda del pomeriggio e meta' me la sono mangiata sbocconcellando per strada.

Ora la tata sta addormentando Gioele e io avro' il pomeriggio per finire alcuni lavori che ho in sospeso, al fresco del condizionatore, in attesa che Giovanni torni da Roma (spero con buone notizie).

La serena tranquillita' della Normale Amministrazione.
Finche' dura :-)

10 luglio 2002

Appassiscono piano le rose,
spuntano a grappi i frutti del melo,
le nuvole in alto van silenziose
negli strappi cobalto del cielo.
Io sdraiato sull'erba verde
fantastico piano sul mio passato
ma l'età all'improvviso disperde
quel che credevo e non sono stato;
come senti tutto va liscio
in questo mondo senza patemi,
in questa vista presa di striscio,
di svolgimento corretto ai temi,
dei miei entusiasmi durati poco,
dei tanti chiasmi filosofanti,
di storie tragiche nate per gioco
troppo vicine o troppo distanti.
Ma il tempo, il tempo chi me lo rende?
Chi mi dà indietro quelle stagioni
di vetro e sabbia, chi mi riprende
la rabbia e il gesto, donne e canzoni,
gli amici persi, i libri mangiati,
la gioia piana degli appetiti,
l'arsura sana degli assetati,
la fede cieca in poveri miti?
Come vedi tutto è usuale,
solo che il tempo chiude la borsa
e c'è il sospetto che sia triviale
l'affanno e l'ansimo dopo una corsa,
l'ansia volgare del giorno dopo,
la fine triste della partita,
il lento scorrere senza uno scopo
di questa cosa che chiami vita.

F.G.

30 giugno 2002

Insomma, ci voleva. Sembra impossibile che qualche grado in meno al di la' di un vetro possa rimetterti al mondo. Eppure e' cosi'.
Ieri ho fatto la mamma canguro, in una giornata arrossata e dolente come occhioni e nasino del cucciolo con un raffreddore da manuale.

Stamattina ho spalancato la finestra del giardino e le gambe mi si son riempite di pelle d'oca. Tutta un'altra storia, nonostante la notte passata praticamente in bianco a coccolare Gioele che faticava ancora a trovare la posizione migliore per respirare col nasino chiuso.
Oggi sta decisamente meglio, quasi del tutto in forma per festeggiare degnamente i suoi diciotto mesi!

Il resto scorre piu' o meno nella stessa direzione di sempre (che somiglia molto ad un'autodistruzione), ma confido nella mia buona stella. Tornera' prima o poi no?

Domani ricomincia la rumba. Mi aspettano due settimane vorticose tra casini di lavoro, litigi casalinghi, telefonate dell'architetto che ancora non abbiamo scelto le piastrelle e minacce velate al notaio che per una bazzecola sta piantando una serie di grane per il rogito. Gli amici si son fatti di nebbia. Meno male che c'e' Marina che mi veglia (perche' lo so che lo fai) da lontano, ma anche da vicino che quando mi pensi tu il cuore si scalda da solo.

Poi, passato il trasloco e tutto il resto forse mi decidero' a raccontare il monte di cazzate che ho combinato nell'ultimo anno e che mi hanno portato fin qui. Voglio prendermi un mese sabbatico per riprendere forze e ri-organizzare la mia vita. E voglio che questo mese cominci adesso, subito, che se rimando ancora non diventero' mai una persona migliore.

27 giugno 2002

Stamattina sono andata a fare il controllo dei nei: tutto a posto :-)
Dalla gravidanza in poi erano raddoppiati, poi con alcuni Gioele ci gioca continuamente e un paio di settimane fa me ne era saltato fuori uno sul braccio di punto in bianco e avercelo sempre sott'occhio mi impensieriva.
Invece tutto bene :-)

E da ieri non ho piu' la fastidiosa sensazione di fame d'aria che mi portavo dietro da un mesetto. Sara' che il caldo e' un po' passato, sara' che stiamo prendendo delle decisioni importanti e forse - dico forse sottolineo forse - riusciremo a vivere un po' meglio il quotidiano, comunque sia e' un sollievo non dover piu' lottare col mio diaframma per tirare un bel respiro.

Ieri pomeriggio controllo dei bimbi pelosi dal veterinario: Ginger e' sotto antibiotici perche' ha un dentino che le ha procurato un'infezione. Dal veterinario e' stata bravissima, come sempre.
Fred e' tornato come nuovo grazie alla digitale. Secondo me gli stanno dando il Viagra, e' sempre li' che gira intorno a Ginger poverina che - essendo stata operata secoli fa - non ne vuol sapere mezza e comincia davvero a spazientirsi di sto fratello col birillo sempre in tiro!

22 giugno 2002

What a child need

I like to look and listen,
I need to touch and try,
I want to smell and sample
And ask the question why.
Give me time to wonder,
To imagine and pretend,
Space to run and bend and stretch,
Share secrets with a friend.
I want to hold and handle,
I must play to understand,
For I need to know so many things
To find out who I am.
Sta meglio :-)
Stamattina e' tornato il Fred di sempre!
Grazie al signor Dio dei cani :-)

21 giugno 2002

Fred sta male.
E' dall'anno scorso che lo curiamo per via del cuore. All'ultimo controllo era tornato quasi normale, ma stamattina anziche' uscire in giardino e' venuto a sedersi sul mio tappetino.
Non stava in piedi e cercava il conforto mio e di Giovanni. Ci siamo decisi subito e alle otto e un quarto Fred e Giovanni erano gia' dal veterinario. "E' in collasso" ha decretato. Probabilmente il gran caldo (ma in casa c'e' l'aria condizionata e non l'ho mai lasciato stare sdraiato al sole sebbene lo volesse). Ora ha preso la digitale, ma sta ancora male.
E' mogio e sembra invecchiato di colpo.

Sono piu' di dieci anni che insieme alla sorella sta con me. Li ho presi al canile un'estate altrettanto torrida di... boh forse dodici anni fa. E' un pezzetto di me. Io che non riesco nemmeno a vedere Lassie o i cartoni animati dove ci sono cani che soffrono mi sento un po' persa e lo cerco con lo sguardo in continuazione.
E lui mi guarda, senza spostare la testa. E non mi piacciono i suoi occhi cosi' tristi.
Se c'e' un Dio dei cani, potrebbe per favore aiutarlo a star meglio?

20 giugno 2002

Sono uscita per comprare le sigarette, accompagnata dagli ululati di Gioele che voleva seguirmi. Saranno 50 metri da qui al tabaccaio, pensavo fossero gli ultimi... l'aria condizionata e' una manna, ma diventa mannaia quando ti immergi nel caldo a cui non sei preparata.

Gia' che c'ero mi son presa un sacchetto di patatine che sto sgranocchiando allegramente ungendo tutta la tastiera. Le mangio talmente di gusto che HIC! mi han fatto venire il singhiozzo. Ora lo annego nel the freddo.

Ho un sonno boia, se penso al lettone fresco di la' mi si chiudono gli occhi... animo, mouse in spalla e a lavorare!


E se invece di navigare su siti di arredamento che tanto costa tutto troppo per le nostre tasche mi mettessi a lavorare un po'?

18 giugno 2002

Stefano mi legge nel pensiero e riporta un attimo prima di me:

"vai a sapìri pirchì, appena rapruti gli occhi su una giornata che, da quello che si poteva vìdiri dalla finestra aperta, s'appresentava ummirosa e vintuosa, gli tornarono a mente due versi che sò patre usava ripetere di primo mattino quanno si susiva dal letto: "Accominzammo, con nova promissa, sta gran sullenni pigliata pi fissa". La gran solenne pigliata per il culo alla quale sò patre si riferiva, ma questo lo capì molto tempo appresso, era la vita stessa, la vita di tutti giorni. Bene, sò patre, ch'era omo serio, la nova promissa, il rinnovato impegno, quotidianamente la faceva e la manteneva. Ma lui, quella matina, susendosi per andare a farsi la doccia e passandosi una mano sulla coscienza, non si sentiva in grado di fare nessuna promissa né a se stesso né al mondo intero. Aveva solamente gana di tornare sotto le coperte, incuponarsi, ritrovare il calore e l'odore dei linzoli ancora cavudi, inserrare l'occhi e presentare le sue formali dimissioni da tutto per raggiunti limiti di di stanchizza, di noia, di sopportazione."

16 giugno 2002

Ok, chiedo scusa ho esagerato.
Per dirla meglio ho generalizzato parlando in prima persona e il contenuto del post poteva essere frainteso.
Mi sono autocensurata deletando tutto (tanto non l'aveva letto nessuno).

Pero' un pochino di coda di paglia ce l'hai mi sa :-)

Gioele dorme, Giovanni pure.

Sono in piedi dalle otto, ho ripulito tutta casa, lavato il cotto in giardino e anche i tappetini in gomma di Gioele che erano inguardabili.
La casa e' immersa nel silenzio, c'e' profumo di pulito. Il condizionatore ronza piano e rinfresca quel tanto che basta.

Adesso mi infilo le scarpe, esco dal cancello e smetto di camminare soltanto quando arrivo di fronte all'Oceano.

10 giugno 2002

La Repubblica/politica: Il centrosinistra vince in nove comuni su undici

Un'altra piccola buona notizia :-)

SI E' LASCIATO :-)))
Alla veneranda eta' di 17 mesi e dieci giorni, dopo un intervento al piedino sinistro a dieci mesi, il gesso portato per tre mesi di fila, il mio topolino oggi ha preso il coraggio a quattro zampe e ha mosso DA SOLO i suoi primi passi!!!

E affanculo tutto il resto! :-)))

08 giugno 2002

E insomma, si'. Ne vale la pena :-)
Ora faccio un copia e incolla dei vostri commenti, perche' voglio tenerli a mente.

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Stefano
ci sarà sempre qualcosa che non va. perchè siamo bravi a renderci insopportabile la vita quando ci mettiamo.
i miei tormenti sono sempre lì nelle giornate di merda come in quelle serene. ma in quelle no escono tutti insieme, perchè sono codardi, si fanno forza l'un l'altro e in quei giorni è impossibile vedere uno spiraglio. non solo, anche ciò che normalmente ti da un appiglio per non sprofondare, come questo blog per esempio, sembra non reggere al peso di giornate come queste.
ma poi passa,sempre. il giorno dopo ti svegli, ti riavvii e pensi che in fondo non è poi così male, hai una persona accanto e un figlio che scorazza per casa, pensi che è giugno e il caldo non può latitare ancora per molto e ci sono attimi da assaporare.
spero che per te oggi sia un giorno così, forza, ti ripasso la borraccia.
8<----------------
Mirza
Everybody's just waiting to hear from the one
Who can give them the answers
And lead them back to that place in the warmth of the sun
Where sweet childhood still dances
Who'll come along
And hold out that strong and gentle father's hand?
Long ago I heard someone say something 'bout Everyman

Waiting here for Everyman--
Make it on your own if you think you can
If you see somewhere to go I understand

I'm not trying to tell you that I've seen the plan
Turn and walk away if you think I am--
But don't think too badly of one who's left holding sand
He's just another dreamer, dreaming 'bout Everyman
jacksonbrowne
8<----------------
Patrick
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click. attednere prego.
Non abbiamo una password che vada bene per ogni giorno, non abbiamo una password per tutte le stagioni, per tutti i respiri, per tutti i racconti, per tutti i sentimenti, per tutti i pensieri. Non ne abbiamo nemmeno tante. Abbiamo momenti da far passare, momenti da ombrello e momenti da cappellino per il sole. Abbiamo sorrisi da farci regalare senza dare niente in cambio e sorrisi da regalare senza pretendere niente in cambio. Abbiamo pacche sulle spalle che sembrano sempre finte e silenzi che parlano più delle parole. abbiamo persona accanto che vogliono dire qualcosa e in cui specchiarsi quando ci si vuole far belli. Abbimo parole parole parole che non servono a niente e altre che colpiscono senza saperlo. abbiamo un mattino che si apre anche quando fa sera e sere che nascono prima del levare del giorno. sappiamo fare solo così, un respiro alla volta, un pontre levatoio alla volta, una lacrima alla volta, un vita in fila indiana di attimi tutti diversi e tutti sopsesi, come una nuvola in un giorno di pioggia o come un granello di polline in un giorno di primavera...e quando arriva il primo battito di ciglia del giorno non sai mai cosa ti capita...per questo è sempre bello e diverso e vale sempre la pena superare i temporali e pararsi le palle per vedere quando e come sarà la prossima carezza calda....chiunque te la sappia regalare..in qualunque modo...
un abbraccio

07 giugno 2002

Ancora trenta minuti e sta giornata di merda finisce.

Oggi e' uno di quei giorni in cui vorrei infilarmi sotto le coperte e restarci vita natural durante.
E mi vien voglia di dare un bel colpo di reset a sto blog che mi sembra tutta una cazzata. Come se cancellare qualche riga servisse a far scomparire tutto quello che non va.

Ma non basta provare a riavviare?
Che, per caso mi son distratta e oggi e' venerdi diciassette?
Non ne e' andata dritta una oggi, e perdipiu' fa un freddo birbone.

06 giugno 2002

Sono reduce da un attacco di emicrania che mi ha lasciato stunned tutta la giornata di ieri.

Stamattina scarico la posta e ci mette un'infinita' a tirar giu' un messaggio. Mentalmente maledico chi mi ha senz'altro spedito il solito power point catena di sant'antonio, invece e' Japi che finalmente e' riuscito a trovare il tempo di riversare un nastro che ho trovato in mezzo alle mie cose. E' uno di quei nastri da registratore vecchissimi e sopra c'e' scritto Patrizia. Japi e' riuscito a recuperare due minuti e mezzo di conversazione fra me (avro' avuto un paio d'anni), mio fratello e mia madre.

Lo ascolto e resto basita.
Basita e con la pelle d'oca.
La voce di mia madre e' identica alla mia.
Stesse tonalita', stesse parole e intercalari che uso con Gioele.
Mi sembra di sentire una delle nostre "conversazioni" di oggi.

Sempre di piu' capisco perche' i miei fratelli restano un po' straniti ogni volta che li chiamo al telefono: gli ci vuole sempre qualche secondo per riprendersi dallo shock e capire che stanno parlando con me e non con mia madre.

Questo vorra' dire senz'altro qualcosa, ma cosa?

03 giugno 2002

Non c'e' niente di piu' triste delle feste comandate.
Quelle in cui devi festeggiare "per forza".

Che bello invece dar via libera ad una serata in cui mangeremo quel che ci pare, col mostriciattolo che strilla su e giu' per casa e poi dopo cena scalzi a far qualcosa, senza sentirci in obbligo di alcunche'.

Sono queste piccole cose che mi ricordano perche' ti ho sposato.
Vabbe' non solo queste :-)

02 giugno 2002

Tra ieri sera e stamattina ho battuto due record.
Ieri sera dopo che non la vedevo da una settimana, la GS e' riuscita a farmi imbufalire appena cinque minuti dopo essere entrata dalla porta.

Stamattina, dopo aver finito di sistemare il garage, pulito casa, ri-addormentato Gioele, mi sono goduta tre minuti seduta in giardino all'ombra del glicine in silenzio a contemplarmi le dita dei piedi.

[pausa]

Mentre bloggavo son entrati due passerotti in casa :-)
Meno male che li ho sentiti io prima dei cani!
Forse hanno sete, vado a portar fuori una ciotola d'acqua.

[altra pausa]

Anche i passerotti han battuto un record, il tempo di entrare in casa e fare due cip, mi han riempito l'ingresso di cacchette!
A proposito, GS sta per Grande Suocera, appellativo che ho coniato un giorno (era il periodo del Grande Fratello) sulla lista di allattiamo.it, diventato poi nome comune per tutte le suocere un po'... come dire... presenti, ecco :-P

[ennesima pausa]
Precisazione per il figlio della GS che so che ogni tanto legge queste righe e con cui domani festeggio (?) due anni di matrimonio: vabbe', a proposito per modo di dire, mica riferivo le cacchette alla GS... ehm... :-D


01 giugno 2002

Fuori all'aria aperta per quattro ore, oggi pomeriggio.
Che bello guardare Gioele che impara ad andare sullo scivolo... il musino prima perplesso e poi felice, vedere che e' il primo a farsi avanti con gli altri bambini, con i suoi "ciaociao" e "cu? go? cu?" incomprensibili a noi adulti.
Siamo tutti e tre stanchi e provati dai giochi e dalla musica, io in particolare ho cominciato a sternutire a raffica... erano secoli che non soffrivo piu' di allergia.
Mi sento tutta rintontolita, stasera non fatichero' a prendere sonno. Ora mi bevo un litro d'acqua e mi infilo sotto le lenzuola fresche, che in camera nostra anche col caldo di oggi si sta bene.

Possibile che - nemmeno a cercarla - in giro non riesca piu' ad incontrare una persona felice?
Vabbe' esagerata... ma almeno una persona serena?
Ho bisogno di leggerezzaaaaaaaaaaa!!!

29 maggio 2002

Mercoledi' pomeriggio, sala d'attesa di uno studio medico.
Arrivo in anticipo, scelgo una rivista e mi accomodo su una poltroncina.
E' un poliambulatorio e insieme a me aspettano due signore.
La prima, anziana sui sett'antanni, abbastanza curata.
La seconda, sulla cinquantina, ben portati (si intuisce che e' di famiglia benestante e' curata e ha un buffo cappello in testa), sta piangendo.
Alzo gli occhi per osservarla - lo ammetto - un po' incuriosita e mi accorgo che con il mio ingresso ho interrotto una conversazione.
Lei singhiozza, si asciuga le lacrime con un fazzoletto di carta e riprende a parlare con la signora piu' anziana.

Parlano di chemioterapia, di quanto siano convinte che le cure siano inutili, di quanto soffrono.
La signora piu' anziana dichiara che ha smesso di curarsi, ora fa solo terapia del dolore (cerotti a base di insulina) perche' non vuole piu' soffrire ed e' consapevole che non c'e' piu' nulla da fare. Ieri ha chiesto al suo medico se avra' il tempo di sistemare le cose e lui le ha risposto di farlo al piu' presto.
Ma e' la disperazione della signora col cappello che mi prende allo stomaco. Forse e' la spontaneita' con cui si lascia andare al dolore, quel pianto non nascosto, quella disperazione aperta, messa in piazza cosi', senza pudore, che mi scatena un'empatia immediata.
Se riuscissi a dar retta al mio istinto mi alzerei subito per abbracciarla e consolarla.

Invece poso la rivista e le ascolto senza nascondermi dietro alle pagine patinate.
E lei sbircia verso di me, ogni tanto.
E l'unica cosa che riesco a fare e' parlarle con gli occhi, abbracciarla con lo sguardo.
Mi rendo conto che non e' possibile consolarla, e mentre ascolto l'elenco dei medici d'Italia che hanno girato, le considerazioni sui figli (perche' lei, col buffo cappello che ora ho capito cosa nasconde, ha tre figli e il piu' piccolo ha vent'anni. E sono pochi, ripete, sono pochi...), penso a come le cose cambino, da un minuto all'altro.
Non sono piu' le stesse. La vita non e' piu' la stessa, cio' che hai intorno non ha piu' lo stesso odore e sapore di prima. E mi sembra di sentirlo nelle orecchie, l'urlo disperato che vorrebbe assordare tutto il mondo, la richiesta di aiuto che tende a chiunque abbia accanto, come un bambino che mentre gioca, distratto, si accorge all'improvviso che ha perso di vista la sua mamma.

Io l'ho sentito quel grido.
E ce l'ho ancora nelle orecchie e nel cuore.

28 maggio 2002

Mi scrive Clara: "A proposito, ho conosciuto Gino Strada e Vauro alla Feltrinelli in occasione
della presentazione del nuovo libro di Vauro; c'erano anche Ettore Mo e Gino
e Michele (Zelig ha editato il libro): sono scomparsi tutti, la presenza di
Strada ha cannibalizzato l'incontro, è veramente un uomo fuori del comune."

Ha ragione. Anche se non avessi letto il libro lo avrei capito guardandolo ieri sera sul palco.
Gioele ha il suo straccetto bianco attaccato al passeggino.
E da quando fa caldo finalmente ha potuto indossare la sua maglietta di Emergency che gli ha regalato proprio Clara.
Gli ho fatto un po' di foto e mi piace vederlo in una di queste accaldato dopo un gioco scatenato, col suo messaggio di pace sul pancino.
Uno straccio di pace
La guerra è scoppiata, è in corso, ha ucciso e uccide.
Durerà anche quando militari e strateghi avranno stabilito di considerarla, dal loro punto di vista, finita.
Durerà nei lutti dei sopravvissuti, nei corpi mutilati di molti di loro.
Durerà nelle esplosioni di ordigni rimasti attivi sul terreno.

Sappiamo che molti sono favorevoli a questa guerra.
Vogliamo che anche quelli che sono contrari abbiano voce.

Per farlo useremo un pezzo di stoffa bianco: appeso alla borsetta o alla ventiquattrore, attaccato alla porta di casa o al balcone, legato al guinzaglio del cane, all'antenna della macchina, al passeggino del bambino, alla cartella di scuola...

Uno straccio di pace.

E se saremo in tanti ad averlo, non potranno dire che l'Italia intera ha scelto la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti.

Emergency chiede l'adesione di singoli cittadini, ma anche comuni, parrocchie, associazioni, scuole e di quanti condividono questa posizione.
Diffondere questo messaggio è un modo per iniziare.


26 maggio 2002

Bene, credo che ora i giornali dovrebbero piantarla di dare tanta evidenza ai genitori che ammazzano i bambini.
Hanno smesso di mettere in primo piano i suicidi, perche' e' stato provato che genera ondate di emuli.
Non potrebbe esserlo anche in questo caso? Io ne sono convinta. E loro, quando se ne accorgeranno?
Da quando hanno parlato (fin troppo, fino alla noia e al voltastomaco) del delitto di Cogne, ecco che una mamma imposta il ciclo sbiancante per la figlia, un'altra l'ammazza a coltellate e l'ultimo lo soffoca con un cuscino.
Per carita' sia sacro il diritto di cronaca.
Ma anche il diritto alla vita.
E - porca miseria - anche quello di essere curati.

23 maggio 2002

Gioele da un mesetto, ossia da quando sta mettendo canini e molari contemporaneamente, ha preso l'abitudine di addormentarsi masticando il suo biberon.
Stasera una tragedia si e' abbattuta sulla nostra casa: abbiamo perso il biberon. Avete presente un bimbetto con gli occhi stretti stretti dal sonno che miagola "Nenne!" dal suo passeggino e due genitori in ansia che rovesciano tutta casa? Macche', non ce n'e' traccia. Ho guardato sotto i mobili della cucina, sotto il box, sotto le scrivanie, dietro i divani, persino in bagno e in frigorifero. Volatilizzato.
Per fortuna il sonno ha avuto la meglio e si e' addormentato, anche se con un'aria di palese disappunto disegnata sul viso.
Sta cosa mi ha permesso di capire quanto sono stanca e quanto sia meglio che segua a ruota il mio bimbetto tra le braccia di Morfeo: dopo essermi seduta al computer per sbirciare un po' di posta ho lanciato Google per cercare il biberon!!!!

Un po' come quattro anni fa che mentre mi godevo una meritatissima vacanza ad Alcatraz e ammiravo uno stupendo tramonto tra gli alberi e le colline, mi son sorpresa a cercare nel cielo il cursore del mouse...

Vado a nanna, va...

"Ogni uomo ha un’anima che non può mescolare con nessun’altra.
Due creature umane possono accostarsi, parlare tra loro ed essere
vicinissime, ma le loro anime sono come fiori, radicate ciascuna
nel proprio terreno e nessuna è in grado di spostarsi verso l’altra,
perchè dovrebbe abbandonare la sua radice e non può.
I fiori emanano il profumo e il seme perchè vorrebbero accostarsi tra
loro, ma il fiore non può nulla perchè il seme arrivi al punto giusto:
lo fa il vento che viene e va come e dove vuole."
HH

21 maggio 2002

Page not found.
Direi che era perfettamente in tema.
Per fortuna e' bastato ripubblicare l'ultimo articolo.
Per fortuna di chi, non so.

19 maggio 2002

Non ho radici.
Mi chiedi che mi manca. Non e' una risposta facile, ma di getto ti risponderei cosi': non ho radici.
E' da un po' che rimugino su questa cosa. Vado indietro negli anni e ricordo solo momenti vuoti e la rinuncia - paradossale - a lasciarmi andare e a fidarmi di qualcuno completamente. Eppure e' una delle cose che mi manca di piu': affidarmi.
Ok, guida pure tu io mi faccio un sonnellino, guardo il paesaggio, mi godo il viaggio.
Invece sono sempre in prima linea, col coltello in bocca, pronta a un tutto che non accade mai.
E' una fatica bestiale.
Ogni tanto riesco ad astrarmi e mi vedo li' formichina in mezzo a mille altre.
Banale se vuoi, mediocre. Ma quanto e' rilassante la mediocrita'!
Son stata un gran pezzo della mia vita ad aspettare da bruco di diventare farfalla.
Poi un giorno lui mi ha chiesto:"Ma nel frattempo, non ti potresti accontentare - che so - di essere un piccione?"
Mi sa che anche questa e' una scusa per rimandare.
Sgamata.
Rimanda rimanda e' vero che qualcosina nel mio piccolo l'ho fatta.
E' che non posso andare da lei e dirle:"Guarda mamma, ho preso un bel voto!"
E' che non c'e' nessuno da cui andare con la mia pagella.

15 maggio 2002

Dice che c'e' in giro un virus.
Bah, c'e' sempre in giro un virus a quel che sembra.

Per ora due soli avvenimenti degni di nota: ho scoperto che le nuove lenti a contatto della Acuvue (quelle con piu' acqua, ma piu' spesse) mi fanno venire le vertigini. La cosa piu' ganza e' che stanno togliendo (pare) le vecchie dal mercato. Fatto sta che ne ho comprate di quelle vecchio tipo e sto decisamente meglio. Fanculo pure alla Acuvue.

L'avvenimento che mi ha tirato su di morale (a parte l'illuminazione del cambio lenti) e' stata la soddisfazione di andarmi a comprare un vestitino con spacco vertiginoso e due paia di pantaloni. Che c'e' di soddisfacente? Beh, mentre nel camerino di fianco la signora chiedeva di provare una quarantaquattro e poi passava alla quarantasei, io ero indecisa fra la quarantadue e la quaranta.

Dal che si evince che in quest'ultimo periodo le soddisfazioni non abbondano da questo lato della tastiera :-)

Pero' tutto sommato sono ancora viva e di questi tempi non e' poca cosa. Anzi.

14 maggio 2002

Non so voi.
A me sta primavera m'ammazza.
Mi sto facendo di Supradyn, ma la pressione e' costantemente sotto i piedi.
Ho infilato una serie di mal di testa che qualche notte fa mi sono seriamente convinta che mi sarebbe schioppata una vena e ciao.
Arranco, ma ci sono.
Spero piu' in forma e lucida prossimamente su questi schermi.
Spero.

06 maggio 2002

Buonanotte cari, buonanotte a tutti.
Sono stanca ma felice, di piu' perche' senza un motivo apparente.
Anche qui e' stata una giornata serena e calda di sole. Il mal di testa e' svanito al mattino e svegliarsi e' stato come rinascere.
Merito anche tuo, di questa serenita', per oggi mi hai trasmesso tranquillita' e dolcezza.
Era tanto che non succedeva.
Mai disperare :-)
Quindi buonanotte anche a te, non fare tardi e non dire che di te non scrivo mai.
Eppure sei cosi' bravo a leggere tra le mie righe...

05 maggio 2002

Per la cronaca: secondo giorno di mal di testa.
Se riesco ad arrivare viva a domattina, dovrei esserne fuori a meno che non sia uno di quelli da tre giorni.
Nel qual caso domani mi do malata perche' stavolta picchia sul serio.
Qualcuno puo' spiegarlo a Gioele?

03 maggio 2002

Mi sembro l'appeso.
Quello dei tarocchi intendo. Come se qualcuno mi avesse preso per i piedi e attaccato ad un albero a testa in giu'.
Mi si sta ribaltando addosso tutto il mondo.
Capita.
Non ho piu' scritto perche' non avevo niente da dire.
Perche' ogni volta che discuto si apre un processo alle intenzioni, una pseudo seduta psicanalitica interpretativa di ogni pensiero, parola, gesto, ammiccamento.
A buon prezzo per carita', pero' prima o poi ho il diritto di arrivare in cassazione e vedere il mio procedimento archiviato, una sentenza definitiva.
Calmiamo le acque, dedichiamoci al giorno per giorno.
Ieri sera ho toccato il fondo. Era viscido, melmoso, freddo. E ne ho avuto abbastanza.
Vai, altro giro altra corsa, non so voi, ma qui si ricomincia.

Mi son fatta bionda, tanto per cominciare. Ero sola dal parrucchiere oggi che faceva freddo e pioveva. Soltanto io posso andare a farmi i capelli quando fuori piove e sono anche senza ombrello. Chissenefrega, se il sole non c'e' la faccia e' grigia e l'umore e' pessimo me lo disegno addosso il sole.

Se avessi avuto bisogno di una spintarella, l'ho trovata qui.
Cazzo ragazzi NO. Io non ci sto. Il mondo e' una merda, la vita e' sofferenza, l'amore viene ti travolge e' bellissimo e passa. Passa prima l'innamoramento poi l'amore e resta la nostalgia di quello che avremmo voluto che fosse, quello per cui ci siamo battuti che fosse, quello che non abbiamo capito un cazzo cosa fosse, ma comunque ce lo aspettavamo diverso.
Piove. La maggioranza crede nello gnomo di plastica, alla televisione fanno solo le fiction, la new economy affonda, in giro non ti ascolta nessuno, la mattina alzarsi e' uno strazio, arrivare dal tabaccaio all'angolo e' sfinente, l'ansia mi affama d'aria, ma io NON CI STO!

E' giusto sentirsi male, sentirsi perduti, e' giusto sbattere i pugni e gridare che sono tutti stronzi. Ma e' giusto anche che poi si rialzi la testa e non si ceda, perche' cedere e' tradirsi ed e' ancora peggio che morire, che sentirsi spenti, che sentirsi sfiniti. Cazzo Biccio, picchia quel pugno sul tavolo manda tutti affanculo, te stesso per primo giusto per par condicio, e ricomincia.

Per me a volte e' piu' facile.
Guardo Gioele. Quando non voglio che vada ad allagare il bagno e mi accorgo all'ultimo momento che qualcuno ha lasciato la porta aperta, capita di chiudergliela quasi sul nasino. E lui si incazza. Secondo me tira delle bestemmie che levati. Si incazza con me, si incazza con la porta, si fa un giro a quattro zampe sbraitando e piangendo. Ma io penso che possa essere una buona palestra. Sai quante porte ti chiuderanno in faccia all'ultimo momento, quando pensi che finalmente potrai entrare ed allagare tutte le piastrelle e mentre pregusti la gioia di ficcare le manine nell'acqua, di aprire il rubinetto col getto piu' forte che ci sia... SLAM!
Si incazza, ma poi gli passa. Perche' e' cosi' che deve essere. Passa un cane, rotola una palla, gira una trottola e lui ricomincia a ridere.
Nessuno gli ha rubato la felicita' chiudendo quella porta, piano piano impara a cercarla da un'altra parte. Nessuno gliel'ha rubata per sempre. Si e' solo spostata.
Basta cercarla, non e' mai cosi' lontana.

Vieni qua che ti abbraccio.

28 aprile 2002

Desiderio
Desiderio primo, che voi amiate
e che amando siate amati.

E che dimentichiate facilmente,
e dimenticando non serbiate rancori.


Desidero anche che abbiate amici,
che nel dolore e nelle traversie
siano coraggiosi e fedeli
e sui quali voi possiate confidare senza dubitare.

E perchè la vita è così,
desidero anche che voi abbiate nemici;
non molti, non pochi
e che tra di loro ce ne sia perlomeno uno giusto
cosicchè mai vi sentiate troppo sicuri.

Desidero anche che voi siate tolleranti
non con quelli che sbagliano poco, perchè così è facile,
ma con quelli che sbagliano tanto ed irrimediabilmente,
e che facendo buon uso di questa tolleranza
voi serviate di esempio agli altri.

Desidero che voi da giovani
non maturiate troppo in fretta
e che da adulti non insistiate a ringiovanire
e che da vecchi non vi sentiate disperati.
Perchè ogni età ha il suo piacere e il suo dolore
e bisogna lasciare che essi scorrano dentro di noi.

Desidero anche che voi piantiate un seme
per minuscolo che sia,
e che lo accudiate nella crescita
perchè voi sappiate di quante vite
è fatto un albero.

Desidero infine che voi essendo uomini
abbiate una donna buona
e che essendo donne
abbiate un uomo buono
e che vi amiate oggi, domani e nei giorni che seguono
e che quando vi sentirete esausti, sorridenti
abbiate ancora amore per ricominciare.


E se tutto questo può accadere
non avrò altro da desiderare.

27 aprile 2002

Piove, piove. Scrivi, scrivi.
Tuona, tuona. Pensa, pensa.
Tirata giu' dal letto alle cinque di mattina, sono ancora rintontolita. Poi si sa che sono meteropatica (o metereopatica?) e ho una faccia orribile. Ci vuole una doccia di quelle da getto freddo sul viso per almeno dieci minuti. Oppure un bel caffe'.
Opto per il secondo.

26 aprile 2002

Accendino, sigaretta, voluta di fumo. Sto pascendo il mio futuro cancro al polmone.
Ho avuto in questi giorni un paio di intuizioni geniali. Hai presente quando ti si accende la lampadina, ti dai una pacca sulla fronte e dici:"Ma certo! Era cosi' semplice, come ho fatto a non pensarci prima?", ma subito dopo -click- buio totale. Il mio unico neurone si rifiuta di riprendere contatto. A volte mi capita di sognare sogni chiarificatori, limpidi, che ripercorrono tutto il cerchio dall'inizio alla fine e di vivere il dormiveglia in uno stato di completa comprensione. E poi pufffff... tutto svanisce.
Dov'e' il bandolo della matassa? Dov'e' sempre, di solito: proprio sotto il tuo naso e sei tu che non lo vedi.

Mio figlio di la' sta ridendo. E' da quando e' nato che ride. Anche lui ha i suoi giorni no, come tutti, ma si possono contare sulle dita di una mano. Ne sono orgogliosa.
Oggi siamo andati a comprargli un berretto. Ne ha scelto uno con la visiera che gli fa una deliziosa faccina da monello. Dopo di noi e' entrato nel negozio un altro bimbetto un po' piu' grande che non ne voleva sapere assolutamente di mettersi un berretto. Piagnucolava e faceva "Ahi!" ogni volta che il babbo gliene provava uno. E Gioele si pavoneggiava in giro col suo da scugnizzo, lo levava, lo rimetteva, intanto seguiva la conversazione tra il bimbo, il babbo, la mamma, la commessa del negozio.
Ad un certo punto ha fatto due passi incerti verso l'altro bimbo, si e' tolto il berretto e gliel'ha offerto con un sorriso e uno dei suoi irresistibili "GU?!?".

Offrimi il tuo berretto.

24 aprile 2002

Son tornata.
Ormai sono abituata/rassegnata a questo ciclotimico up and down.
Passera', cara amica, passera'.
Il lavoro mi ha assorbito quasi completamente e ho poco da raccontare. Mattinata all'insegna dello zucchero e miele, passata in compagnia del mio piccolo uomo. Dieci minuti dopo averlo lasciato mi son sorpresa a coccolare una bimba, gia' in crisi d'astinenza dei suoi baci. Mi sono rifatta abbondantemente tornando a casa.

A dire il vero ho un paio di cose su cui riflettere...

20 aprile 2002

L'ho cantata anche io, l'abbiamo cantata anche noi.
E anche Gioele, che "ciao" e' una delle poche parole che dice, ha cantato insieme a noi improvvisando uno dei suoi balletti.
Mi e' sembrato di tornare a respirare, ieri sera. Come se fossi stata troppo tempo in apnea. Una boccata di ossigeno che quasi mi ha fatto girare la testa.

E poi tante sensazioni una dietro l'altra. Rabbia, emozione, allegria, solidarieta', paura, nostalgia.
Ma e' bello (ri)trovare la certezza di sapere da che parte stare. Che non e' soltanto una scelta a priori, ma ti viene dal cuore, dalle viscere.
E sai che e' cosi', sei consapevole che e' come un richiamo ancestrale a cui rispondi, in cui ti riconosci, di cui sai di far parte.
E basta.

18 aprile 2002

In fondo e' stato facile. Seduti al tavolino di un bar, in un momento qualunque, dirti chiaro e tondo cosa mi ha fatto incazzare. Giusto o sbagliato che fosse prendersela cosi', riepilogare con chiarezza e calma cosa non consideravo giusto nei miei confronti.
Hai risposto semplicemente:"Hai ragione".
Pensavo peggio.

Ho passato gli ultimi giorni con il cervello completamente in tilt. E' rispuntato fuori il mio modo disordinato di vivere, che aggiunge caos a caos fino a far scoppiare le cose e le persone. Questa volta pero' l'ho riconosciuto, anche se non sono riuscita a fermarmi. E' un passo avanti. Preludio dell'arrivo del caos e' stato un florilegio di parole e pensieri finche' la mia voce ha cominciato a stancarmi. E sono rimasta zitta. Zitta con te, zitta con me, zitta zitta zitta. Con il silenzio e' tornata un po' di quiete e la chiarezza che mi ha aiutato a parlarti. Ora pero' voglio lesinare le parole, perche' non diventino di nuovo un tuono che mi assorda.
E' fin troppo facile per me confondere le acque e poi lamentarmi del fatto che non vedo un accidente.

Sedimentiamo, direbbe una vecchia amica.

15 aprile 2002

Ctrl+Alt+Canc
In questo odioso fine settimana, con la pioggia fuori che lava le persiane, un continuo ormai insopportabile pisciolio d'acqua e ore vuote una dentro l'altra senza soluzione di continuita', mi domando se sia davvero questo il migliore dei mondi possibili.

"Il dolore e' una cosa strana. [...]E' reale. E quelli che ti guardano pensano che hai l'aria stupida. Come se fossi improvvisamente diventato scemo. Non c'e' rimedio per il dolore a meno di conoscere qualcuno che capisca come ti senti e sappia cosa fare."

Meglio dormirci sopra.

14 aprile 2002

Stasera fuori a cena. Tutti e tre. Mancavano i due pelosi a quattro zampe. Gioele e' stato delizioso.
Anche noi.

12 aprile 2002

Dice
Dice che da quello che scrivo non traspaiono emozioni. Le emozioni dove sono eh? Dice che gli ho portato un foglio asettico, scritto al computer, ben impaginato senza cancellazioni. Spiegagli che non puoi vederle le revisioni. Spiegagli che non puoi vederle perche' non ce ne sono. Spiegagli che se mi va scrivo. Se non mi va no. Ma se mi va non ho bisogno della gomma da cancellare perche' divento il foglio. Anzi divento lo schermo. Anzi diventa tutt'uno schermo dita tastiera e pensieri. Chiedigli se lui quando pensa si corregge. O segue il ritmo. Chiedigli se lui ce l'ha un ritmo.
E' tutto fermo. Sospeso. Tutti zitti in silenzio. Niente battere di tasti, niente ronzio di sottofondo. Un respiro e apro gli occhi. Buio. Silenzio e buio. Ecco che ricomincia.
Battito veloce del cuore. Mi scopro e mi alzo. Freddo. E buio. E silenzio. Aspetto.
Questo vuoto nel cuore mi trascina di nuovo giu'. A volte mi chiedo se riusciro' mai a riempirlo, se imparero' mai a bastarmi.
Pioggia che lava i sogni, che riempie i fiumi. Freddo che fa venire i brividi tanto e' freddo e cattivo. E pioggia, ancora pioggia. E scritte che sbavano pioggia acida. Acido tu. No, acida tu.
Senti me lo fai un favore? No.
Vaffanculo lo stesso.
PIOVEEEEEEEEEEEEEE!
E ho detto tutto.

11 aprile 2002

La ragnatela
L'ho scoperta.
Fili di pensieri che si intrecciano, uno via l'altro. Si incontrano, comunicano a loro modo, si prendono a braccetto e intrecciano un cammino. Breve. Lineare. Complesso. Veloce. Intuitivo.
Si influenzano, si scoprono, si scorgono. Un lampo, un bit, una parola.
Quel che risulta e' una complessa, intricata, luminescente ragnatela.

Blog: e' questo il web, la ragnatela, anche se non ho una gran passione per i ragni.
C'e' qualcuno che mi aiuta a trovare un paragone piu' azzeccato?
Buona giornata, pioggia permettendo.

10 aprile 2002

Senza commenti
Rateyourmusic non attraversa un bel periodo: accessi chiusi a nuovi utenti, stasera e' down.
Niente commenti per oggi, vediamo se si ripiglia.
Tocca leggere. Al limite scrivere.
O cliccare su un altro blog alla velocita' della luce.

A parte questo e' una serataccia.

09 aprile 2002

Cose cosi'
Fuori piove, giornata grigia come a Firenze sanno essere solo le giornate di ottobre, quando l'Arno che si ingrossa si avvicina ai ponti, lambisce gli argini, possente, consapevole della sua forza, presente nei pensieri di ognuno di noi.

Dentro e' caldo, giornata buia ma a tratti illuminata da piccole soddisfazioni quotidiane. Un layout che ti soddisfa, un sorriso, un'amatriciana riuscita a dovere, due cani che corrono in giardino e rientrano inzuppando ogni cosa.
Felici.

Cose cosi', niente di che.
A volte basta poco, cosi' poco che non te ne accorgi.
Quasi.

E tu, come stai?

08 aprile 2002

Sottigliezze
Lei: Va bene mi sono sbagliata, che tu non sbagli mai?
Lui: Ti ho sposata.

Telepatia?
Barbara - ignara del mio post odierno, anche xche' non sa che ho un blog - mi forwarda:

"Siamo convinti che la nostra vita sarà migliore quando saremo sposati, quando avremo un primo figlio o un secondo. Poi ci sentiamo frustrati perché i nostri figli sono troppo piccoli per questo o quello, e pensiamo che le cose andranno meglio quando saranno cresciuti. In seguito siamo esasperati per il loro comportamento da adolescenti. Siamo convinti che saremo più felici quando avranno superato questa età.

Pensiamo di sentirci meglio quando il nostro partner avrà risolto i suoi problemi, quando cambieremo l'auto, quando faremo delle vacanze meravigliose, quando non saremo più costretti a lavorare.

Ma se non conduciamo una vita piena e felice ora, quando lo faremo? Dovrete sempre affrontare delle difficoltà di qualsiasi genere.Tanto vale accettare questa realtà e decidere di essere felici, qualunque cosa accada.

Una delle mie citazioni preferite ha per autore Alfred Souza:"Per tanto tempo ho avuto la sensazione che la vita sarebbe presto cominciata, la vera vita! Ma c'erano sempre ostacoli da superare strada facendo, qualcosa di irrisolto, un affare che richiedeva ancora del tempo, dei debiti che non erano stati ancora regolati, in seguito la vita sarebbe cominciata.
Finalmente ho capito che questi ostacoli erano la mia vita".

Questo modo di percepire le cose mi ha aiutato a capire che non c'è un mezzo per essere felici, ma che la felicità è il mezzo. Di conseguenza, gustate ogni istante della vostra vita, e gustatelo ancora di più perché lo potete dividere con una persona cara, una persona molto cara per passare insieme dei momenti preziosi della vita, e ricordatevi che il tempo non aspetta nessuno.

E allora smettete di pensare di finire la scuola, di tornare a scuola, di perdere 5 kg, di prendere 5 kg, di avere dei figli, di vederli andare via di casa. Smettete di aspettare di cominciare a lavorare, di andare in pensione, di sposarvi, di divorziare. Smettete di aspettare il venerdì sera, la domenica mattina, di avere una nuova macchina o una casa nuova. Smettete di aspettare la primavera, l'estate, l'autunno o l'inverno.

Smettete di aspettare di lasciare questa vita, di rinascere nuovamente, e decidete che non c'è momento migliore per essere felici che il momento presente.
La felicità e le gioie della vita non sono delle mete, ma un viaggio.

Lavorate come se non aveste bisogno di soldi.
Amate come se non doveste mai soffrire.
Ballate come se nessuno vi guardasse."