29 settembre 2003

Riemergo lentissimamente dall'ottundimento catarrale, nella giornata piu' lunga che ancora deve finire.
Dimenticavo che con oggi si e' completato l'inserimento di Gioele: ha dormito a scuola.
Tutto bene, nonostante stamattina avessi un po' di timore a mandarlo perche' mi sembrava avesse la fronte calda.
E' un bravissimo bambino. So che non me lo merito, con tutto quel che abbiamo litigato ieri.
Ora e' fuori con il suo babbo, insieme abbracciati sotto l'ombrello, anche se non piove.
Coraggio Pat., fra quattro ore, minuto piu', minuto meno, ti stenderai sotto le lenzuola e potrai di nuovo riposarti.

Memo: ricordarsi di rifare il letto. I calcinacci sono molto piu' fastidiosi delle briciole, accidenti all'architetto dei miei stivali.
Battuto tutti i record quest'anno. Non e' nemmeno iniziato ottobre e rantolo gia' in preda alla prima bronchite di stagione. Se il buongiorno si vede dal mattino...

28 settembre 2003

Stanotte mi sveglio.
"Giovanni, manca la luce oppure sono diventata cieca?"
"La prima che hai detto, o son diventato cieco anche io"

Stamattina. Ancora senza luce. Macchinetta del caffe' non funziona. Vabbe', me lo faccio con la moca.
Non c'e' nemmeno l'acqua.
Bestemmio sottovoce. Affacciati alla finestra i miei vicini con la faccia nera.

Alle 8:32 torna finalmente la luce, ma non l'acqua.
Su Repubblica non c'e' nulla e maledico Enel e Publiacqua che non hanno avvisato dell'interruzione dei servizi.
Invece l'ansa mi informa che il black out e' stato totale.

WOW, come l'America e Londra!
Siamo davvero una nazione seria allora.

27 settembre 2003

25 settembre 2003

Sono arrivata tardino davanti a scuola e non c'erano piu' posti liberi.
Per la prima volta l'ho messa dietro ad un'altra auto, confidando nella solidarieta' genitoriale.
Mi sbagliavo.
Quando sono uscita -dieci minuti dopo- mi e' saltata agli occhi una belva inferocita, ai limiti della crisi isterica che mi ha aggredito dandomi della cafona, maleducata, irresponsabile, che lei aveva perso per colpa mia un appuntamento importantissimo.
Ho adottato un profilo basso (e pedagogico): non senza seguire il rituale di saluto del marmocchio urlante dalla finestra, le ho chiesto umilmente scusa, le ho detto che ero molto dispiaciuta, che non prevedevo di metterci cosi' tanto.
Macche' non mi ha lasciato via d'uscita rincarando la dose.
Allora sono salita in macchina e, illuminata da un senso di comprensione universale, ho sibilato:"Dovresti trombare un po' di piu' brutta stronza!".
Ho memorizzato faccia e macchina: domattina in borsa devo ricordarmi di infilare un cacciavite.

24 settembre 2003

Chicche

Mio figlio e' un farfallone. Ha gia' detto a due bimbe diverse (Maria Vittoria ieri e Sofia oggi):"Te sei la mia tesolina plefelita!" Io ho fatto finta di nulla, spero che le due non si parlino.

Inoltre, caro Patrick, ho scoperto che potrebbe anche partecipare all'Isola dei VIP, datosi che oggi in macchina ha detto:"Mamma, vorrei tanto che piovesse oggi".

Oddio, sempre in macchina mentre eravamo in coda e' anche esordito con un: "Ciccia, mettitela nel sedele quella macchina!". Devo ricordarmi di epurare il mio linguaggio quando sono al volante.

23 settembre 2003

Sara' una fase?

Il pomeriggio non dorme piu'...
Insomma alla fine differenza c'e' stata. Senza leggere il blog Giovanni deve aver visto il mio sguardo assassino cosi' ha sistemato la cucina, ha preso il marmocchio e l'ha portato fuori tutto il pomeriggio.
Cosi' ho potuto lavorare. Che culo eh?

Beh, la buona notizia e' che stanno finendo di sistemare il giardino. Manca soltanto la rete e finalmente quello che c'e' davanti a casa non sembra piu' una discarica. Quasi quasi vado alla Conad e compro anche una scatola di semi d'erba. Cosi', tanto per ridere.
Invece l'architetto (che architetto non e') e che dovrebbe coordinare i lavori (e quindi non coordina manco il piede destro con quello sinistro), si e' "scordato" che i due appartamenti di casa nostra avrebbero dovuto avere due ingressi indipendenti. Cosi' mentre rifinivano il muretto hanno fatto un MEGABUCO nella facciata di casa piccola per farci passare la forassite del campanello. Ovviamente giusto ieri pomeriggio l'imbianchino aveva appena finito di tinteggiare dentro (di casa piccola) e fuori (la facciata). Poi, sembra che per sostituire le mattonelle fallate in bagno dovranno smontare tutto. Vasca, sanitari, doccia, box doccia, porta. TUTTO. Previsione durata lavori: otto dieci giorni. Ergo almeno il doppio.
Poi ritocchera' al parquettista, ma sara' ormai freddo e lavorera' vestito togliendomi tutto il divertimento.

Visto che tutta la roba invernale e' ancora inscatolata quasi quasi cerco un'altra casa e trasloco.
Cosi', per gusto.

Odio tutti.

Fuori dai coglioni che non e' giornata oggi.

E - tanto - differenza non ce n'e'.

22 settembre 2003

Altro che Viennetta Algida!

Prima, armata di salviette e cotton fioc ho delicatamente ripulito l'orecchio destro di Fred stracolmo di cerume appiccicoso, poi mi sono deliziata con la pulizia del nasino del marmocchio.
Gli ho tolto una caccola di dimensioni tali che ho deciso di affittarla arredata a non residenti.
Per brevi periodi, pero'.

Scusate, vado a suicidarmi.

Coraggio...

E' lunedi' per tutti.

21 settembre 2003

Mamma (indicando una bimbetta): Gioele, lei e' Andrea.
Gioele (si gira, la guarda, si volta di nuovo verso di me): Ma mamma, cosa dici? Non lo vedi che e' una bambina?
Mamma (rassegnata): Si', e' una bambina, si chiama Andrea.
Gioele (con sguardo di compatimento): Ma dai mamma...

Vediamo se mi autoconvinco

Ok, mi arrendo.
Lavoro uno, lavoro due, pupo, cani non mi permettono di fare tutto cio' che vorrei, mantenendo un minimo di sanita' mentale. A questo si aggiungono (di nuovo) muratori che girano per il giardino e per casa e prossimamente le piogge che significheranno scarpe, scarpine, zampette inzaccherate di fango. E poi la fine del trasloco uno (casa piccola) la fine del trasloco due (l'ufficio) e sicuramente qualche imprevisto (chesso' il rifacimento delle piastrelle del bagno grande che sono di una partita fallata e mi hanno proposto di sostituire senza spese) avranno sicuramente la meglio.
Poiche' ho promesso di rispettare il piu' possibile i miei tempi, poiche' non ho la fortuna di possedere mamma o suocera tuttofare che arriva a casa mia e riordina pulisce stira, ne' mi posso permettere una gentile signora a pagamento che lo faccia in vece mia, mi RASSEGNO ad avere la casa piu' in disordine che esista nel circondario.
Con buona pace della Grande Mamma che mi guarda di lassu'.
E degli ospiti che son amici e capiscono [e se non capiscono gli spiego subito dove stanno scopa e cencio].
Amen.
La festa di compleanno di ieri e' andata proprio bene. Finalmente un numero appropriato di bambini e adulti (non piu' di cinque bambini e altrettanti genitori), ognuno ha avuto il tempo di trovare il suo spazio. Siamo andati via per ultimi, insieme a Sofia un'altra sua compagna di classe con cui Gioele ha giocato tutto il pomeriggio.
Si sono divertiti moltissimo a prendere a colpi di palloncino Giovanni che ha dato un po' di spettacolo con questi due marmocchi che lo inseguivano per tutta la casa. Temo che tutto cio' abbia vanificato due settimane di riposo per la sua schiena, ma ne e' valsa la pena.

Ieri abbiamo avuto la conferma che Gioele ha imparato a difendersi. Ai giardinetti ha tirato un pugno ad una bimbetta antipatica che cercava di buttarlo giu' dallo scivolo (dalla parte della scaletta), urlandole: "Io sono piu' piccolo!" e con Demetrio ieri sera ha lottato per non farsi rubare un giocattolo, ma ha anche proposto la mediazione: "Uno per uno".

Ma che bravo bimbetto, chissa' di chi e' figlio :-)
Ho sonno. Ho molto sonno. Non sono pronta ad affrontare un'altra giornata.
Siamo tutti in piedi dalle sette e mezza. Provo ad accovacciarmi sul divano, forse il marmocchio non se ne accorge...

19 settembre 2003

Stasera non ho voglia di essere me, non ho voglia di essere questo blog, non ho voglia di essere dentro questa casa che ha risentito fin troppo di una settimana senza un attimo per risistemarla come si deve, non ho voglia di avere addosso questi calzoni, ne' questa maglietta, ne' queste scarpe.
Vorrei non essere questa vita, ne' queste parole, ne' questa luce distorta.
Vorrei potermi sbucciare via.

Dov'e' il mio piattino?

Maestra: Bambini! Quando suona la campana tutte le mamme vanno via!
Io: Gioele, vuoi che aspetti la campana qui con te, oppure posso andare a lavorare?
Gioele: Vai pure mamma.
Si e' alzato piuttosto sollevato dalla seggiolina, ha mollato li' il puzzle che stavamo facendo insieme e - finalmente - si e' sentito libero di andare a giocare con Maria Vittoria (che e' bionda, coi codini e lui insiste a dire che la sua mamma si chiama B.).

Quando sono andata a riprenderlo la maestra mi ha raccontato che oggi li hanno portati a vedere il refettorio dove lunedi' pranzeranno e lui (che quando e' suonata la campana le ha detto:"Io non piangio perche' sono diventato grande") si e' accomodato a sedere e ha chiesto quando avrebbero portato la pappa.

Amo questo bambino :-)

18 settembre 2003

Quarto giorno

Mi ha fatto ciao ciao con la manina!
Quando e' suonata la campana che "butterebbe" fuori le mamme, mi ha indicato l'orecchio col ditino e ha detto: "Hai sentito la campana?" Mi sono allontanata per cercare la sua maestra preferita e lasciarlo a lei, ma quando mi son girata verso di lui mi sorrideva e faceva ciaociao. Allora l'ho abbracciato, baciato e sono uscita col cuore leggero :-)
Spero non gli peggiori il raffreddore, per sabato pomeriggio abbiamo il primo invito ad una festa di compleanno di un suo compagno.

Scappo a lavorare va, che son gia' in ritardo.
Buonagiornata a tutti!
Dopo tre giorni di asilo siamo di nuovo alle prese con il moccio.
Non so se e' merito dello scambio di bacilli o delle escursioni termiche degli ultimi tempi, fatto sta che la notte e' appena trascorsa quasi in bianco.
Rispolverato tutto l'armamentario: gocce fisiologiche, sciroppo ai propoli, ferro proteinato, umidificatore in camera.
La cosa peggiore e' il raschino in fondo alla gola che sento anch'io stamattina.

Ok, lo carico in macchina e lo porto alla sala torture.

17 settembre 2003

Al ritorno, in macchina

- Mamma?
- Si?
- Perche' mi hai portato ancora a scuola?
- Non ti sto portando a scuola, stiamo tornando a casa adesso.
- Si', lo so, ma stamattina, perche' mi hai portato ancora a scuola se non ci volevo andare?
- [URGH] Perche' a scuola puoi imparare tante cose, ci sono i bambini, tanti giochi, vedrai che ogni giorno che passa ti divertirai di piu'. Conoscerai qualche bambino che sara' il tuo preferito, basta avere un po' di pazienza. Passati i primi giorni in cui dovete tutti capire come funziona vedrai che sarai felice di andarci, come al nido.
- ...
- [Se la sara' bevuta?]

Terzo giorno

Stamattina sono venuta via dopo una ventina di minuti. Inutile star li' tre quarti d'ora, gli aumenta solo l'ansia del momento in cui andro' via.
Spero che trovi presto un amichetto perche' se continua cosi' il distacco non avro' piu' il cuore di portarlo.
Pero' sono molto orgogliosa di me: oggi, tornando a casa, non ho pianto.

16 settembre 2003

Secondo giorno meglio.
In ufficio oggi mi son portata il Barbiere di Siviglia e non mi ha rotto le palle nessuno.
Veramente sto lavoro mi salva la vita.

"La calunnia è un venticello
un'auretta assai gentile,
che insensibile, sottile,
leggermente, dolcemente,
incomincia a sussurrar.
Piano piano, terra terra,
sotto voce, sibilando,
va scorrendo, va ronzando;
nelle orecchie della gente
s'introduce destramente,
e le teste ed i cervelli
fa stordire e fa gonfiar.
Dalla bocca fuori uscendo,
lo schiamazzo va crescendo,
prende forza a poco a poco,
vola già di loco in loco;
sembra il tuono, la tempesta
che nel sen della foresta
va fischiando, brontolando
e ti fa d'orror gelar.
Alla fine tra bocca e scoppia,
si propaga, si raddoppia
e produce un'esplosione
come un calpo di cannone,
un tre muoto, un temporale,
un tumulto generale,
che fa l'aria rimbombar.
E il meschino calunniato,
avvilito, calpestato,
sotto il pubblico flagello
per gran sorte ha da crepar."

15 settembre 2003

E' ora di dormire.
Buonanotte.

Primo giorno d'asilo

Gran baraonda di mamme e bimbi che via via e' andata scemando e alle voci dei genitori si son sostituite le lacrime dei bambini. A turno, come a ondate. Solo un paio di scene veramente isteriche che hanno portato scompiglio e preoccupazione negli altri bimbetti.
Gioele se l'e' cavata egregiamente. Sono rimasta con lui quasi un'oretta, abbiamo scoperto insieme com'era strutturata la classe, dov'erano i giochi piu' interessanti, si e' fatto buttare in terra da un piccolo teppista, e' corso anche in giardino che nei giorni scorsi aveva potuto vederlo soltanto da fuori.
Mi ha lasciato la mano abbastanza presto, si e' impegnato in un paio di puzzle, poi con le macchinine e si stava quasi lasciando trascinare in un girotondo, ma all'ultimo momento ha rinunciato. Prendere per mano due bambini? Troppa confidenza, ragazzi!
Gli ho ripetuto piu' volte che sarei stata un po' li' con lui, e quando l'ho visto abbastanza rassicurato alle prese con un trenino ho seguito la tecnica che avevo adottato al nido: la mamma ora va, torna presto ci vediamo piu' tardi. Abbraccio bacio, consegnato ad una maestra e via piu' veloce della luce.
Peggio tirarla per le lunghe, aumenta il disagio per il distacco e la convinzione che riuscira' a farmi restare li'.
Oddio, un paio di volte mi ha preso per mano e ha infilato la porta dicendo:"Vengo anche io a casa mamma che ho da fare", pero' non ci sono cascata :-)
L'ho lasciato che piangeva, ovviamente. E diceva:"Non voglio stare qui, portami con te!". Ai tempi del nido almeno non verbalizzava.
Cuore stretto ho ripreso la macchina, son tornata a casa e quando son stata parcheggiata li' a meta' tra il portone e il mio posto di lavoro finalmente sono scoppiata a piangere.
Ho lavorato un paio d'ore e sono tornata a prenderlo a mezzogiorno.
L'ho trovato tranquillo e sorridente, mi ha abbracciato forte forte, ma non ha pianto. "Sono felice che sei tornata te". Poi abbiamo salutato maestre e bimbi e siamo tornati a casa. A casa, dalla nonna no perche' "mi manca tanto il mio babbo". In macchina gli ho chiesto com'era andata, se si era divertito e lui mi ha risposto:"Gualda, non ne voglio nemmeno pallale adesso".
Cosi' ho riso sotto i baffi e l'ho lasciato cuocere nel suo brodo.
A parte i bambini che gli danno le spinte, sembra abbia trovato una bimba "motto calina che non mi da le botte", cosi' domani abbiamo deciso che la cercheremo insieme per chiederle come si chiama, che nell'emozione se ne e' dimenticato.
Prima di addormentarsi mi ha detto:"Domani devo tornare a cuola, che mi sa ho lasciato li' il mio saino".

Anche questa e' passata.

14 settembre 2003

Ti bastan poche briciole, lo stretto indispensabile
e i tuoi malanni puoi dimenticar;
in fondo basta il minimo, sapessi quanto e' facile,
trovar quel po' che occorre per campar.

Si gia' vieni qui, fai come me, questa si che e' vita, ti rilassi cosi',
e non perder tempo se vai a cercare
le cose che vuoi le puoi trovare,
e quando sai che puoi farne a meno
e non ci stai pensando nemmeno,
sai cosa accadra'?

Quel che ti occorre li per li' ti arrivera'!

13 settembre 2003

Che meraviglia il sabato mattina!
Sveglia antelucana come sempre, ma risveglio e colazione lenti lenti... senza l'affanno dell'orologio e del ritardo.
C'e' anche un bel sole. Ora aspetto che l'aria si riscaldi un po' e porto fuori il piccolo despota.
Ieri l'ho riportato a vedere la sua scuola nuova. Sempre da fuori perche' finiamo per arrivarci quando ormai non c'e' piu' nessuno. Ma il cancello e' aperto e abbiamo studiato il giardino che e' piu' grande della scuola, lo scivolo, le casine, l'altalena. Ci siamo rincorsi nel piazzale e da quel bravo teppistello che e' ha provato a scardinare la porta d'ingresso perche' voleva essere certo non ci fossero bambini dentro.
Chissa' come andra' lunedi'...
Sono stati abbastanza intelligenti da non infilarlo in una sezione mista, ma in quella di bambini nati nel 2000. E' il piu' piccolo della scuola, essendo nato il 30 dicembre, pero' ci sono altri quattro bimbi nati da novembre in poi.
Le maestre non sono le piu' giovani, ma neanche le piu' vecchie e la prima settimana ci saranno tutte e tre. Mi sembra di capire che vogliano rispettare i tempi di adattamento dei bambini il piu' possibile.
Staremo a vedere.
Intanto voglio godermi questo weekend da mamma a tempo pieno.
Chissa' quando cominceremo a litigare? :-)

12 settembre 2003

The angel is IN

E' bastato un attimo.
Una incomprensione tra nonna e nonno e una frase sentita a malapena: "Io vado ad aspettare mamma".
Cosi' mentre la nonna sfaccendava, il babbo era al computer e il nonno inseriva una cassetta nel videoregistratore per mio figlio, lui se ne e' andato serenamente verso l'ingresso, ha aperto la porta a vetri, ha sceso sei scalini, ha pigiato il bottone che apre il portone d'ingresso.
Quanto tempo sia stato da solo non lo so. Non si sa nemmeno cosa abbia fatto.
Per fortuna il suo angelo era al lavoro, ieri mattina, cosi' dopo un po' la nonna si e' accorta che la porta di casa era aperta e lo ha visto li', seduto sui gradini che danno sulla strada trafficatissima su cui si affaccia la casa dei miei suoceri.
Li' seduto ad aspettarmi.

10 settembre 2003

Logica ferrea

Nonna: Ti scappa pipi'?
Bambino: Nooooo!
N.: Guarda che il tuo vasino vuole la pipi'!
B.: Ti ho deto che no mi scapa!
N.: Ma il vasino ha sete! Vorrebbe proprio un po' di pipi'!
B.: Se ha sete ci mettiamo drento un po' d'acqua!

A proposito...

Il prossimo che mi dice che ha fatto qualcosa in nome della nostra amicizia si becca un vaffanculo con tutte le lettere maiuscole senza passare dal via.
Non fate nulla per me per amicizia o perche' siamo amici, grazie.
Fatelo perche' vi fa comodo, perche' avete un tornaconto, perche' sperate di guadagnarci, perche' avete fatto un errore e volete pararvi il culo.
O se lo fate perche' vi fa piacere, almeno abbiate la decenza di non rimarcarlo.
Non me ne faccio nulla di un'amicizia che e' una partita doppia. Ne' di presunti favori che sono come bombe ad orologeria che quando la lancetta grande finisce sul 12 fanno BUM!
Tra l'altro, il lato [tragi]comico della faccenda e' che gli ultimi due in ordine di tempo che hanno pronunciato questa frase sono stati un funzionario di banca e un commercialista.
Ho detto tutto.

Terzo giorno

Dico solo questo: stasera ho partecipato all'assemblea dei soci col bambino al seguito perche' la nonna si e' infortunata.

CHIEDO PIETA'!

09 settembre 2003

Secondo giorno

7.00
mi sveglio senza sveglia e comincio a prepararmi
8.00
sveglia del marmocchio con serie infinita di coccole e colazione
8.20
bizza del marmocchio perche' la sua cassetta di Winny Pooh e' "spalita" e nulla vale spiegargli che l'ha portata ieri dalla nonna e non l'ha voluta riportare a casa
8.30
inizio delle rincorse per vestire il marmocchio
8.45
ululo minacciando di andarmene al lavoro subito
8.46
marmocchio corre NUDO per il giardino irridendomi
8.47
il mio ruggito fa saltare giu' dal letto il coniuge
9.05
in un modo o nell'altro siamo in macchina diretti dalla nonna
9.15
mi fermo a fare un briciolo di spesa e compro il latte per la colazione del coniuge
9.20
rientro a casa, ammollo il latte bevo il terzo caffe', faccio la pipi'
9.30
entro al lavoro e mi impegno ad azzerare il cervello eseguendo lavori di bassa manovalanza. ora posso vantarmi di conoscere tutti i segreti dei buoni pasto
13.00
il coniuge e' in ritardo di mezz'ora ad un appuntamento, piove a dirotto, il motorino non parte e comunque telefona a ME perche' IO chiami il posto dove deve andare per avvisarli del ritardo e mi fa perdere il conto dei cazzo di buoni pasto. era l'ultimo malloppo di almeno 120 e tocca rifare tutto daccapo
13.30
finito il lavoro, finito l'orario chiudo l'ufficio e vado a casa un secondo prima che si scateni l'uragano
13.35
rassetto la cucina, spazzo
13.50
icq mi avvisa che un amico e' on-line
14.12
saluto l'amico, finisco di riordinare la cucina, passo lo straccio in cucina e in bagno
14.15
i cani decidono che devono assolutamente fare la pipi' anche se sta diluviando
14.18
sono in grado di riconoscere perfettamente il percorso che hanno fatto i cani rientrando in casa, compresa puntatina alle ciotole in cucina dove il pavimento era ancora bagnato
14.20
ripasso lo straccio
14.45
mi metto a lavorare per la nostra societa', emetto le fatture, le stampo, le imbusto, ci appiccico i francobolli
15.30
il coniuge chiama: incontro andato molto bene lui e' alle stelle io sono uno straccio e vorrei solo andare a dormire
15.50
salgo in macchina, mi fermo ad imbustare le buste passo in ufficio a ritirare del materiale che ci serve entro domattina e che e' stato dimenticato nell'ultimo carico (quello in cui il coniuge si e' stroncato la schiena)
16.10
sono dalla nonna dove trovo il coniuge che sta pranzando (io sono digiuna)
17.00
dopo essermi rifocillata anch'io (pane, salame, formaggio, altro caffe') risaliamo in macchina e torniamo a casa
17.10
bizza del bimbo che non ha fatto merenda e vuole un gelato
17.20
bizza del bimbo che ha finito il gelato e non vuole andare a casa
17.30
siamo al pratone. sembra un nido all'aperto. pullula di bambini e il mio incrocia subito una che gli sta antipatica e decide di correre via lontano lontano finche' non la vedra' piu'
passeremo piu' o meno cosi' quasi un'ora e mezza e il mal di schiena mi rende consapevole che sono vestita troppo leggera.
18.30
entriamo nel cortile di casa. il coniuge ha messo in carica il motorino. sella aperta, cavetti che sbucano attaccati all'aggeggio infernale. squilla il cellulare e contemporaneamente Gioele schizza verso i morsetti perche' vuole imparare come si carica la batteria. la telefonata e' importante, di lavoro. imploro cinque minuti.
18.40
il babbo scende piegato a meta' (mal di schiena) dal suo studio dove stava giocando al pc per sedare il bambino mentre telefono. mentre compongo il numero il bambino decide di fare pipi' sull'alberello. senza tirar giu' i calzoni.
18.41
Bambino fradicio buttato nella vasca
18.42
faccio la telefonata
18.45
Bambino fa la cacca nella vasca
18.45 e trenta secondi
coniuge urla schifato
18.47
Bambino rifa' la cacca nella vasca
18.47 e trenta secondi
coniuge fugge dal bagno lasciandomi alle prese con stronzetto galleggiante (nel senso di cacca, non nel senso di bimbo)
18.48
squillano contemporaneamente telefono e cellulare (mio). il coniuge risponde ad entrambi, e senza guardarmi mi porge il cellulare, proprio mentre sto tentando di dare un senso alla permanenza del bambino nella vasca e ho le mani insaponate. prendo il cellulare con due dita bestemmiando silenziosamente e chi era dall'altro capo ha deciso che aveva atteso anche troppo.
18.50
Fred - il cane - scorrazza per casa tipo Snoopy con la sua ciotola (vuota) in bocca. realizzo in un nanosecondo che e' affamato e che ha sparso per la terza volta tutti i croccantini sul pavimento della lavanderia. minaccio rappresaglie.
19.00
bambino tirato fuori a forza dalla vasca. bizza, urla, strepiti, botte.
19.05
butto in un catino tutti i vestitini pisciati, li lavo e li infilo nell'asciugatrice
19.10
con tono che non ammette repliche dichiaro che voglio cinque minuti per me, da SOLA, seduta davanti ad uno schermo e a una tastiera.
19.12
Bambino che gironzola per casa in triciclo decide che vuole salirmi in collo abbracciandomi da dietro le spalle. non mi accorgo che per farlo e' salito in piedi sul sellino del triciclo che ovviamente se ne va per i fatti suoi. bambino stonfa per terra. di testa. meno male abbiamo tolto il marmo e messo il parquet.
19.20
coccole abbracci baci carezze consolatorie
19.45
Bambino addormentato sul divano, pasta che cuoce, quasi silenzio.

Non oso pensare a domani.

08 settembre 2003

Piu' o meno otto anni dopo, oggi primo giorno come dipendente.
Che dire? Chiuso l'ufficio ho subito pensato ad altro :-)

Cioe'... al nostro lavoro da sbrigare oggi pomeriggio, alla gestione di Gioele e - soprattutto - a cosa mangiare a pranzo!

07 settembre 2003

05 settembre 2003

E' una questione di principio.

Non mi incazzo perche' innaffia il giardino e mette i piedi nell'acqua e si infanga le scarpe.
Non mi incazzo neppure perche' entra in casa e lascia pedate di mota per tutto l'ingresso.
E' un bambino, lo deve fare.
Mi incazzo perche' gli ho chiesto di togliersi le scarpe prima di entrare e mi fa marameo!
Ecco, questo non lo sopporto e parte la reprimenda:
- Sei un bambino dispettoso!
- Dippettosa tu!
- Dispettoso e disubbidiente!
- TU sei dippettosa e disubidiente!
- Se continui cosi' vengo li' e ti riscaldo il sedere...
- No IO ti riccaldo il sedere se continui sai?
- Gioele NON tirare troppo la corda, hai torto devi imparare a non ribattere in continuazione (che di polemici ne abbiamo fin sopra i capelli in questa casa - penso-). Devi imparare anche a stare zitto!
E lui piagnucolante:
- Ma mamma! Io sono un bambino e i bambini devono parlare, non possono, non possono stare sitti!!!

Per fortuna e' squillato il telefono.

La voce della verita'

Saliamo in macchina tutti e tre e mentre stiamo per partire mi accorgo che la porta di casa piccola e' spalancata e che e' rimasta cosi' tutta la notte. Giovanni ieri sera e' andato su a prendere un po' di cose e - come al solito - si e' scordato di tornare indietro a chiuderla. Anche le imposte sono aperte e son due giorni che mi dimentico di chiuderle.
Scendo, chiudo la porta, risalgo in macchina e Gioele mi chiede:
- Mamma, il babbo si e' scordato di chiudere la porta ieri sera?
- Si' e io mi son scordata di chiudere le finestre. Devi avere pazienza amore i tuoi genitori sono un po' rincoglioniti.
- Noooo mamma, tu non sei rinocoglita, il babbo e' rinocoglito!

Pomeriggio liquido che sto passando sbrigando un po' di cose in casa, un po' lavorando, un po' cazzeggiando, un po' controllando se ho ancora quella strana sensazione in gola.
Stamattina fuori in bici gironzolando per il quartiere a fare alcune commissioni. Mi piace qui. Mi piace la mia casa, anche se mi lamento in continuazione del casino che c'e' e chissa' mai quando sara' a posto.
Trasloco ufficio momentaneamente sospeso causa blocco alla schiena del coniuge. Tregua alla polvere, le mie vie respiratorie ringraziano. Le sue vertebre un po' meno, ma tanto c'e' l'Aulin.
Me la godo: entro, esco, faccio, sistemo, vado, torno, seguendo il mio umore. Sembra un gran casino invece e' molto produttivo. Piu' di quel che immaginassi.
Da lunedi' nuova organizzazione, nuovi ritmi ma voglio imparare a seguire anche i miei tempi. Eccolo un proposito per settembre: piu' tempo da dedicarmi. Sara' meglio che ne approfitti adesso, so gia' che non durera' a lungo :-)

04 settembre 2003

Sono stanca morta e ben poco lucida.
E' diventato cosi' bravo a far pipi' che ora si sveglia alle sette perche' gli scappa, nonostante la notte gli metta ancora il pannolone. Risultato: a mezzogiorno non regge e si addormenta, alla faccia della fatica che ho fatto tutto agosto per non fargli riprendere l'abitudine del pisolino prima di pranzo. Vabbe' se ne preoccuperanno le maestre dell'asilo.
Non posso tenere sotto controllo tutto.
Siamo arrivati dalla nonna prima delle nove e fino all'una e mezza abbiamo inscatolato, buttato, riordinato, messo in disordine tutto quello che c'e' in ufficio. Che il trasloco si deve fare entro domenica.
NON NE POSSO PIU'. La sola vista di uno scatolone mi provoca la nausea.
Se e' vero che cambiare casa/ufficio muove le energie, allora mi trovo nel bel mezzo di un tifone.
Ho la forte tentazione di alzare bandiera bianca, altro che iniziare un nuovo lavoro da lunedi'.
Vorrei soltanto riposarmi un po' e scordare l'odore della polvere.
Devo dire la verita': i commenti un po' mi mancano.
Sembra saranno disponibili da lunedi'. Forse mi appoggero' ad un altro server temporaneamente.
Non so, mi sento piu' sola...

03 settembre 2003

C'è la luna sui tetti e c'è la notte per strada
le ragazze ritornano in tram
ci scommetto che nevica, tra due giorni è Natale
ci scommetto dal freddo che fa.
E da dietro una porta sento uno che sale
ma si ferma due piani più giù
è un peccato davvero ma io già lo sapevo
che comunque non potevi esser tu.

E tu scrivimi scrivimi
se ti viene la voglia
e raccontami quello che hai
se cammini nel mattino e ti addormenti di sera
e se dormi, che dormi e che sogni che fai.

E tu scrivimi scrivimi per il bene che conti
per i conti che non tornano mai
se ti scappa un sorriso e ti si ferma sul viso
quell'allegra tristezza che c'hai.

Qui la gente va veloce ed il tempo corre piano
come un treno dentro una galleria
tra due giorni è Natale e non va bene e non va male
buonanotte torna presto e così sia.

E tu scrivimi scrivimi
se ti viene la voglia
e raccontami quello che hai
se cammini nel mattino e ti addormenti di sera
e se dormi, che dormi e che sogni che fai.


Non so perche', ma l'ho sentita oggi e mi ha ricordato uno scambio di sms tra me e un Amico ieri sera.
Con un po' di amarezza.
Perche' non se lo merita.
Ecco, l'ho detto.
Terza tachipirina.
Intanto e' tornato visibile il link ai commenti. Che ancora non funzionano.
Tutto non si puo' avere.
Finestra spalancata, conti aggiornati, in sottofondo Il Barbiere di Siviglia, aperitivo servito direttamente sulla scrivania.
Il resto e' silenzio e tranquillita'.
Se non fosse per un mal di testa allucinante sarei in paradiso.
Quale miglior posto di lavoro di questo e - per giunta - gratis?

Comunque da lunedi' mattina ore dieci (comesieteumanivoi), si comincia l'altro part-time.