31 ottobre 2002

Non ho niente da dire, cosi' anziche' spremermi l'unico neurone che mi e' rimasto ho pensato di osservare un po' di silenzio.
Spero l'abbiate apprezzato.

19 ottobre 2002

Stasera ho fatto un giro a leggere i miei amicidiblog.
Una scorpacciata di pensieri ed emozioni. Non mi manca avere un libro da sfogliare prima di dormire.
Sono sazia.
--Lettera di protesta inviata oggi alla Plasmon (info@plasmon.it)--

Spettabile Plasmon,
ho scoperto dalla pubblicità su numerose riviste che state celebrando il centenario della vostra attività regalando ai nati il 15 ottobre una
fornitura dei vostri prodotti, fra cui latte di proseguimento e omogeneizzati.
Quello che mi chiedo (e che chiedo a voi) è: pensate di fare davvero un bel regalo ad una mamma che ha appena partorito? Secondo me no, se le offrite già dei prodotti che possono sostituire l'alimento ideale per il suo bambino (e non solo nei primi mesi).
So che esiste un Codice Internazionale messo a punto da OMS e Unicef per regolamentare la commercializzazione degli alimenti destinati ai lattanti in modo da non mettere in pericolo l'allattamento al seno esclusivo nei primi sei mesi ed integrato da altri alimenti fino a ben oltre il primo anno di vita, come raccomandato da numerose agenzie internazionali ed associazioni professionali.
Il mancato rispetto di questo Codice nei paesi in via di sviluppo porta a conseguenze disastrose per l'infanzia.

Mi risulta però che il Codice sia valido anche da noi, e che proibisca la
promozione dei sostituti del latte materno e la donazione di campioni di tali prodotti alle mamme. Questo è invece quello che con l'iniziativa "Cento di questi anni" voi della Plasmon state facendo.
Per fortuna, oggi sempre più numerose siamo noi mamme che scegliamo di allattare i nostri figli in maniera esclusiva per almeno sei mesi, e continuare poi molto più a lungo (come dicono le direttive OMS e confermano sempre più numerosi pediatri anche qui da noi), e come possiamo giudicare una compagnia che non si adegua alla normativa che protegge l'allattamento al seno?

Violare il Codice OMS, e cioè tentare di promuovere i vostri prodotti a discapito del latte materno, mi sembra un'iniziativa che una compagnia conosciuta e seria potrebbe evitare, e non solo per questioni di reputazione.

17 ottobre 2002

Perche' ancora non ho imparato che essere nel giusto non vuol dire assolutamente niente?
Perche' mi sento tranquilla se ho la coscienza a posto e poi finisco sempre per essere sorpresa da chi fa i propri interessi senza vergogna?
Eppure dovrei averlo imparato da tempo che avere ragione non paga.

Scherzando con altre mamme spesso ho ripetuto una frase per gioco con Gioele:"Il bimbo ti ha picchiato? Tu ora vai li' e gli tiri un pugno!". Ho smesso di dirlo ora che capisce quello che gli dico. Sono ancora convinta che sia giusto non picchiare, ma credo che per sopravvivere sia importante anche sapersi difendere, non restare annichiliti di fronte alla violenza (verbale, fisica) degli altri. Forse e' una bestialita' questa, pero' con due genitori come noi che ancora non abbiamo capito come gira il mondo ed ogni volta caschiamo dal pero, questo bambino deve imparare a farsi le ossa, nel caso ce ne fosse bisogno. Non picchiare per primo, ma non prenderle.

Invece oggi un bimbo al nido gli ha fatto qualche "carezza pesante" e io senza ragionarci troppo su gli ho detto:"Se non ti piacciono le sue carezze spostati".

Meglio dimenticare le tecniche educative a tavolino, visto che poi e' sempre l'istinto a guidarmi con Gioele.

Continuo ad imparare da questo marmocchio: basta spostarsi.

08 ottobre 2002

07 ottobre 2002

Oggi Costanzo ha detto una cosa allucinante.

E' una domenica pomeriggio qualsiasi. Zompo tra un canale e l'altro in attesa che Gioele si svegli.
Salto fra il primo e canale cinque, perche' mi diverte il contrasto tra l'aspetto dimesso e quasi cabulista del programma rai e i lustrini appiccicati con la melassa di mediaset, dove si sta parlando dell'uomo invisibile. Un personaggio non identificato a cui vengono spedite mail con richieste di sostegno, aiuto, considerazione, supporto e chi piu' ne ha piu' ne metta. Il nostro alter ego in un certo senso.
Ogni settimana Costanzo invita in studio una persona che testimonia quanto l'uomo invisibile l'abbia aiutata ad uscire da un periodo duro e via considerando. Nel pomeriggio parlava una ragazza che dopo una nefrite e' entrata in dialisi, poi ha fatto il trapianto a cui ha fatto seguito il rigetto, con conseguenti momenti di disperazione e sconforto.
Costanzo dapprima ha commentato di conoscere da vicino il problema dialisi/trapianto/rigetto perche' ha seguito lo stesso iter il pianista che l'accompagna tutte le sere al Maurizio Costanzo Show. Poi la ragazza dice di non essere ancora rientrata in lista d'attesa perche' ha bisogno di riprendersi psicologicamente dalla mancata riuscita del trapianto e Costanzo, pressante, le raccomanda di decidersi velocemente perche' c'e' molto tempo da aspettare.
"Anzi" aggiunge "Quando eravamo piuttosto disperati per il pianista, mi sono rivolto al ministro taldeitali che e' medico (sottolinea) e che approfitto per ringraziare pubblicamente, e in un mese si e' trovato il rene compatibile. Dai rientra in lista d'attesa che poi gli si fa una telefonata".

D'accordo che le mie funzioni cerebrali sono di per se' minate dall'eta' e a questo si puo' aggiungere anche che non ero ben lucida e sveglia mentre ascoltavo questa intervista (tant'e' che non ho memorizzato ne' il nome del pianista ne' il nome del ministro), ma il succo del discorso mi e' sembrato piuttosto chiaro.
Ma allora ditelo a tutti i dializzati d'Italia che basta andare in trasmissione da Costanzo e fargli guadagnare un punticino Auditel per vedersi arrivare un rene giu' dal cielo a tempo di record!

Io saro' la solita ingenua, ma se la storia e' cosi' come l'ho capita Costanzo avrebbe dovuto avere un briciolo di pudore e almeno stare zitto.
Sara' mica stato il promo della prossima trasmissione di sua moglie: "C'e' un rene per te"???

06 ottobre 2002

Non ho piu' molto tempo per pensare.
O, meglio, capita sempre piu' spesso di non avere un pc sotto mano quando rifletto cosi' le mie elucubrazioni svaniscono. Poca ram a disposizione.

Questo blog sembra diventato un insipido elenco di impegni. Un Outlook piuttosto che un blog. Infatti e' buggato, non so per quale motivo il template ha perso l'impostazione che indica il numero di commenti ai post.

Eppure qualche timido affezionato passa ancora di qui. Certo che in sei mesi i blog sono aumentati in modo vertiginoso. E se prima riuscivo a scoprire subito un nuovo pensatore, ora mi trovo sempre piu' spesso a dover recuperare due o tre post dei miei interlocutori preferiti. E sbaglio di nuovo, perche' per lo stesso motivo interloquisco ormai ben poco. Infatti sono almeno quattro volte che cerco di scrivere un post su whatiswebdesign e non ci riesco.

01 ottobre 2002

E stamattina si trasloca anche l'ufficio.
Febbricitante, con mal di gola e mal di testa, ho voluto esserci.
Tutte le mattine qui dal luglio 97 ad oggi, tranne la pausa gravidanza/maternita'. E' tanto tempo, questo crocicchio di antiche vie del centro era un po' il mio regno. Vita da bottegai, le chiacchiere col parrucchiere, l'agente immobiliare, i viaggi inventati con l'agente di viaggio e poi mai fatti, il bar tabacchi con la colazione danzante (io e la barista la mattina ci facciamo sempre un balletto a suon di musica).
Tutto da reinventare.
Evvai col reset :-)