31 dicembre 2003

Volevo ben dire...

Che blogspot mi tradisse cosi', senza darmi la possibilita' di mandare il mio messaggio a reti unificate!
Buon anno, cari. Buon anno a tutti.
E che dio ce la mandi buona e senza vento.

30 dicembre 2003

Tanti auguri a voiiiiiiiiiiiiii tanti auguri a voiiiiiiiiiiiiiiii tanti auguri bimbo e babboooooooooooooooo... tanti auguri a voiiiiiiiii!

29 dicembre 2003

Sento alcuni botti fuori e mi affaccio alla porta finestra insieme a Gioele.
Dietro casa nostra fanno alcuni fuochi d'artificio. Bellissimi e inaspettati.
Gioele li guarda un attimo a bocca aperta col fiato sospeso e poi urla:
- Babbo colli a vedele ci sono i fochi di dentiflicio!
Avevo gia' detto che non volevo pianificare.
Giornate all'insegna dell'imprevisto. Non posso farci granche', per cui mi adeguo.
Mi sento scippata dei festeggiamenti, ma avrei dovuto pensarci prima. Quindi la colpa e' mia per meta'.
Poi c'e' quella cosa che mi ha tolto un po' di smalto. Mi manca il tempo che mi ero ritagliata prima delle feste, senza dover dire grazie a nessuno. Scivola via cosi' il duemilatre', un po' di sorpresa, un po' liquido, con la consapevolezza di non essere riuscita ancora ad organizzarmi come vorrei.
Ma anche la soddisfazione di avere recuperato autonomia e sicurezza.
E questo no, non e' poco.
Chi l'avrebbe detto solo un anno fa?


Fa un freddo cane, e' tutto grigio.
Non ho nessuna voglia di vestirmi, uscire, portare Gioele dalla nonna e - soprattutto - andare a lavorare.
Domani e' il loro compleanno e sono ancora piu' disorganizzata degli anni precedenti.
E' veramente difficile conciliare i festeggiamenti di un bimbo e quelli di un adulto.
Il fatto poi che compiano gli anni dopo natale e subito prima di capodanno non facilita certo le cose.

27 dicembre 2003

- Senti, Gioele, ma non vorresti un fratellino o una sorellina?
- No.
- No? Non ti piacerebbe avere un altro bimbetto per casa con cui giocare?
- No.
- Ma anche Gaia ha un fratellino piccolo, anche Lorenzo, anche Guido (amichetto del cuore ndr) ha un fratellino piccolo.
- Ma noi no.
- E come mai no? Me lo vuoi spiegare?
- Perche noi... perche' noi siamo Gioele, mamma.

Mi spiego meglio

Sazia di cibo, di vino, vin santo, dolci e dolcetti.
Sazia di sonno pomeridiano e intontimento.
Sazia di balocchi e puzzle e macchinine da lavare e trenini ciufciuf.
Sazia di amici in visita e parenti ed esibizione del marmocchio.
Sazia di chiacchiere a voce alta e confusione e tintinnare di tazze piatti e bicchieri.
Sazia di ritorni a casa dopo cena e niente fatina che ha riordinato il caos.
Sazia di cose cosi' e di ricordi che non mi appartengono e di famiglia che e' svanita in un pluf.

Oggi al mare per la gioia del piccolo, gia' armato di paletta e secchiello.

25 dicembre 2003

Pensavo peggio

Siamo alle ultime ore e tra poco sara' archiviato anche Natale 2003.
Bimbo amorosissimo, stonfato in terra clamorosamente da Ginger che portava al guinzaglio proprio mentre uscivamo per il pranzo dai nonni, ha di nuovo il labbro gonfio. Che c'ha, un karma negativo?
Felice dei balocchi ricevuti da Babbo Natale e anche di quelli raccattati da nonni e amici.
Tutto sommato fin troppo tranquillo, pure la GS e' stata quasi affettuosa.
Miracoli di natale.

24 dicembre 2003

Indolente vigilia.
Umore in recupero.
Sentimento natalizio assente.
Tanti auguri a tutti: sentiti :-)

23 dicembre 2003

Umore pessimo

Sono stanca, demoralizzata, incazzata.
Non riesco a ritrovare la mia tavoletta grafica e uno stramaledetto cd. Cosi' imparo a seminare roba in giro.
Non voglio piu' programmare nemmeno una pisciatina, ne fosse andata dritta una in 'sti ultimi dieci giorni.
Ebbasta ecchecazzo!

PS: Auguri a Paola, anche se non li leggera'.

22 dicembre 2003

"Ftupidi bambini, lidatemi subito il mio licottelo!"
"Gioele, con chi stai litigando?"
"No, nulla mamma, non pallavo con te, pallavo coi bimbi finti!"

21 dicembre 2003

Ok. La casa e' pulita e riordinata. Vabbe' un po' stile Cip e Ciop ma non starei a sottilizzare.
La sottoscritta e' riuscita a farsi una doccia e ad estirpare un buon metroquadro di pelame vario.
Marito silenziosissimo ha salito le scale, chiuso la porta di camera e lo immagino ronfare coi cani acciambellati sopra.
Se e' possibile piove ancora di piu'.
Dove ho messo il flacone gigante di ansiolitico?
Non posso incolparmi di nulla. Quest'anno ero partita proprio col piede giusto e mi pervadeva un delizioso spirito natalizio.
Beh, e' passato. Piglierei a calci l'albero di natale. Si sta ammalando anche Giovanni. A me continua l'attacco di cervicale iniziato ieri pomeriggio giusto in tempo per saltare la mitica cena dei tortellini (bolognesi doc fatti dalle zdore) di Japi e Paola.
Gioele e' moscetto. Un po' si e' addormentato verso mezzanotte e alle otto era in piedi, un po' gli antistaminici stan perdendo il potere eccitante, non lo vedo felice di vivere come vorrei.
E ho dovuto portarlo dalla nonna perche' presi da un ultimo sussulto di energia siamo andati a prendergli (almeno a lui) i regali di natale.
Ora compro via secure server un kalashnikov o come ..zzo si scrive, esco e gioco al tiro a segno con tutte le lucine di natale finche' non mi arrestano.
Nel profondo del cuore spero che qualcuno impartisca l'ordine di sparare a vista.

Per giunta, piove.

20 dicembre 2003

Ai bambini che non dormono a volte prescrivono gli antistaminici perche' danno sonnolenza.
Una mia cara (ex?) amica che aveva la bimba con veri e grossi problemi di sonno (tipo si addormentava solo alle cinque del mattino), mi raccontava che a sua figlia provocavano eccitazione.
Anche a Gioele. Oggi pomeriggio per farlo addormentare ho dovuto praticamente abbatterlo a fucilate, col risultato che si e' svegliato alle sette di sera. Questo+antistaminici mi fa prevedere prossimo addormentamento verso le due del mattino.

Comunque, ho notato una cosa buffa. Non so se' e' una peculiarita' di mio figlio, oppure e' vero il detto che "e' nella sofferenza che si cresce", pero' e' capitato spesso che dopo la febbre abbia imparato qualcosa di nuovo.
Dopo una tonsillite a marzo scorso ad esempio ha cominciato di botto a parlare. Cose cosi'.
Beh, dopo avermi stupita con l'uso del mouse, stasera ha preso il pennello e le tempere e ha voluto disegnare la sua nave dei pirati. Lui, che non ha mai voluto disegnare o colorare, ha tracciato la chiglia e l'albero maestro (marroni) con un'abilita' che supera quella del babbo.

Non so se prenderla come una sua caratteristica: impara in modo geometrico, oppure se continuare a pensare che sto bimbo mi prende per le mele (come si dice qua a firenze).
Ci sono due cose ormai diventate irrinunciabili che salvano la mia sanita' mentale.
Il lavoro e la mezz'ora solo per me.
E' un dato di fatto, tanto che Giovanni si prodiga per concedermi - impegni suoi permettendo - la seconda, senza bubare mai.
Negli ultimi tempi m'e' presa la passione per il decoupage.
Stamattina ero al tavolo di cucina presa a spennellare una scatola di legno, quando e' arrivato Gioele.
Detto, fatto.
Se qualcuno ci avesse scattato una foto, l'inquadratura avrebbe mostrato la mamma intenta a dipingere con un bel rosso bordeaux e il bimbo, con aria concentratissima, pennello e colori a tempera, ricoprire (colole losso) una scatolina di cartone.
La piu' bella e' la sua.

19 dicembre 2003

Sto natale comincia a starmi sulle palle.
Premetto che non mi sento cibofobica (non credo sia il termine esatto), ma essendo (stata, soprattutto in passato) un soggetto allergico, sono molto attenta a tutto cio' che puo' essere allergizzante.
Una decina di giorni fa a casa della nonna ha voluto assaggiare il miele e subito dopo gli si e' arrossata una gota. Ho pensato subito che fosse stato quello, ma nonni e babbo mi hanno trattato come se stessi vaneggiando.
Evabbe'.
Comunque, non convinta, ho chiesto alla nonna di non darglielo piu', cosi' a scanso di equivoci.
Oggi lo vado a prendere e lo trovo come se gli avessero appiccicato la bocca della marini al posto della sua.
"Che ha fatto sto bimbo? Ha battuto una boccata?"
Nonna:"No, ce l'avevo in collo"
"Gli ha dato il miele per caso?"
Nonna tergiversa e comincia a balbettare... "Una puntina, l'ha visto, l'ha voluto.. l'ha mangiato cosi' volentieri... un cucchiaino.. una fetta di pane"
Bimbo si lamenta, il labbro e' tumefatto, non ci penso su due volte e lo porto al pronto soccorso.

Ci hanno fatto entrare subito.
"Il bambino e' caduto?"
"Se fosse caduto non l'avrei portato qui. Ha assaggiato il miele, penso che sia una reazione allergica", finito di dirlo lo mettono sul lettino e gli sparano in bocca il Tinset.
Poi lo visita il medico e gli prescrive anche il Bentelan, oltre a raccomandarsi di fare le prove allergologiche.

La nonna e' distrutta, io non riesco proprio ad essere soddisfatta di aver avuto ragione.
E ho una gran voglia di pigliare a calci qualcosa.

18 dicembre 2003

Bimbo meglio.
Mamma meno.
Babbo non pervenuto.
Cercando di non urtare la sua sensibilita', ieri ho chiesto al pediatra che mi prescrivesse lo stesso antibiotico che gli ho dato a giugno, al mare. Si prende una volta sola al giorno, non fa propriamente schifo (almeno lo manda giu') e gli aveva fatto passare la febbre quasi subito.
Ieri sera era vispo e giocava, poi di botto si e' come "sgonfiato". Mi son presa un accidente. Con febbre sotto i trentotto tutto il pomeriggio, ha avuto un picco improvviso a trentanove e mezzo. L'ho messo a letto alle nove e alle dieci, quando la tachipirina ha fatto effetto era di nuovo vispo e arzillo. Son riuscita a riaddormentarlo solo dopo le undici.
Comunque, l'antibiotico e' servito: stamattina ha trentacinque e nove!

Ora cerco di fargli fare colazione.

17 dicembre 2003

Sveglia antelucana per ribadire la richiesta di visita domiciliare.
Mi sembra che Gioele stia un po' meglio, ma mi rendo conto che mi sbaglio non appena si sveglia.
La febbre e' trentotto e uno e soprattutto lamenta male ad un orecchio.
Fanculo, lo ricopro come un esquimese e lo porto in ambulatorio.
NON ha malattie esantematiche. Quella specie di eritema e' una reazione alla febbre. E' il solito virus raccattato tra i banchi di scuola (il suo amico Giulio in effetti venerdi' e' andato a casa con la febbre) che gli ha arrossato la gola e infiammato non so quale membrana auricolare. Abbiamo gia' comprato il nostro bell'antibiotico (che e' dall'inizio di dicembre che si trascina orecchio/gola e stavolta glielo voglio stroncare una volta per tutte) e siamo molto sollevati all'idea di non passare il natale a casa dei suoceri tutti e tre con le pustole.
In compenso le sue vacanze di natale sono praticamente cominciate lunedi' scorso. Vedi, Sable cara, che c'e' sempre chi sta peggio? ;-)

Bon, urla come un dannato richiedendo la mia presenza.
Obbedisco, mon general!

16 dicembre 2003

Flash-back

Anticamera dell'ambulatorio del pediatra, due settimane fa.
Arriva una bimbetta bionda (Gioele ha un debole per le biondine, chissa' perche'...) e giochicchiano un po' insieme. Lei gli offre anche un Tic-Tac prontamente requisito dalla sottoscritta.
Non hanno grossi contatti, a quel che ricordo.
Mi si e' stampata nella memoria invece una frase della mamma che parlava al cellulare:"Si' l'ho portata dal pediatra per fargli vedere quella bollicina..."
Due settimane fa.
Esattamente il periodo di incubazione della varicella.
Domani faccio una strage.

P.S. Ne' io ne' Giovanni abbiamo avuto la varicella.

Citazione

IL PIU' GRANDE MITO SULLE MAMME.
Le mamme pur essendo per molti versi delle care persone, non sono assolutamente affidabili per quel che riguarda conoscere o capire i propri figli perchè sono troppo coinvolte emotivamente.
Solo gli esperti sono in grado di conoscere e capire i bambini.
La vita dei bambini è troppo importante per poter essere lasciata in mano alle mamme.

LA PIU' GRANDE VERITA' SULLE MAMME:
Non solo le mamme sono le persone al mondo più capaci di trattare con i bambini, ma fino a duecento anni fa erano le uniche persone che badassero ai bambini.
Sono le mamme che, senza l'aiuto di nessun psicologo infantile, psichiatra infantile, ostetrico, pediatra o esperto nella lettura sono riuscite a portarci dalle caverne del Pleistocene fino a quella che è stata giustamente chiamata
l'Età della Ragione, poco meno di duecento anni fa.
Noi professionisti, nati nell'Età della Ragione, abbiamo subito iniziato ad occuparci dei bambini ed abbiamo condotto il mondo dall'Età della Ragione all'Era Atomica in pochi istanti, misurando il tempo secondo l'orologio geologico.

Glenn Doman
Ieri sera trentanove. Stamattina trentotto e mezzo. Oggi pomeriggio trentanove e uno. Pediatri irreperibili. Esantema sul pancino, la schiena, il naso e le gote. Sembra che abbia preso il sole e si sia scottato.
Se domani il pediatra non viene a vederlo lo ammazzo.
Il pediatra, non il bambino.
Mi ero stufata di vedere vecchietti sbirciare dalle finestre che danno sulla strada, cosi' abbiamo comprato le tendine.
Ieri sera, per aiutare il marito a montarle, ho dovuto interrompere una sessione di gioco insieme al bimbo lievemente sfebbrato. Stavamo guardando i Teletubbies sul PC.
Il piccolo mi richiama un paio di volte, poi - sbuffando - torna alla mia scrivania.
Con la coda dell'occhio lo vedo arrampicarsi sulla mia sedia e mettere la mano sul mouse con aria molto concentrata.
Mi sposto dietro di lui senza farmi notare e (a bocca aperta) lo guardo effettuare queste operazioni in sequenza:
- scrolling della pagina con la rotella del mouse
- individuato il gioco, spostare la freccetta del mouse fino all'icona giusta, cliccare col sinistro
- attendere pazientemente il caricamento del gioco (colorare Po)
- spostarsi con la freccetta sul colore prescelto (rosso) cliccare, spostarsi su Po, cliccare colorando Po.

Mi chiedo: quante cose e' in grado di fare (e non oso pensare a quante e' in grado di capire) e io non me ne rendo conto?
Ma, soprattutto, se e' perfettamente in grado di farlo da solo, perche' fino a ieri sera ha obbligato ME a colorare al posto suo?

15 dicembre 2003

Vi presento Miele:



la nostra cagnolina ex-combattente adottata attraverso l'Enpa.
Non e' bellissima? :-)
Dice: che bello avere il lunedi' tutto per te.
Quelli di novembre li ho usati per sistemare faccende fin troppo rimandate, il primo dicembre era malato, l'otto era festa, stamattina ha la febbre.

Quasi quasi rinuncio.

14 dicembre 2003

Dormito malissimo, svegliata ogni ora.
E' stato un sollievo leggere sul quadrante che erano arrivate le otto e alzarmi.
Notte accompagnata da incubi. Gioele sta dormendo sdraiato sul mio cuscino, coi piedi sulla testa del suo babbo.
Non so perche' mi duole il collo stamattina...

13 dicembre 2003

E' sempre piu' difficile trovare persone capaci di ascoltare.
Gratis, intendo.
Mi sorge il dubbio legittimo di non avere nulla di interessante da dire.
Forse e' colpa mia, forse sono troppo educata per salire di un tono ed interrompere sfacciatamente chi sta raccontando qualcosa.
Mi reputo fortunata ad averne un paio a portata di orecchio, di persone che ascoltano.
Non importa che siano d'accordo, che capiscano, che comprendano, mi va bene anche quando mi tirano giu' dal pero.
Perche' vuol dire che hanno sentito con le orecchie o col cuore.
Mica si deve per forza parlare di massimi sistemi o trovare insieme la cura per il cancro. Van bene anche du' bischerate, una chiacchierata cosi', tanto per la voglia di scambiare due parole.
Bisogna sempre essere protagonisti per forza?
Di ritorno dalla festa di compleanno di Lorenzo, tre anni.
Bambini in numero di quattro e adulti varia eta' in numero di nove, comprese le due nonne del festeggiato, piu' sorella e amichetta animatrici della festa.
Perche' mi dimentico sempre di portarmi dietro i tappi per le orecchie?

Dubbi e certezze

- Mamma, ma il nonno ce l'ha il lillo?
- Si', ce l'ha.
- ... e la nonna non ce l'ha il lillo, vero?
- No, amore la nonna non ce l'ha.
- Se il nonno ha il lillo come me e come il babbo allora e' un femmino, vero mamma?

12 dicembre 2003

Stanca morta.
Umore variabile, tendende al mogio.
Sfrenatamente felice per alcune cose, ma il malumore d'intorno mi contagia.
Bimbo a mollo nell'acqua per quasi un'ora. Prevedo stiramento delle grinze nei ditini entro prossimo fine anno.
Ma profumato e felice.
Ora mi butto sul divano in attesa che l'acqua bolla.
Bella cosa l'indipendenza, per carita', pero' che fatica!

E' tornata!

E' guarita :-)
E' a casa e nel pacchetto - gentile omaggio Kodak - una custodia fatta su misura per lei.
Ho gia' detto che amo il supporto tecnico Kodak?

10 dicembre 2003

SI'! SI' SI' SI' SI'!
Sta tornando YUUUhUUUUU!!!
"La sua richiesta di assistenza é stata completata e il suo apparechio le verrá restituito in giornata 10-12-2003. Kodak utilizzerá il corriere DHL per la spedizione, e il suo numero di vettura DHL é ..."

09 dicembre 2003

In soffitta ho ancora una decina di scatoloni mai aperti dal primo trasloco (agosto 2002).
Le scritte che dovrebbero indicarne il contenuto sono piuttosto vaghe tipo: scrivania sotto la finestra, oppure libreria studio.
Pensavo di comprare all'ingrosso carta colorata e nastri, impacchettarli e metterli sotto l'albero.
Aprirli sara' davvero una sorpresa!

Pronti... ai posti... VIA!
Si ricomincia.

08 dicembre 2003

Della serie: possibile che devo spiegargli tutto io?

Bimbo a tavola, sguardo perso nel vuoto mentre mastica.
"Tesoro, a cosa stai pensando?"
"Non sto pensando, mamma sto man-gian-do, vedi?"

Bimbo che paciuga con la tazza di latte e il cucchiaino.
"Mamma, mi dai un cucchiaio?"
"Perche' vuoi un cucchiaio grande?"
"Perche' questo e' piccolo, no?"

Babbo e bimbo giocano ai pirati.
"Siamo due pirati io e te eh?"
Bimbo con tono accondiscendente: "No, siamo Gioele e il babbo!"

Babbo e bimbo giocano con il puzzle.
"Dai Gioele, fammi vedere come si fa a fare il puzzle".
Bimbo prende un pezzettino di puzzle, prende la mano del babbo, posa il pezzettino nella mano del babbo, usa la mano del babbo per metterlo al suo posto e dice:"Cosi' si fa, babbo".

Della serie: lezioni di vita
"Mamma, stai con me a lavolale?" osservando il contenuto della sua cassetta per gli attrezzi sparpagliato sul tappeto.
"Vuoi che ti aiuti ?"
"Si', e' piu' bello con un amico che mi aiuta, altlimenti sono solo".

Non riesco a scrivere, eppure ne avrei.
Stanno accadendo alcune piccole magie, di quelle con le stelline di Smemorina, la madrina di Cenerentola.
Piccole piccole, un pochino per volta.
Ora accompagno il marmocchietto dalla nonna.
Poi torno e se ci riesco ne scrivo.

Abbiamo fatto l'albero insieme, io e lui. E ho appiccicato il suo collage dell'albero di fianco al camino. E messo un tappeto rosso e la ghirlanda sulla porta. E inventato li' per li' un piccolissimo presepe attaccando insieme pezzi di cartone e ricoprendo tutto con la carta crespa rossa.
E' Natale e sono felice.

06 dicembre 2003

Ok, ok, l'abbozzo di riordinare.
Che palle sta schiena, pero'!
Pretenderebbe che stessi tutto il giorno spaparanzata sul divano.
Certo che... a pensarci bene...

05 dicembre 2003

Mi sto rammollendo.
Passando da un canale all'altro ho visto un pezzo di Amici e mi sono commossa.
Presto, i bookmark, datemi il Manifesto!

04 dicembre 2003

Flaminia non leggere

E' tardi.
Il bambino e' seduto sul water e per ragioni ignote alla fisica moderna, senza cadere, inscena la lotta fra due leoni.
Il babbo con la fronte appoggiata allo stipite della porta:"Gioele fai questa pipi' e andiamo a dormire!"
La mamma quasi contemporaneamente dalla camera da letto:"Conto fino a cinque poi spengo la luce!"
Il bambino interrompe per un attimo i ruggiti:"Beh, vi volete dale una calmata voi due?"

Dieci minuti dopo.

La lotta fra i leoni continua e il bambino salta a pie' pari sul letto con le pantofole ai piedi.
La mamma:"O te le togli o scendi subito dal letto!"
Il bambino con un ghigno:"Chiedimelo pel favole."

Voglio sapere dov'e' lo stramaledetto libretto di istruzioniiiiiiiiii!
E' un errore di progettazione: dopo il bambino chissenefrega della placenta, andrebbe espulso il fottuto manuale!
Interno, tardo pomeriggio.
Il piccolo gioca con il dido' e canticchia.
La mamma lo guarda intenerita e con malcelato orgoglio cerca di capire le parole della filastrocca che si sta inventando.
Ne capisce una su tre ma le sembra proprio che cerchi le rime con la parola gatto.
Sorride.
Lo sguardo le si fa allucinato quando sente distintamente il bambino canticchiare:
"Mi sono rotto il casso, lallerolalla'!".
Sipario.

Una preghiera e un augurio

Buon compleanno, Amica mia.

Questo mondo impone a noi
Di vivere senza certezza alcuna
In bilico nel blu, disperati amanti che
Non hanno mai trovato amore puro

Piegati alle regole del tuo mercato
Mi pento, mi dolgo per questo peccato
Ma quando respiro mi accorgo che esisto davvero
E stiamo isolati in cerca di gloria
mediocri e muti e senza memoria
ma guarda l'estate è tornata speranza ancora

Ti prego
Vivi, vivi, vivi davvero

Questo è il prezzo che
Questo tempo impone a noi
Velocemente vivere una vita
Il frutto del peccato una donna l'ha mangiato
Adesso io vorrei un pezzo di torta


Piegati alle regole del tuo partito
Nessun pregiudizio è mai stato sanato
Raccontami quello che fai per dormire la notte
Illusi e delusi dal senso di colpa
Costretti da una morale distorta
Ma fuori c'è un mondo di anime salve davvero

Ti prego
Vivi, vivi, vivi davvero
(vivi) il cielo su di noi
(vivi) la strada siamo noi
vivi davvero
Vivi, vivi, vivi davvero

Feeling dancing
Get out more

Get out more
Vivi, vivi, vivi davvero
(vivi) il cielo su di noi
(vivi) la strada siamo noi
vivi davvero

Vivi, vivi, vivi davvero
I buoni e i cattivi
I vinti ed i vivi
Non c'è ideale che valga una guerra
Combatti ogni piccolo e grande tormento
Ed esci di fuori a gioire di ogni momento

03 dicembre 2003

Sara' solo suggestione...

Alla fine ho mandato una mail alla mia adorata Master che non appena l'ha letta mi ha telefonato e ci siamo accordate perche' mi inviasse un trattamento Reiki a distanza.
Beh, pensate un po' icche' vi pare, ma in questo momento vi sto scrivendo SEDUTA dalla scrivania del mio ufficio.
Certo il dolore ancora c'e' (e sono convinta che debba esserci per evitare di sforzare il punto che mi fa male... tipo avvertimento) ma sono tornata quasi perfettamente "agibile".

Medico dice prendi antiinfiammatori. Sono allergica.
Medico dice prendi paracetamolo. Mi stende la pressione.
Medico dice fatti fare massaggio. Fatto massaggio.
Il dolore e' sceso, giu' dal rene sull'anca.
Schiena bloccata. Scrivo stando in piedi.
Mastico bestemmie come sgranando un rosario.

02 dicembre 2003

Mi sa che mi tocca andare dal medico.
Ahia.
Col tracking DHL ho visto che e' arrivata in belgio stamattina alle cinque.
Alle otto e cinquanta e' arrivata al laboratorio.
Alle nove e venti mi hanno mandato una mail spiacenti che io abbia avuto problemi con uno dei loro prodotti ed impegnandosi a ripararla e a rispedirla entro 15 gg. lavorativi.
Mi riscriveranno per dirmi quando e' partita per tornare a casa.
Amo il supporto tecnico Kodak.

01 dicembre 2003

E' come se il mio fianco destro fosse finito dentro le fauci del coccodrillo di Peter Pan: mi sento come se qualcuno mi avesse masticato il rene destro. Da ieri pomeriggio, piu' o meno.

E quand'e' che il mimmo decide di farsi venire qualche linea di febbre e quindi avere bisogno di attenzione, coccole, esser preso in collo? Stamattina, dopo una notte passata a camminarmi su e giu' dalla testa ai piedi.

Ha anche saltato il pisolino del pomeriggio. Il che, nella migliore delle ipotesi significa nanna presto, nella peggiore (e piu' veritiera) crollo verso le sei del pomeriggio e poi sveglio come un grillo a tirare mezzanotte.
Se solo non mi facesse cosi' male la schiena...

Per genitori sull'orlo di una crisi di nervi...

Oltre a Boowa & Kwala che ci accompagnano orma da piu' di due anni con giochi, storie animate e canzoni per bimbi 0-3 anni, oggi ho scoperto anche quest'altro sito. Mentre il primo e' gratis, questo richiede una specie di abbonamento, perche' viene aggiornato ogni mese. L'eta' va da 3-5 a bambini piu' grandicelli, come Boowa & Kwala del resto.
E' partita adesso, col suo vestitino pesante.
Domani sara' gia' in Belgio dove la ripareranno.
Tornera' a casa entro tre settimane.
Speriamo faccia in tempo a passare il Natale in famiglia.
Mi manca gia'.

Come faro' 21 giorni senza la mia macchina fotografica?

29 novembre 2003

E insomma, stamattina siamo stati a vedere la casa di Babbo Natale.
Come era prevedibile se ne e' altamente fregato di: Babbo Natale in carne ed ossa (un bel travestimento finalmente), casa di Babbo Natale (troppo buia), casa dei nanetti (si sa mai che ci sia nano Berlicche..), casa delle renne (ma sono finte!).
Invece si e' lanciato su un coccodrillo di peluche (quello di capitan uncino, ovvio), una tigre piu' grande di lui (ha messo la testa dentro la bocca, come fa il domatole), una serie di ricostruzioni semoventi di mulini ad acqua e un presepe (che ha cercato di distruggere in piu' riprese).
Potevamo risparmiarci il biglietto d'ingresso, che quello che l'ha entusiasmato davvero era fuori la Leopolda. Innanzitutto la neve (finta), nonostante non si potessero fare le palle e un trenino su cui e' salito senza esitazione convinto che sarebbe partito.
E poi - la chicca finale per lui appassionato di treni - poter camminare finalmente sui binari della Leopolda, senza il pericolo che passasse un treno.
Una vera trasgressione.
Si e' addormentato in macchina.
Perche'? Perche'? Perche'?
Anche sto sabato in piedi alle sette.

28 novembre 2003

Bella giornata oggi, nonostante freddo e pioggia.
Umore in evoluzione. Marmocchio piu' affettuoso che bizzoso, al momento.
Credo che aboliro' l'albero di natale.
Attacchero' palle e stelle agli scatoloni, domani.
Tranne due. Quelli sono la nave di capitan uncino e non posso toccarli.

26 novembre 2003

Mio figlio ha un sesto senso

Se sono, che so, in lavanderia a fare una lavatrice o sto spazzando oppure sto facendo qualsiasi altra amenita' del genere, decide che puo' baloccarsi da solo.
Appena mi siedo al pc: "MAMMAAAAAAAAAA!".
Eppure ho controllato: la poltrona non cigola.
Guarda come piove ancora
sopra i tetti
e sul prato dietro di noi
Ed impronte
nel sentiero che non porta qui
ricordi lasciati lì

Presagi
nei fondi del tè
Questa pioggia sotto gli occhi
come un pianto
che non sa venir giu

Guarda come piove
nelle pozze
e su chi adesso non c’è
Solchi fondi
nei pensieri che non servon più
come pioggia dentro il tè
Ricordi
negli occhi chiusi

Questa pioggia sulle mani
come un pianto
che non piangi già più

Corri corri più lontano
corri forte
che non c’è più tempo lo sai
Corri corri
corri forte , corri sempre di più
sognando di vivere
Sorrido
guardando nel tè

Questa pioggia che confonde
il futuro
è arrivato già qui

Jacopo De Silva - La Pioggia nel Tè

25 novembre 2003

Stamattina leggero mal d'orecchi.
Raffreddore.
Stasera passato mal d'orecchi, continua raffreddore, trentasette e quattro.
Il bimbo e' a casa da scuola.
Anche domani per precauzione.
Impossibile fare qualsiasi cosa.
ODIO il babbo che lunedi' mattina ho sentito dire alla maestra:"Ancora non e' guarito del tutto, e' molto raffreddato, ma se lo tenevo a casa anche oggi finisce che a scuola non ci viene mai".

24 novembre 2003

Ma che lunedi' di merda...

Volevo ben dire...

Ecco, ora sono pienamente soddisfatta.
Sono arrivate anche le minacce.

Una chicca

Grazie alla segnalazione di dEnti non posso fare a meno di condividere con voi questo sondaggio tutt'ora on-line sul sito di F o r z a I t a l i a.


Senza parole.
Dal flame in cui mi sono volutamente coinvolta su una mailing list, finalmente ho cominciato a ricevere insulti anche in privato.
La diretta dall'auditorium potete scaricarla qui.

22 novembre 2003

Comunicazione di servizio

Per chi non lo sapesse, la kermesse contro la censura di Raiot andra' in onda domani sera su Emili.tv (Sky canale 855).

Aveva ragione!

Beh, non potete immaginare la faccia che ho fatto quando al bar l'altra mattina ho trovato la pubblicita' di Florence Noel: alla Stazione Leopolda c'e' la CASA DI BABBO NATALE!

Come diavolo si fa ad essere genitori di un bimbo che ti scavalca sempre a sinistra?
Ce lo porto? Non ce lo porto?
Mi dira' senz'altro per prima cosa: "Telavevodettoio! Visto?"
E poi: riusciro' a portarlo via? E se ci vuol tornare tutti i giorni?
No, perche' ho capito il motivo per cui le ultime sere non voleva andare a dormire: stava aspettando l'ELICOTTERO di babbo natale!

21 novembre 2003

Seddiovuole...

Fino a martedi' non se ne parla PIU'!
Di lavoro, dico.
Ogni volta che penso al lunedi' libero mi sento una miracolata.

Non c'e' niente di meglio di un bel flame con un seguace del nano pelato per corroborarmi e prepararmi alla giornata.
Meglio del caffe'!

20 novembre 2003

19 novembre 2003

Da una decina di giorni osservo le facce della gente per strada.
Cerco un sorriso, un'espressione distesa, ma trovo soltanto musi ingrugniti o sofferenti.
C'e' poca allegria, molta pesantezza.
Non e' rimasto piu' nessuno spensierato?

Provo con l'effetto specchio e cerco di distendere i tratti del mio volto, di atteggiare un sorriso.
E' difficile anche incrociare gli sguardi. Tutti chiusi nei propri pensieri.
Tutti in cattiva compagnia.

18 novembre 2003

La telefonata a Babbo Natale (l'avventura continua)

[Flash back: la mamma chiede al bambino cosa scrivere nella letterina.
Bimbo detta:"Caro Babbo Natale, sono Capitan Uncino".]

BN:Ciao Capitan Uncino!
CU:Ciao! Io ti ho chitto anche la lettelina!
BN:Si' lo so, ho visto mentre la scrivevi. Vuoi che ti saluti Nano Berlicche?

[Nota: Nano Berlicche nasce dalla fantasia della nonna. E' il nano aiutante di Babbo Natale che tutte le sere passa a controllare che nelle case dei bimbi i balocchi siano in ordine. Se trova dei balocchi fuori posto pensa che al bimbo non servano piu' e li porta ad altri bambini senza giochi. E' uno stronzetto perche' fa anche la spia a Babbo Natale. Questa versione e' stata addolcita da mamma e babbo spiegando al marmocchio che Babbo Natale e' GIUSTO e se Nano Berlicche gli dice una bugia oppure il bimbo aveva un motivo per non riordinare, Babbo Natale avrebbe sculacciato Nano Berlicche. Io me lo immagino come Berlusconi col cappuccio verde e sta cosa delle sculacciate mi appassiona. Appassiona anche il piccolo. Torniamo a noi.]

CU col vocino:"Si'!"
BN:"Nano Berlicche, ti saluta Capitan Uncino, a proposito... dimmi dimmi... e' un bravo bambino che riordina i suoi balocchi?
NB con voce stridula:"Si'!Si'!"
BN:"BRAAAVO Capitan Uncino, Nano Berlicche mi dice che sei proprio bravo e riordini tutti i balocchi la sera, vero?"
CU con voce tremante:"Si' e' velo!" Poi si guarda intorno preoccupato e nota almeno dieci macchinine sparse per il salone ed un numero imprecisato di pezzi di lego sparpagliati qui e la'. Cosi' ammolla la cornetta al babbo e corre veloce a sistemare tutti i giocattoli, affannandosi di corsa, uno ne raccoglieva e due li cadevano, sempre con un occhio al telefono.
BN:"Capitan Uncino ci sei ancora?"
[Babbo e mamma col cuore spezzato dalla tenerezza]
CU col fiatone:"Si'!"
BN:"Allora, mandami la letterina coi balocchi che preferisci e io cerchero' di portarteli il giorno di Natale. Non prima pero'! Ora vado che - sai - sono molto indaffarato con i pacchetti. Lo mandi un bacino a Babbo Natale?"
CU:"PCIUK!"
BN:"Oh!Oh!Oh! Sei un bravissimo bambino. Ciao!"
CU:"Ciao!"

La mamma dopo due minuti scende le scale e con aria svagata chiede:"Chi era al telefono?"
"Babbo Natale mamma! Dove sono mie scappe?"
"Che ci fai con le scarpe Gioele?"
"Vado a tlovare Babbo Natale!"

Il resto e' storia nota.

to be continued...

E cosi', approfittando di un momento di distrazione del piccolo despota, sono salita in camera da letto e Giovanni mi ha chiamato inscenando la telefonata con Babbo Natale.
Ho sfoderato le mie migliori doti di attrice, attingendo dal profondo del diaframma il vocione, amplificato dal viva-voce.
Non l'avessi mai fatto.

Tenerissimo durante la telefonata, cocciutissimo - dopo - nel voler andare assolutamente a trovare Babbo Natale.
Non c'e' stato verso. Non l'ha convinto sapere che i bimbi che vedono Babbo Natale non ricevono i balocchi, che la Lapponia e' lontanissima, che era molto indaffarato, che stava rigovernando le renne che avevano dormito quasi per un anno. Quando si ficca una cosa in testa vorrei vedere qualcuno di voi in grado di fargli cambiare idea.

Verso le nove e un quarto, due adulti e un bambino vagavano in auto per una Firenze stranamente nebbiosa, cercando la casa di Babbo Natale.
Gioele, molto sicuro di se', ci ha dato le indicazioni per la strada portandoci fino alla piazza vicina alla casa della nonna, cantilenando in continuazione:"Dov'e' BabboNatale?"

Dopo venti minuti di ovvie, infruttuose ricerche, sono sbottata in un:"Non c'e'! Ha avuto un incidente con la slitta e le renne l'hanno pestato, ora e' in ospedale!" sottovoce e fra i denti ma non abbastanza perche' il piccolo non sentisse e chiedesse speranzoso:"In quale ospedale l'hanno portato?".

Per fortuna (?) prima che mi arrendessi alla voglia di raccontargli che Babbo Natale non esiste, ha pensato bene di cadere addormentato e cosi', col cappuccio sulle ventitre' e russando come un carrettiere lo abbiamo finalmente riportato a casa.

17 novembre 2003

Siamo nel duemilatre'

In mezzo alla posta e' arrivato un catalogo di giocattoli.
Stasera semisdraiati sul tappeto abbiamo segnato quelli che avremmo chiesto a Babbo Natale.
Poi, lui eccitatissimo, abbiamo scritto la letterina.
Siccome i regali erano tanti e la faccenda andava un po' per le lunghe, ad un certo punto mi fa:
"Ehi! Mamma! Perche' non lo telefoniamo?"

Che c'e' da guardare?
Mica avevo scritto "per sempre", no? :-)

16 novembre 2003

Chiuso.

Sguardo circolare intorno a me

La casa e' un casino, cucina a parte.
Emmenefrego!

Coazione a ripetere

Sono nata a Milano.
Non ricordo che mia madre mi abbia mai raccontato favole, in compenso ricordo benissimo (anche se ho abitato li' in via delle Azalee soltanto fino ai tre anni), che mio padre la sera mi leggeva Pinocchio.

Giovanni oggi, con lo sguardo illuminato, mi ha detto che ha finalmente capito cosa c'e' di buffo nel mio modo di raccontare le storie a Gioele: prendo l'intonazione milanese.

Poi uno dice che devi dimenticare il passato...
Babbo:"Gioele, sai che se sarai molto molto bravo, per il tuo compleanno avrai un regalo da grande?"
Bimbo si volta attentissimo:"Si?"
Babbo:"Si'. Avrai in regalo la tua cameretta con il lettino tutto per te!"
Bimbo si sganascia dalle risate e risponde:"Che sciocco che sei babbo!"

15 novembre 2003

Corsi e ricorsi storici

Casa nuovamente invasa da scatoloni und computer.
Ennesimo trasloco, causa chiusura ultimo negozio.
Requiescat in pace.
Due giorni e mezzo che corriamo come trottole.
Orari indecenti, cene e pranzi saltati, nonna impegnata a pieno ritmo.
Bimbo praticamente e giustamente isterico.

Non penso che sarei mai andata in paradiso.
Di certo le minime possibilita' che avevo me le sono giocate tutte con la trafila di bestemmie (silenziose e non) delle ultime 60 ore.
Amen.

13 novembre 2003

Sul divano a farci le coccole nel pomeriggio, tra un cambio di canale e l'altro, una giornalista parlava di guerra.
"Mamma hai sentito cos'ha detto quella signolina? Guella. Mi racconti la storia della guella?"
"La storia della guerra? E' una storia molto triste, Gioele".
"Ma no mamma quella della guella e del ciplesso!"
"QUERCIA, Gioele QUERCIA, non guerra. E' diverso, molto diverso".

E poi questa sera a musica Matteo voleva giocare alle bombe.
E Margherita voleva quelle piccole piccole che fanno un rumore che stride.
Gioele con un cracker in mano e tante briciole sparse dappertutto li ascoltava a bocca aperta, senza capire.
Poco conta che Arnolfo non ci sia stato a giocare alle bombe, ne' grandi ne' piccole e che la musica abbia riempito subito un vuoto di parole.

So che saro' in grado di spiegare al piccolo che le bombe non sono un gioco divertente, anche se sugli scaffali dei negozi di balocchi continuiamo a trovarci i soldatini.

11 novembre 2003

Il pulsante di zoom della mia macchina digitale non funziona piu'.
Ho provato a smontarla, perche' sembra che in una delle due posizioni non faccia piu' contatto, ma l'unica cosa che sono riuscita a togliere e' stata la mascherina esterna. Il resto e' un blocco unico e non voglio fare ulteriori danni.
Non capisco come possa essere successo. E' vero che me la porto sempre dietro, in borsa, ma e' protetta da una custodia. Sembrerebbe caduta (e qui - non so perche' - mi vien da pensare all'angioletto azzurro).
Fulmineo, mentre scrivo queste due righe, il ricordo.
E' caduta. Dalla scrivania, qualche giorno fa. Quello che il mio neurone non mi ritorna e' l'autore del misfatto.
Si sovrappongono le immagini di Gioele sdraiato sotto la scrivania che gioca a tirare tutti i fili che penzolano, e di Fred che inciampa travolgendo tutto quello che trova sul pavimento, passandomi accanto di corsa perche' hanno suonato alla porta.

Non mi importa scoprire il colpevole, sto divagando.
E' che mi sento come se mi avessero tagliato via un pezzo, come se mi fossi rotta un braccio.
Mi sento persa, vuota, con un'occasione in meno a disposizione.
E la guardo sconsolata, senza nemmeno poterla fotografare, cosi' smontata e nuda com'e'.
Mal di testa.

10 novembre 2003

Ieri sera, verso le nove e mezza, Gioele decide che vuole andare a fare una passeggiata col babbo.
Scopriremo poi che ha in mente un piano ben preciso, ma questa e' un'altra storia.

Prima di uscire mi chiede il suo telefono.
"Quale vuoi, Gioele?"
"Quello finto, mamma".

Alle volte mi chiedo se...
Forse e' meglio non chiederselo :-)

09 novembre 2003

In certe situazioni dovrei vivere con uno scarto temprale di un paio d'ore.
Oggi, su un blog, ho letto una cosa che mi ha fatto uscire dai gangheri.
Stasera, ripensandoci, ho la freddezza di pensare che se una persona ragiona in un certo modo ha tutto il diritto di farlo e io il dovere di rispettare le sue decisioni.
Mi rompe un po' pensare che questo coinvolge anche la vita di un bimbo piccolissimo, ecco.
Questo si'.


08 novembre 2003

Abbiamo acceso il camino.
E, con sorpresa, mi sono accorta che da qui lo vedo perfettamente.
Stasera si va di grigliata, con due cari amici.

Ero piccina quando avevo un camino in casa, non ricordavo quanto scaldasse.
Dentro e fuori.

Per pochi intimi...

Sveglia, deleto.

07 novembre 2003

Mi hai detto che sul lavoro sono una sicurezza. Non perdo mai la calma, faccio quel che deve essere fatto, macino chilometri sul filo del telefono, inarrestabile. Quel che si deve fare si fa.
Detto da te - per inciso - e' piu' che un complimento, un'ovazione da stadio.

E' cosi' che ieri ho affrontato i fornitori dell'altra societa'.
Sollecitato risposte fino all'ultimo minuto.
Oggi mi sono presentata alla riunione con i miei fogliolini e i fax e un sacco di euro-zeri risparmiati.
Sono riuscita a non prenderla come una questione personale e per un breve attimo mi sono sentita vincente.
E le parole taglienti del nostro futuro ex-socio mi hanno tirato fuori dallo stomaco un ringhio sordo:"E' di mio marito che stai parlando".

Non mi e' bastato. Non sono riuscita, non riesco - ora - a gestire il calo di adrenalina, il rimpianto per tutto il tempo buttato via [per non parlare dei soldi] come due bischeri.
Lo dicevo io per prima, oggi, che non si puo' convincere il mondo che tu hai ragione. E' fatica sprecata. Quello che conta e' sapere che hai agito nel giusto, come meglio potevi, seguendo i tuoi principi di onorabilita' e onesta'.

Ma sono solo parole. Quello che resta e' il groppo allo stomaco e la voglia di ficcare due dita negli occhi di un paio di bastardi che hanno incrociato la nostra strada e polverizzato la vita.

No, non sono dell'umore migliore in questi giorni.
Ma lotto, non mi lascio scivolare addosso la vita.
Odio con tutte le mie forze quelle confezioni in cui c'e' scritto per aprire tirare qui e immancabilmente ti resta in mano soltanto il triangolino.
Sono in ufficio. Devo stampare una decina di fatture e altrettanti solleciti, ma ho finito la carta.
Il mitico rag. R. che me la deve portare da una settimana continua a dimenticarsene.
Cosi' dal mio buchetto di ufficio chiamo Vale la segretaria e l'avverto che passo a prendere una risma delle sue.
"Ma sta piovendo! Ce l'hai l'ombrellino?"
"Piove? No, niente ombrello e niente cappuccio."
"Allora aspetta che trovo io qualcuno che te la porti"
Passano nemmeno cinque minuti e arriva un ragazzo dal magazzino (senza ombrello) che mi consegna una risma appena appena inumidita.
Ringrazio e comincio a stampare.
Dopo neanche due minuti dal piazzale sotto la pioggia il capo-magazzino mi chiama e chiede: "Patrizia! Ti hanno portato la carta?"
"Si'! Grazie!" urlo io da dietro la finestra.

"Ma guarda - penso - si son tutti preoccupati che io avessi la carta senza bagnarmi"
E mi commuovo.

Pensa te come son messa!

06 novembre 2003

Mamma urla.
Bimbo:"Che succede, mamma?"
Mamma:"Mi sono bruciata con l'olio"
Bimbo:"Ti sei bluciata?"
Mamma:"Si'!"
Bimbo:"Babbo, la mamma si e' bluciata, bisogna chiamare i pompieri!"

Mi sbagliavo

Non e' passata la buriana.
Ne' dentro ne' fuori. Il vento soffia sempre forte e scuote tutto fin dalle fondamenta.
Passaggio obbligato di questo cammino.
Succede.

Cito testualmente da ***
"E’ sempre salutare circondarsi solo di quelle cose e persone che abbiano una reale attinenza con la nostra vita presente."

05 novembre 2003

Siamo qui
perché non c'e' alcun rifugio
ove nasconderci da noi stessi
Fuggiremo
fino a quando
non sapremo incontrare noi stessi
negli occhi e nel cuore degli altri
Non avremo scampo dai nostri segreti
fino a quando non li condivideremo
Se temi di essere conosciuto
non conoscerai ne' te ne' gli altri
sarai solo
Siamo qui
per manifestarci a noi stessi nella luce
non come i giganti dei nostri sogni
non come i nani delle nostre paure
ma come esseri parte di un Tutto
col nostro contributo da offrire

04 novembre 2003

Va meglio

Mi sento di nuovo "centrata" su me stessa.
Ho preso una decisione.
Ritrovero' il pezzetto che manca.

Passata la buriana, e' tornata un po' di calma.

Al ritorno da scuola

"Mamma, oggi mi sono divertuto tantissimo!"

03 novembre 2003

A volte basta poco...

Un cencino appena inumidito et voila'!
Lo schermo del mio portatile e' diventato nuovamente nitido.

01 novembre 2003

Solo una breve considerazione.
A volte e' veramente dura essere rispettivamente nuora e sposa di M.me e Mr. Perfezione.
Vorrei il nome dei pubblicitari che han deciso che anche qui da noi si deve festeggiare Halloween.
Come non bastassero gia' le cagate di festa del papa', della mamma o S.Valentino.

Vabbe', a parte questo, stanotte alle dieci e mezza ha suonato una banda di ragazzi immagino per il solito dolcetto/scherzetto.
In quel momento esatto stavo tenendo la fronte di mio figlio in preda ai conati per sovraccarico di tosse.
Se non avesse fatto un freddo cane, mi sarei affacciata alla finestra per farglielo dare direttamente in testa da Gioele, il dolcetto.

Decisamente invecchiando non mi migliora il carattere.

31 ottobre 2003

Fase di stanca, con Gioele a casa da scuola ieri e oggi perche' tossicoso.
Stanotte mi ha tenuta sveglia fino alle cinque.
Mi sto tenendo alla larga anche dai blog.
Voglia di far nulla, in verita'.

29 ottobre 2003

Primo passo

Concordato nuovo orario di lavoro.
Lunedi' festa, mercoledi' tutto il giorno, giovedi' solo il pomeriggio.
Questo dovrebbe permettermi - nel lungo periodo - di recuperare un giorno o una mattina in cui posso utilizzare un po' di tempo solo per me.

28 ottobre 2003

Tranquilli

E' tutto sotto controllo: l'amore universale e' passato.
Son di nuovo in modalita' odiotutti.

Veramente ce l'ho soltanto con me stessa, perche' mi caccio da sola in situazioni che mi stressano e poi mi lamento.
Eppure deve esserci una via di uscita, un modo di organizzare meglio il tempo.
Il MIO tempo. Cazzo!

Calma, respira.

27 ottobre 2003

Godetevelo :-)

Ho un momento di immotivato amore universale.


La sfiga continua a vederci benissimo

Mi son schiacciata un dito nella porta.
Quella blindata che ha gia' al suo attivo il pollice di Gioele.
Il dito indice della mano destra. A parte la sfilata di bestemmie, il dolore allucinante e il fatto che ero gia' in ritardo per andare a ritirare il marmocchio all'asilo, stasera mi chiama il commercialista e mi chiede una serie di dati inumana relativa al 2002 entro domattina per la dichiarazione dei redditi aziendale.
No, dico, presente digitare per piu' di un'ora numeri sulla calcolatrice con un dito spiaccicato?

Fanculo...
Possibile che tra tutti gli orologi di casa l'unico che e' rimasto sull'ora legale (ed e' pure radiocontrollato) sia stata la sveglia?
In piedi come coglioni alle sei e quaranta.
Ovviamente ieri sera l'ho persino puntata dieci minuti prima.
Porca troia. E non c'e' verso di convincere un bipede di quasitreanni che si puo' restare a dormire un'altra oretta.

26 ottobre 2003

Nel sogno...

Stanotte
Sono le cinque di mattina e sto facendo un sogno.
Sento sbattere una porta e suonare una sirena.
In una frazione di secondo apro gli occhi e realizzo che:
a) la sirena e' mio figlio che piange
b) non e' stata una porta a sbattere.
Lo prendo in braccio e nella penombra vedo che si tiene una mano sulla bocca, istintivamente la tocco e mi ritrovo la mano piena di sangue. Vado in bagno senza accendere la luce e lo bagno con l'acqua fredda finche' non si calma.

Stamattina
Sangue ovunque, sul suo cuscino, sulle sue mani, sul mio pigiama, sulle mie mani, su un mio ginocchio. Quando lo guardo mi sembra si sia rifatto le labbra col silicone. Probabilmente scavalcando la sbarra del lettino gli e' scivolata la mano ed e' andato giu' diretto con la bocca sullo spigolo. I denti ci sono tutti.
Prossima volta accendo la luce.

CVD

Ore 7:15: "MAMMAAAAAAAAAAA! Mi scappa la pipi'!"

25 ottobre 2003

Ora solare

Che tristezza, da domani torna l'ora solare...
Tiriamo via un'ora e il pomeriggio sara' gia' buio.
Le persone normali si cuccano un'ora di sonno in piu'.
I genitori invece si alzano un'ora prima: il marmocchio che di solito si sveglia alle otto (ora legale) a prescindere dal giorno della settimana, domattina alle sette (ora solare) urlera' "COLASIONEEEE!".
L'unica via di fuga sara' sperare nel buio e convincerlo ad aspettare che almeno filtri un po' di luce dalle finestre.

24 ottobre 2003

Centoventi euro di visita piu' quaranta di medicine.
Fred ha l'otite.
Prossima volta che scrivo "adesso mi rilasso" mi tiro una martellata su un alluce.
Dal momento in cui ho spedito quel post non mi sono fermata un attimo.
Per giunta il toast che ho mangiato a pranzo (pranzo? eran quasi le tre) probabilmente aveva il formaggio "guasto".
Ho tirato una decina di conati di vomito da stendermi, ma non son riuscita a liberarmene.
Peccato, perche' sarei stata subito meglio. Invece sono tutta stordita e ho la nausea.

Buffo, perche' non e' capitato solo a me oggi... [questa la capisce una sola].

Blah, mi sa che e' ora di andare a ritirare il topolino, che la nonna sara' stremata.
Mi fido a guidare?

23 ottobre 2003

FINITAAAAAAAAAA!

Fine settimana lavorativa, ora adesso in questo momento esatto.
Domani sciopero (e nonna gia' allertata per tenere il pargolo), poi sabato, domenica e se ne riparla lunedi'.
Adesso mi rilasso.
Oh!

22 ottobre 2003

Insomma ieri, usciti dal Tribunale, abbiamo fatto un giro in centro e son voluta andare dal porcellino a sfregargli il naso.
Lunga discussione fra me e Giovanni: io sostenevo che porta soldi, lui che funziona come la fontana di Trevi ("E te ci sei gia' a Firenze" con tono costernato).
Imperterrita, strofino il muso del "cignale", prendo 20 centesimi dal portafoglio di marito e, seguendo l'esempio dei tre o quattro americani prima di me, infilo la moneta nella boccuccia della bestia e la lascio andare.
Funziona cosi': sotto il muso c'e' una grata e la moneta deve infilarsi in una delle fessure senza rimbalzare.
Ehm...
La mia cade senza rimbalzi, ne' incertezze all'ESTERNO della grata.
La guardo costernata e un americano li' accanto ride, mi da' una pacca sulla spalla e dice "NO GOOD LUCK!"
"Fanculo te e la tu' mamma maiala" gli rispondo mentalmente, poi gli sorrido e faccio le corna con la mano nascosta nel giaccone.

21 ottobre 2003

Piu' o meno un anno e mezzo fa la nostra tata si e' licenziata da un giorno all'altro.
Evabbe'.
Ci chiede il pagamento della liquidazione, noi facciamo una botta di conti e lei si scandalizza e spara una cifra almeno doppia. Le rido in faccia.
Rifaccio fare i conti da un consulente del lavoro e il risultato si discosta di una cinquantina di euro (a nostro favore) dalla cifra che le avevamo detto. Lei insiste.
Evabbe'.
Inizia una serie di telefonate da parte della figlia comprendenti insulti fino alla terza generazione (nostra) e poi passa in veloce successione al conteggio fatto dal sindacato (con orario inventato di sana pianta per giustificare la sua richiesta) e subito dopo alla lettera dell'avvocato. Nel frattempo la cifra e' triplicata. Io comincio a chiamarla estorsione.
Evabbe'.
Tentativo di conciliazione alla camera del lavoro fallisce perche' noi ci rifiutiamo di pagare l'onorario del suo avvocato (spropositato), ma col libretto di assegni in mano siamo pronti a firmare una cifra lievemente superiore a quella di cui lei ha diritto.
Evabbe'.

Stamattina 10:30 Tribunale civile sessione lavoro.
Il suo avvocato si prende subito una parte di merda dal giudice perche' hanno rifiutato la conciliazione, anche perche' capisce subito che tutto il lavoro dell'avvocato mira semplicemente a salvaguardare la sua parcella e non gli interessi della sua cliente. Dopo brevi consultazioni, ci accordiamo per quattromila euro composti da tremiladuecento a lei e ottocento al suo avvocato. Alla camera del lavoro hanno rifiutato tremilacinquecento a lei e cinquecento all'avvocato.
Evvabbe', sei stronza, cerchi di fare il colpo e ti becchi il difensore che ti meriti.

Infatti, alla fine dei salmi, dopo quasi un anno e mezzo lei ha intascato quello che secondo noi aveva diritto ad avere, pero' il suo avvocato e' piu' ricco di ottocento euro. Quello che mi fa incazzare e' che lo stronzo abbiamo dovuto pagarlo noi, perche' abbiamo riconosciuto il suo diritto ad avere la liquidazione.
Questo non mi fa sentire esattamente tutelata dalla giustizia italiana, ma sono perfettamente consapevole che c'e' di peggio e quindi sto zitta.

Piccola nota di colore: quando siamo entrati tutti quanti nello studio del giudice per firmare l'accordo, lei si e' slacciata la giacca, perche' faceva caldo. Mi e' caduta la mascella sul tavolo quando mi sono accorta che il maglione che indossava era uno dei MIEI.

19 ottobre 2003

Scatola, scatola, scatola, scale
scale, scale, scale,
computer, monitor, tastiera, scatola
scatola, scale, scatola, scale
vestiti, vestiti, vestiti, vestiti
scatola, scale, scatola, scale
cantina, polvere, polvere, polvere
scatola, scale, polvere, scale.

18 ottobre 2003

Sto leggendo la trilogia di Pullman (La bussola d'oro, La lama sottile, Il cannocchiale d'Ambra).
Sono al secondo libro e devo dire che mi ha catturato.
Non scrive benissimo per i miei gusti, sembra quasi un libro per ragazzi, ma lo e' anche Harry Potter (di cui si rivive l'atmosfera) ed e' scritto molto meglio.
Eppure ha ricevuto un sacco di riconoscimenti. Forse in lingua originale e' piu' scorrevole.
E' geniale l'idea del daimon (gli animaletti che accompagnano gli esseri umani lungo l’intero corso della loro vita, un po' come se fossero la loro anima "esterna"). Non e' originalissima invece la trovata dei mondi paralleli, e credo che sia da qui che ha preso l'ispirazione Tullio Avoledo per L'Elenco telefonico di Atlantide.
Comunque sia la lettura e' davvero appassionante e non vedo l'ora che il marmocchio si addormenti per leggermi le ultime dieci pagine de La lama sottile.
Si', sto meglio, grazie.
Ho saltato il pranzo con gli amici di Giovanni e sono andata dalla nonna con Gioele.
E' bastato riposarmi un po' e - soprattutto - dormire tre ore di fila abbracciata al cucciolo. Mi son svegliata senza mal di testa e ora sono soltanto un po' instabile, ma le vertigini sembrano passate.

Il giramento di palle e' tornato subito appena ho messo piede in casa e ho visto la montagna di scatoloni che giace nel nostro soggiorno, ma questa e' un'altra storia.
Attacco di cervicale coi fiocchi. Vertigini, mal di testa, nausea...
Non c'e' che dire, si prospetta un weekend davvero intenso.

17 ottobre 2003

Meno male c'e' la scuola materna (anzi scuola dell'infanzia) che coadiuva i genitori nel difficile compito dell'educare i pargoli.
Ora, quando gli dico "Gioele, questo non si fa!" si gira e mi fa una pernacchia.

16 ottobre 2003

Abbiamo ricominciato le lezioni di musica(*). Si e' divertito come un pazzo. Ha voluto a tutti i costi portarsi dietro la sua chitarra nuova (una piccola Bontempi di legno) e ha scoperto che il suo compagno di corso va alla materna con lui. Sono in classi diverse ma fanno la nanna del pomeriggio insieme.
Si sono scatenati.
Secondo me Arnolfo (il maestro di musica), dopo stasera, cambiera' mestiere.

(*)Per gli interessati, si tratta di un corso di Musicainfasce. Si basa sulla Music Learning Theory di Edwin Gordon; è una metodologia attraverso la quale gli insegnanti guidano il bambino (da 0 a 6 anni) alla scoperta della musica in un modo che segue pari pari l’apprendimento del linguaggio. Le lezioni, o meglio gli incontri, sono ricchi di stimoli musicali, di giochi, di situazioni in cui la naturale musicalità del bambino trova un ambiente dove esprimersi.
Ehi, tu, papera!
Beh, si sparisce cosi'? Senza dire nulla?
Non si fa, ecco.

14 ottobre 2003

Un regalo inaspettato dal mimmo stasera.
Si e' addormentato alle nove e mezza e mi ha permesso di [dis]gustare tutta la puntata di Report.

Diffondete, diffondete!

Ho deciso.

Io da grande voglio essere come Sable.
Mi piacerebbe sapere quale karma negativo devo scontare, se non fossi certa che si tratta solo della mia stupidita'.
Sto DI NUOVO affrontando due traslochi. I soliti due che si trascinano da mesi ormai.

L'ufficio e' quasi tutto inscatolato e domani sediovuole vengono a prendersi le scatole.
Casa piccola mancano solo due o tre bischeratine della cucina, ma il resto e' pulito, a parte scale e stessa medesima cucina.

Ma la domanda che mi sorge spontanea e': come mai marito (*) quando c'e' da far le scatole e' sempre al telefono e soprattutto come mai se io sono quella allergica a polvere e detersivi mi toccano sempre le pulizie?

Se non fossi la signora che ho gia' dimostrato in piu' occasioni di essere, bestemmierei.
Maremma maiala.

(*) ©Paperoga

13 ottobre 2003

Tranquilli...

Il ringhio che sentite in sottofondo e' il mio.
Troppe cose.
Voglio/debbo fare troppe cose.
Non riesco piu' a lavorare sull'urgenza.
Stanotte mi sono rigirata nel letto fino alle tre. Appena son riuscita ad addormentarmi si e' svegliato Gioele e alle quattro voleva alzarsi. Avro' dormito si e no due ore. Non di fila.
Io non reggo, sara' la vecchiaia.
E come cazzo si invecchia male.

12 ottobre 2003

Avrei voluto scrivere un bel post, stasera.
Che mi accompagnasse a dormire cancellando l'incubo di oggi pomeriggio.
Invece ho la testa vuota (e dolorante) e la consapevolezza che si sta chiudendo il fine settimana.
Sereno con Gioele, un po' meno con Giovanni.
Peccato, pero'.
E l'incubo che non riesco a scacciare mi raccontava tutto.

10 ottobre 2003

Ieri primo colloquio con le maestre. La cosa che mi ha fatto piu' piacere sentire e' stata che "non si fa mettere i piedi in testa da nessuno". Finalmente ha imparato a difendersi e quando non ce la fa "richiede l'intervento dell'adulto".
Il resto non lo scrivo per pudore, ma sono davvero orgogliosa di lui.
Stasera invece il nido ha organizzato una pizzata ed e' stato tenerissimo, non stava piu' nella pelle, emozionato nel rivedere le sue tate, felicissimo di ributtarsi nella piscina piena di palline, mi ha salutato con un ciao ciao felice e quando siamo tornati a prenderlo non voleva piu' venire via.

Noi due - nel frattempo - cena a lume di candela, anche se abbiamo saltato il dolce perche' il tempo era scaduto.

Cercasi disperatamente

Smarrito buonumore evidentemente ingiustificato indossato per tutta la giornata di ieri.
Segni particolari: sorriso e serenita'.
Chi l'avesse visto e' pregato di contattarmi urgentemente.
Lauta ricompensa.

09 ottobre 2003

L'ho fatto anche io

Caro Rillo, grazie per avermi dato l'idea. Domani pomeriggio ho appuntamento all'ufficio del Libro parlato per ritirare le mie cassette e il libro. A Firenze hanno bisogno di donatori di voce, se qualcuno avesse voglia di farlo basta contattare l'Unione Ciechi.

06 ottobre 2003

And the winner is...

Guarda il Re Leone 2 seduto sul divano.
E ride di una risata gorgogliante come solo i bambini sanno fare. Poi si aggronda, serio. Poi ride di nuovo a squarciagola.
Vince il premio Oscar per la migliore colonna sonora.

04 ottobre 2003

Ricordi pre amniotici?

"Sai mamma, quando ero piccolissssimo che non avevo le mani, non avevo le gambe ne' i piedi, non avevo nemmeno la bocca. Pero' avevo le ali e facevo dei voli suuuuuuu e giu' era bellissimo!".

- E poi?

"Io volavo da solo e poi atterravo e dicevo: dov'e' la mia amica mamma? E ti ho trovata".

La torre di Alcatraz

Sono la detenuta n. 40.

03 ottobre 2003

Ultime parole famose

Prima che me lo faccia notare qualcuno: lo so che avevo scritto che avrei fatto una pausa di silenzio.
Beh, ho cambiato idea, che non si puo'? :-)

Ricevo e diffondo

"In caso di interruzione dell'erogazione della Corrente
Elettrica per guasto oltre 90 minuti, deve corrispondere ad ogni utente
l'importo di euro 25,82
da accreditare sulla bolletta successiva. Sara' bene che ogni
utente lo ricordi al suo gestore (Enel, Acea, Aem, etc..) inviandogli,
entro 30 giorni dal fatto, una raccomandata A/R cosi' come da modulo
predisposto che si puo' scaricare da Internet al seguente indirizzo
http://www.aduc.it/dyn/sosonline/modulistica/modu_mostra.php?Scheda=40178
a cui puo' aggiungere, in caso ci fossero danni e si fosse in grado
di documentarli, la richiesta di risarcimento degli stessi, riservandosi, in
caso contrario e se non dovesse rispondere entro 15 giorni, di adire le
vie legali."

Varra' anche per il blackout di domenica?

Sindrome ossessivo compulsiva genitoriale

Ci sono alcuni piccoli segnali che possono aiutarci a capire che il livello di stress da mammite/babbite acuta sta avvicinandosi alla soglia limite.

A puro titolo di esempio, in assenza del bambino/a:

- accendere la tv e mettere automaticamente sul canale di rai sat ragazzi o accorgersi solo dopo un po' che stiamo seguendo le ultime avventure dei Teletubbies
- dondolare il passeggino anche quando e' vuoto o, in alternativa, dondolare il carrello al supermercato in coda alla cassa o in assenza di carrello, dondolarsi semplicemente cullando la spesa
- in macchina voltarsi a controllare il seggiolino anche se e' vuoto
- canticchiare immotivatamente cicale, whiskey il ragnetto, issa la vela..
- fermarsi soltanto un attimo prima di urlare "guarda un treno/un aereo/ una gru/un traliccio/ una galleria"
- dichiarare sempre ad alta voce il colore del semaforo, o in alternativa, urlare al tassista "Verde, via si parte!"

Si accettano contributi.

Devo smettere di leggere l'oroscopo

"Leone (23 luglio - 22 agosto)
In questi giorni il tuo odore naturale è forte e buono. Il tuo corpo è più flessibile del solito e la tua forza di volontà è straordinariamente elastica. Anche quando sei stanco, la tua voce è una melodia salutare; e quando sei riposato, le tue parole sanno disperdere la tensione accumulata da lungo tempo. La tua capacità di proteggere e stimolare gli altri mi ricorda una madre che dispensa consigli decisi ai suoi ragazzi. E il tuo coraggio brulica di innocente buon senso.

Giuro che potresti ipnotizzare un serpente agitato o spalancare gentilmente una mente chiusa."
Ora gli scrivo due paroline gentili a Rob Brezsny

Sensi di colpa

Non posso piu' vivere cosi'.
Ogni mattina il cuore fatto a pezzettini dal piccolo despota che prima fa il labbrino e poi scoppia a piangere.
E mi sento in colpa. In colpa perche'? Ci si chiedeva ieri sera.
Perche' so di non essere in grado di fare la mamma casalinga organizzata che porta il bambino al parco, si incontra con altri bambini, prepara i biscotti all'ombra di un grande mulino bianco.
Non sono una mamma perfetta, ecco. Nemmeno una persona perfetta se proprio vogliamo estendere il discorso. A volte nemmeno tanto persona.
E poiche' la scuola materna (o a suo tempo il nido), rappresentano la liberazione dalle nove alle quattro e mezza, ecco che mi autopunisco con ansie del tutto immotivate, sensi di colpa, strazi.
Oh, io non ce la fo a vivere h24 con un bambino di tre anni. Lo adoro, ma - spesso - e' insopportabile, bizzoso, irragionevole, dispotico come e' giusto che sia.
E la considero una mancanza, da parte mia.
E non vale a nulla pensare che mentre lui "lavora" a scuola, del tempo "libero" ne faccio un uso assolutamente non ludico, anzi.
E se il problema fosse proprio questo? Ma non riesco a darmi una risposta.

01 ottobre 2003

Doverosa.
Ciclica.
Perdurante.
Pausa.
Di.
Riflessione.

Un po' di silenzio, poi torno.

29 settembre 2003

Riemergo lentissimamente dall'ottundimento catarrale, nella giornata piu' lunga che ancora deve finire.
Dimenticavo che con oggi si e' completato l'inserimento di Gioele: ha dormito a scuola.
Tutto bene, nonostante stamattina avessi un po' di timore a mandarlo perche' mi sembrava avesse la fronte calda.
E' un bravissimo bambino. So che non me lo merito, con tutto quel che abbiamo litigato ieri.
Ora e' fuori con il suo babbo, insieme abbracciati sotto l'ombrello, anche se non piove.
Coraggio Pat., fra quattro ore, minuto piu', minuto meno, ti stenderai sotto le lenzuola e potrai di nuovo riposarti.

Memo: ricordarsi di rifare il letto. I calcinacci sono molto piu' fastidiosi delle briciole, accidenti all'architetto dei miei stivali.
Battuto tutti i record quest'anno. Non e' nemmeno iniziato ottobre e rantolo gia' in preda alla prima bronchite di stagione. Se il buongiorno si vede dal mattino...

28 settembre 2003

Stanotte mi sveglio.
"Giovanni, manca la luce oppure sono diventata cieca?"
"La prima che hai detto, o son diventato cieco anche io"

Stamattina. Ancora senza luce. Macchinetta del caffe' non funziona. Vabbe', me lo faccio con la moca.
Non c'e' nemmeno l'acqua.
Bestemmio sottovoce. Affacciati alla finestra i miei vicini con la faccia nera.

Alle 8:32 torna finalmente la luce, ma non l'acqua.
Su Repubblica non c'e' nulla e maledico Enel e Publiacqua che non hanno avvisato dell'interruzione dei servizi.
Invece l'ansa mi informa che il black out e' stato totale.

WOW, come l'America e Londra!
Siamo davvero una nazione seria allora.

27 settembre 2003

25 settembre 2003

Sono arrivata tardino davanti a scuola e non c'erano piu' posti liberi.
Per la prima volta l'ho messa dietro ad un'altra auto, confidando nella solidarieta' genitoriale.
Mi sbagliavo.
Quando sono uscita -dieci minuti dopo- mi e' saltata agli occhi una belva inferocita, ai limiti della crisi isterica che mi ha aggredito dandomi della cafona, maleducata, irresponsabile, che lei aveva perso per colpa mia un appuntamento importantissimo.
Ho adottato un profilo basso (e pedagogico): non senza seguire il rituale di saluto del marmocchio urlante dalla finestra, le ho chiesto umilmente scusa, le ho detto che ero molto dispiaciuta, che non prevedevo di metterci cosi' tanto.
Macche' non mi ha lasciato via d'uscita rincarando la dose.
Allora sono salita in macchina e, illuminata da un senso di comprensione universale, ho sibilato:"Dovresti trombare un po' di piu' brutta stronza!".
Ho memorizzato faccia e macchina: domattina in borsa devo ricordarmi di infilare un cacciavite.

24 settembre 2003

Chicche

Mio figlio e' un farfallone. Ha gia' detto a due bimbe diverse (Maria Vittoria ieri e Sofia oggi):"Te sei la mia tesolina plefelita!" Io ho fatto finta di nulla, spero che le due non si parlino.

Inoltre, caro Patrick, ho scoperto che potrebbe anche partecipare all'Isola dei VIP, datosi che oggi in macchina ha detto:"Mamma, vorrei tanto che piovesse oggi".

Oddio, sempre in macchina mentre eravamo in coda e' anche esordito con un: "Ciccia, mettitela nel sedele quella macchina!". Devo ricordarmi di epurare il mio linguaggio quando sono al volante.

23 settembre 2003

Sara' una fase?

Il pomeriggio non dorme piu'...
Insomma alla fine differenza c'e' stata. Senza leggere il blog Giovanni deve aver visto il mio sguardo assassino cosi' ha sistemato la cucina, ha preso il marmocchio e l'ha portato fuori tutto il pomeriggio.
Cosi' ho potuto lavorare. Che culo eh?

Beh, la buona notizia e' che stanno finendo di sistemare il giardino. Manca soltanto la rete e finalmente quello che c'e' davanti a casa non sembra piu' una discarica. Quasi quasi vado alla Conad e compro anche una scatola di semi d'erba. Cosi', tanto per ridere.
Invece l'architetto (che architetto non e') e che dovrebbe coordinare i lavori (e quindi non coordina manco il piede destro con quello sinistro), si e' "scordato" che i due appartamenti di casa nostra avrebbero dovuto avere due ingressi indipendenti. Cosi' mentre rifinivano il muretto hanno fatto un MEGABUCO nella facciata di casa piccola per farci passare la forassite del campanello. Ovviamente giusto ieri pomeriggio l'imbianchino aveva appena finito di tinteggiare dentro (di casa piccola) e fuori (la facciata). Poi, sembra che per sostituire le mattonelle fallate in bagno dovranno smontare tutto. Vasca, sanitari, doccia, box doccia, porta. TUTTO. Previsione durata lavori: otto dieci giorni. Ergo almeno il doppio.
Poi ritocchera' al parquettista, ma sara' ormai freddo e lavorera' vestito togliendomi tutto il divertimento.

Visto che tutta la roba invernale e' ancora inscatolata quasi quasi cerco un'altra casa e trasloco.
Cosi', per gusto.

Odio tutti.

Fuori dai coglioni che non e' giornata oggi.

E - tanto - differenza non ce n'e'.

22 settembre 2003

Altro che Viennetta Algida!

Prima, armata di salviette e cotton fioc ho delicatamente ripulito l'orecchio destro di Fred stracolmo di cerume appiccicoso, poi mi sono deliziata con la pulizia del nasino del marmocchio.
Gli ho tolto una caccola di dimensioni tali che ho deciso di affittarla arredata a non residenti.
Per brevi periodi, pero'.

Scusate, vado a suicidarmi.

Coraggio...

E' lunedi' per tutti.

21 settembre 2003

Mamma (indicando una bimbetta): Gioele, lei e' Andrea.
Gioele (si gira, la guarda, si volta di nuovo verso di me): Ma mamma, cosa dici? Non lo vedi che e' una bambina?
Mamma (rassegnata): Si', e' una bambina, si chiama Andrea.
Gioele (con sguardo di compatimento): Ma dai mamma...

Vediamo se mi autoconvinco

Ok, mi arrendo.
Lavoro uno, lavoro due, pupo, cani non mi permettono di fare tutto cio' che vorrei, mantenendo un minimo di sanita' mentale. A questo si aggiungono (di nuovo) muratori che girano per il giardino e per casa e prossimamente le piogge che significheranno scarpe, scarpine, zampette inzaccherate di fango. E poi la fine del trasloco uno (casa piccola) la fine del trasloco due (l'ufficio) e sicuramente qualche imprevisto (chesso' il rifacimento delle piastrelle del bagno grande che sono di una partita fallata e mi hanno proposto di sostituire senza spese) avranno sicuramente la meglio.
Poiche' ho promesso di rispettare il piu' possibile i miei tempi, poiche' non ho la fortuna di possedere mamma o suocera tuttofare che arriva a casa mia e riordina pulisce stira, ne' mi posso permettere una gentile signora a pagamento che lo faccia in vece mia, mi RASSEGNO ad avere la casa piu' in disordine che esista nel circondario.
Con buona pace della Grande Mamma che mi guarda di lassu'.
E degli ospiti che son amici e capiscono [e se non capiscono gli spiego subito dove stanno scopa e cencio].
Amen.
La festa di compleanno di ieri e' andata proprio bene. Finalmente un numero appropriato di bambini e adulti (non piu' di cinque bambini e altrettanti genitori), ognuno ha avuto il tempo di trovare il suo spazio. Siamo andati via per ultimi, insieme a Sofia un'altra sua compagna di classe con cui Gioele ha giocato tutto il pomeriggio.
Si sono divertiti moltissimo a prendere a colpi di palloncino Giovanni che ha dato un po' di spettacolo con questi due marmocchi che lo inseguivano per tutta la casa. Temo che tutto cio' abbia vanificato due settimane di riposo per la sua schiena, ma ne e' valsa la pena.

Ieri abbiamo avuto la conferma che Gioele ha imparato a difendersi. Ai giardinetti ha tirato un pugno ad una bimbetta antipatica che cercava di buttarlo giu' dallo scivolo (dalla parte della scaletta), urlandole: "Io sono piu' piccolo!" e con Demetrio ieri sera ha lottato per non farsi rubare un giocattolo, ma ha anche proposto la mediazione: "Uno per uno".

Ma che bravo bimbetto, chissa' di chi e' figlio :-)
Ho sonno. Ho molto sonno. Non sono pronta ad affrontare un'altra giornata.
Siamo tutti in piedi dalle sette e mezza. Provo ad accovacciarmi sul divano, forse il marmocchio non se ne accorge...

19 settembre 2003

Stasera non ho voglia di essere me, non ho voglia di essere questo blog, non ho voglia di essere dentro questa casa che ha risentito fin troppo di una settimana senza un attimo per risistemarla come si deve, non ho voglia di avere addosso questi calzoni, ne' questa maglietta, ne' queste scarpe.
Vorrei non essere questa vita, ne' queste parole, ne' questa luce distorta.
Vorrei potermi sbucciare via.

Dov'e' il mio piattino?

Maestra: Bambini! Quando suona la campana tutte le mamme vanno via!
Io: Gioele, vuoi che aspetti la campana qui con te, oppure posso andare a lavorare?
Gioele: Vai pure mamma.
Si e' alzato piuttosto sollevato dalla seggiolina, ha mollato li' il puzzle che stavamo facendo insieme e - finalmente - si e' sentito libero di andare a giocare con Maria Vittoria (che e' bionda, coi codini e lui insiste a dire che la sua mamma si chiama B.).

Quando sono andata a riprenderlo la maestra mi ha raccontato che oggi li hanno portati a vedere il refettorio dove lunedi' pranzeranno e lui (che quando e' suonata la campana le ha detto:"Io non piangio perche' sono diventato grande") si e' accomodato a sedere e ha chiesto quando avrebbero portato la pappa.

Amo questo bambino :-)

18 settembre 2003

Quarto giorno

Mi ha fatto ciao ciao con la manina!
Quando e' suonata la campana che "butterebbe" fuori le mamme, mi ha indicato l'orecchio col ditino e ha detto: "Hai sentito la campana?" Mi sono allontanata per cercare la sua maestra preferita e lasciarlo a lei, ma quando mi son girata verso di lui mi sorrideva e faceva ciaociao. Allora l'ho abbracciato, baciato e sono uscita col cuore leggero :-)
Spero non gli peggiori il raffreddore, per sabato pomeriggio abbiamo il primo invito ad una festa di compleanno di un suo compagno.

Scappo a lavorare va, che son gia' in ritardo.
Buonagiornata a tutti!
Dopo tre giorni di asilo siamo di nuovo alle prese con il moccio.
Non so se e' merito dello scambio di bacilli o delle escursioni termiche degli ultimi tempi, fatto sta che la notte e' appena trascorsa quasi in bianco.
Rispolverato tutto l'armamentario: gocce fisiologiche, sciroppo ai propoli, ferro proteinato, umidificatore in camera.
La cosa peggiore e' il raschino in fondo alla gola che sento anch'io stamattina.

Ok, lo carico in macchina e lo porto alla sala torture.

17 settembre 2003

Al ritorno, in macchina

- Mamma?
- Si?
- Perche' mi hai portato ancora a scuola?
- Non ti sto portando a scuola, stiamo tornando a casa adesso.
- Si', lo so, ma stamattina, perche' mi hai portato ancora a scuola se non ci volevo andare?
- [URGH] Perche' a scuola puoi imparare tante cose, ci sono i bambini, tanti giochi, vedrai che ogni giorno che passa ti divertirai di piu'. Conoscerai qualche bambino che sara' il tuo preferito, basta avere un po' di pazienza. Passati i primi giorni in cui dovete tutti capire come funziona vedrai che sarai felice di andarci, come al nido.
- ...
- [Se la sara' bevuta?]

Terzo giorno

Stamattina sono venuta via dopo una ventina di minuti. Inutile star li' tre quarti d'ora, gli aumenta solo l'ansia del momento in cui andro' via.
Spero che trovi presto un amichetto perche' se continua cosi' il distacco non avro' piu' il cuore di portarlo.
Pero' sono molto orgogliosa di me: oggi, tornando a casa, non ho pianto.

16 settembre 2003

Secondo giorno meglio.
In ufficio oggi mi son portata il Barbiere di Siviglia e non mi ha rotto le palle nessuno.
Veramente sto lavoro mi salva la vita.

"La calunnia è un venticello
un'auretta assai gentile,
che insensibile, sottile,
leggermente, dolcemente,
incomincia a sussurrar.
Piano piano, terra terra,
sotto voce, sibilando,
va scorrendo, va ronzando;
nelle orecchie della gente
s'introduce destramente,
e le teste ed i cervelli
fa stordire e fa gonfiar.
Dalla bocca fuori uscendo,
lo schiamazzo va crescendo,
prende forza a poco a poco,
vola già di loco in loco;
sembra il tuono, la tempesta
che nel sen della foresta
va fischiando, brontolando
e ti fa d'orror gelar.
Alla fine tra bocca e scoppia,
si propaga, si raddoppia
e produce un'esplosione
come un calpo di cannone,
un tre muoto, un temporale,
un tumulto generale,
che fa l'aria rimbombar.
E il meschino calunniato,
avvilito, calpestato,
sotto il pubblico flagello
per gran sorte ha da crepar."

15 settembre 2003

E' ora di dormire.
Buonanotte.

Primo giorno d'asilo

Gran baraonda di mamme e bimbi che via via e' andata scemando e alle voci dei genitori si son sostituite le lacrime dei bambini. A turno, come a ondate. Solo un paio di scene veramente isteriche che hanno portato scompiglio e preoccupazione negli altri bimbetti.
Gioele se l'e' cavata egregiamente. Sono rimasta con lui quasi un'oretta, abbiamo scoperto insieme com'era strutturata la classe, dov'erano i giochi piu' interessanti, si e' fatto buttare in terra da un piccolo teppista, e' corso anche in giardino che nei giorni scorsi aveva potuto vederlo soltanto da fuori.
Mi ha lasciato la mano abbastanza presto, si e' impegnato in un paio di puzzle, poi con le macchinine e si stava quasi lasciando trascinare in un girotondo, ma all'ultimo momento ha rinunciato. Prendere per mano due bambini? Troppa confidenza, ragazzi!
Gli ho ripetuto piu' volte che sarei stata un po' li' con lui, e quando l'ho visto abbastanza rassicurato alle prese con un trenino ho seguito la tecnica che avevo adottato al nido: la mamma ora va, torna presto ci vediamo piu' tardi. Abbraccio bacio, consegnato ad una maestra e via piu' veloce della luce.
Peggio tirarla per le lunghe, aumenta il disagio per il distacco e la convinzione che riuscira' a farmi restare li'.
Oddio, un paio di volte mi ha preso per mano e ha infilato la porta dicendo:"Vengo anche io a casa mamma che ho da fare", pero' non ci sono cascata :-)
L'ho lasciato che piangeva, ovviamente. E diceva:"Non voglio stare qui, portami con te!". Ai tempi del nido almeno non verbalizzava.
Cuore stretto ho ripreso la macchina, son tornata a casa e quando son stata parcheggiata li' a meta' tra il portone e il mio posto di lavoro finalmente sono scoppiata a piangere.
Ho lavorato un paio d'ore e sono tornata a prenderlo a mezzogiorno.
L'ho trovato tranquillo e sorridente, mi ha abbracciato forte forte, ma non ha pianto. "Sono felice che sei tornata te". Poi abbiamo salutato maestre e bimbi e siamo tornati a casa. A casa, dalla nonna no perche' "mi manca tanto il mio babbo". In macchina gli ho chiesto com'era andata, se si era divertito e lui mi ha risposto:"Gualda, non ne voglio nemmeno pallale adesso".
Cosi' ho riso sotto i baffi e l'ho lasciato cuocere nel suo brodo.
A parte i bambini che gli danno le spinte, sembra abbia trovato una bimba "motto calina che non mi da le botte", cosi' domani abbiamo deciso che la cercheremo insieme per chiederle come si chiama, che nell'emozione se ne e' dimenticato.
Prima di addormentarsi mi ha detto:"Domani devo tornare a cuola, che mi sa ho lasciato li' il mio saino".

Anche questa e' passata.

14 settembre 2003

Ti bastan poche briciole, lo stretto indispensabile
e i tuoi malanni puoi dimenticar;
in fondo basta il minimo, sapessi quanto e' facile,
trovar quel po' che occorre per campar.

Si gia' vieni qui, fai come me, questa si che e' vita, ti rilassi cosi',
e non perder tempo se vai a cercare
le cose che vuoi le puoi trovare,
e quando sai che puoi farne a meno
e non ci stai pensando nemmeno,
sai cosa accadra'?

Quel che ti occorre li per li' ti arrivera'!

13 settembre 2003

Che meraviglia il sabato mattina!
Sveglia antelucana come sempre, ma risveglio e colazione lenti lenti... senza l'affanno dell'orologio e del ritardo.
C'e' anche un bel sole. Ora aspetto che l'aria si riscaldi un po' e porto fuori il piccolo despota.
Ieri l'ho riportato a vedere la sua scuola nuova. Sempre da fuori perche' finiamo per arrivarci quando ormai non c'e' piu' nessuno. Ma il cancello e' aperto e abbiamo studiato il giardino che e' piu' grande della scuola, lo scivolo, le casine, l'altalena. Ci siamo rincorsi nel piazzale e da quel bravo teppistello che e' ha provato a scardinare la porta d'ingresso perche' voleva essere certo non ci fossero bambini dentro.
Chissa' come andra' lunedi'...
Sono stati abbastanza intelligenti da non infilarlo in una sezione mista, ma in quella di bambini nati nel 2000. E' il piu' piccolo della scuola, essendo nato il 30 dicembre, pero' ci sono altri quattro bimbi nati da novembre in poi.
Le maestre non sono le piu' giovani, ma neanche le piu' vecchie e la prima settimana ci saranno tutte e tre. Mi sembra di capire che vogliano rispettare i tempi di adattamento dei bambini il piu' possibile.
Staremo a vedere.
Intanto voglio godermi questo weekend da mamma a tempo pieno.
Chissa' quando cominceremo a litigare? :-)

12 settembre 2003

The angel is IN

E' bastato un attimo.
Una incomprensione tra nonna e nonno e una frase sentita a malapena: "Io vado ad aspettare mamma".
Cosi' mentre la nonna sfaccendava, il babbo era al computer e il nonno inseriva una cassetta nel videoregistratore per mio figlio, lui se ne e' andato serenamente verso l'ingresso, ha aperto la porta a vetri, ha sceso sei scalini, ha pigiato il bottone che apre il portone d'ingresso.
Quanto tempo sia stato da solo non lo so. Non si sa nemmeno cosa abbia fatto.
Per fortuna il suo angelo era al lavoro, ieri mattina, cosi' dopo un po' la nonna si e' accorta che la porta di casa era aperta e lo ha visto li', seduto sui gradini che danno sulla strada trafficatissima su cui si affaccia la casa dei miei suoceri.
Li' seduto ad aspettarmi.

10 settembre 2003

Logica ferrea

Nonna: Ti scappa pipi'?
Bambino: Nooooo!
N.: Guarda che il tuo vasino vuole la pipi'!
B.: Ti ho deto che no mi scapa!
N.: Ma il vasino ha sete! Vorrebbe proprio un po' di pipi'!
B.: Se ha sete ci mettiamo drento un po' d'acqua!

A proposito...

Il prossimo che mi dice che ha fatto qualcosa in nome della nostra amicizia si becca un vaffanculo con tutte le lettere maiuscole senza passare dal via.
Non fate nulla per me per amicizia o perche' siamo amici, grazie.
Fatelo perche' vi fa comodo, perche' avete un tornaconto, perche' sperate di guadagnarci, perche' avete fatto un errore e volete pararvi il culo.
O se lo fate perche' vi fa piacere, almeno abbiate la decenza di non rimarcarlo.
Non me ne faccio nulla di un'amicizia che e' una partita doppia. Ne' di presunti favori che sono come bombe ad orologeria che quando la lancetta grande finisce sul 12 fanno BUM!
Tra l'altro, il lato [tragi]comico della faccenda e' che gli ultimi due in ordine di tempo che hanno pronunciato questa frase sono stati un funzionario di banca e un commercialista.
Ho detto tutto.

Terzo giorno

Dico solo questo: stasera ho partecipato all'assemblea dei soci col bambino al seguito perche' la nonna si e' infortunata.

CHIEDO PIETA'!

09 settembre 2003

Secondo giorno

7.00
mi sveglio senza sveglia e comincio a prepararmi
8.00
sveglia del marmocchio con serie infinita di coccole e colazione
8.20
bizza del marmocchio perche' la sua cassetta di Winny Pooh e' "spalita" e nulla vale spiegargli che l'ha portata ieri dalla nonna e non l'ha voluta riportare a casa
8.30
inizio delle rincorse per vestire il marmocchio
8.45
ululo minacciando di andarmene al lavoro subito
8.46
marmocchio corre NUDO per il giardino irridendomi
8.47
il mio ruggito fa saltare giu' dal letto il coniuge
9.05
in un modo o nell'altro siamo in macchina diretti dalla nonna
9.15
mi fermo a fare un briciolo di spesa e compro il latte per la colazione del coniuge
9.20
rientro a casa, ammollo il latte bevo il terzo caffe', faccio la pipi'
9.30
entro al lavoro e mi impegno ad azzerare il cervello eseguendo lavori di bassa manovalanza. ora posso vantarmi di conoscere tutti i segreti dei buoni pasto
13.00
il coniuge e' in ritardo di mezz'ora ad un appuntamento, piove a dirotto, il motorino non parte e comunque telefona a ME perche' IO chiami il posto dove deve andare per avvisarli del ritardo e mi fa perdere il conto dei cazzo di buoni pasto. era l'ultimo malloppo di almeno 120 e tocca rifare tutto daccapo
13.30
finito il lavoro, finito l'orario chiudo l'ufficio e vado a casa un secondo prima che si scateni l'uragano
13.35
rassetto la cucina, spazzo
13.50
icq mi avvisa che un amico e' on-line
14.12
saluto l'amico, finisco di riordinare la cucina, passo lo straccio in cucina e in bagno
14.15
i cani decidono che devono assolutamente fare la pipi' anche se sta diluviando
14.18
sono in grado di riconoscere perfettamente il percorso che hanno fatto i cani rientrando in casa, compresa puntatina alle ciotole in cucina dove il pavimento era ancora bagnato
14.20
ripasso lo straccio
14.45
mi metto a lavorare per la nostra societa', emetto le fatture, le stampo, le imbusto, ci appiccico i francobolli
15.30
il coniuge chiama: incontro andato molto bene lui e' alle stelle io sono uno straccio e vorrei solo andare a dormire
15.50
salgo in macchina, mi fermo ad imbustare le buste passo in ufficio a ritirare del materiale che ci serve entro domattina e che e' stato dimenticato nell'ultimo carico (quello in cui il coniuge si e' stroncato la schiena)
16.10
sono dalla nonna dove trovo il coniuge che sta pranzando (io sono digiuna)
17.00
dopo essermi rifocillata anch'io (pane, salame, formaggio, altro caffe') risaliamo in macchina e torniamo a casa
17.10
bizza del bimbo che non ha fatto merenda e vuole un gelato
17.20
bizza del bimbo che ha finito il gelato e non vuole andare a casa
17.30
siamo al pratone. sembra un nido all'aperto. pullula di bambini e il mio incrocia subito una che gli sta antipatica e decide di correre via lontano lontano finche' non la vedra' piu'
passeremo piu' o meno cosi' quasi un'ora e mezza e il mal di schiena mi rende consapevole che sono vestita troppo leggera.
18.30
entriamo nel cortile di casa. il coniuge ha messo in carica il motorino. sella aperta, cavetti che sbucano attaccati all'aggeggio infernale. squilla il cellulare e contemporaneamente Gioele schizza verso i morsetti perche' vuole imparare come si carica la batteria. la telefonata e' importante, di lavoro. imploro cinque minuti.
18.40
il babbo scende piegato a meta' (mal di schiena) dal suo studio dove stava giocando al pc per sedare il bambino mentre telefono. mentre compongo il numero il bambino decide di fare pipi' sull'alberello. senza tirar giu' i calzoni.
18.41
Bambino fradicio buttato nella vasca
18.42
faccio la telefonata
18.45
Bambino fa la cacca nella vasca
18.45 e trenta secondi
coniuge urla schifato
18.47
Bambino rifa' la cacca nella vasca
18.47 e trenta secondi
coniuge fugge dal bagno lasciandomi alle prese con stronzetto galleggiante (nel senso di cacca, non nel senso di bimbo)
18.48
squillano contemporaneamente telefono e cellulare (mio). il coniuge risponde ad entrambi, e senza guardarmi mi porge il cellulare, proprio mentre sto tentando di dare un senso alla permanenza del bambino nella vasca e ho le mani insaponate. prendo il cellulare con due dita bestemmiando silenziosamente e chi era dall'altro capo ha deciso che aveva atteso anche troppo.
18.50
Fred - il cane - scorrazza per casa tipo Snoopy con la sua ciotola (vuota) in bocca. realizzo in un nanosecondo che e' affamato e che ha sparso per la terza volta tutti i croccantini sul pavimento della lavanderia. minaccio rappresaglie.
19.00
bambino tirato fuori a forza dalla vasca. bizza, urla, strepiti, botte.
19.05
butto in un catino tutti i vestitini pisciati, li lavo e li infilo nell'asciugatrice
19.10
con tono che non ammette repliche dichiaro che voglio cinque minuti per me, da SOLA, seduta davanti ad uno schermo e a una tastiera.
19.12
Bambino che gironzola per casa in triciclo decide che vuole salirmi in collo abbracciandomi da dietro le spalle. non mi accorgo che per farlo e' salito in piedi sul sellino del triciclo che ovviamente se ne va per i fatti suoi. bambino stonfa per terra. di testa. meno male abbiamo tolto il marmo e messo il parquet.
19.20
coccole abbracci baci carezze consolatorie
19.45
Bambino addormentato sul divano, pasta che cuoce, quasi silenzio.

Non oso pensare a domani.

08 settembre 2003

Piu' o meno otto anni dopo, oggi primo giorno come dipendente.
Che dire? Chiuso l'ufficio ho subito pensato ad altro :-)

Cioe'... al nostro lavoro da sbrigare oggi pomeriggio, alla gestione di Gioele e - soprattutto - a cosa mangiare a pranzo!

07 settembre 2003

05 settembre 2003

E' una questione di principio.

Non mi incazzo perche' innaffia il giardino e mette i piedi nell'acqua e si infanga le scarpe.
Non mi incazzo neppure perche' entra in casa e lascia pedate di mota per tutto l'ingresso.
E' un bambino, lo deve fare.
Mi incazzo perche' gli ho chiesto di togliersi le scarpe prima di entrare e mi fa marameo!
Ecco, questo non lo sopporto e parte la reprimenda:
- Sei un bambino dispettoso!
- Dippettosa tu!
- Dispettoso e disubbidiente!
- TU sei dippettosa e disubidiente!
- Se continui cosi' vengo li' e ti riscaldo il sedere...
- No IO ti riccaldo il sedere se continui sai?
- Gioele NON tirare troppo la corda, hai torto devi imparare a non ribattere in continuazione (che di polemici ne abbiamo fin sopra i capelli in questa casa - penso-). Devi imparare anche a stare zitto!
E lui piagnucolante:
- Ma mamma! Io sono un bambino e i bambini devono parlare, non possono, non possono stare sitti!!!

Per fortuna e' squillato il telefono.

La voce della verita'

Saliamo in macchina tutti e tre e mentre stiamo per partire mi accorgo che la porta di casa piccola e' spalancata e che e' rimasta cosi' tutta la notte. Giovanni ieri sera e' andato su a prendere un po' di cose e - come al solito - si e' scordato di tornare indietro a chiuderla. Anche le imposte sono aperte e son due giorni che mi dimentico di chiuderle.
Scendo, chiudo la porta, risalgo in macchina e Gioele mi chiede:
- Mamma, il babbo si e' scordato di chiudere la porta ieri sera?
- Si' e io mi son scordata di chiudere le finestre. Devi avere pazienza amore i tuoi genitori sono un po' rincoglioniti.
- Noooo mamma, tu non sei rinocoglita, il babbo e' rinocoglito!

Pomeriggio liquido che sto passando sbrigando un po' di cose in casa, un po' lavorando, un po' cazzeggiando, un po' controllando se ho ancora quella strana sensazione in gola.
Stamattina fuori in bici gironzolando per il quartiere a fare alcune commissioni. Mi piace qui. Mi piace la mia casa, anche se mi lamento in continuazione del casino che c'e' e chissa' mai quando sara' a posto.
Trasloco ufficio momentaneamente sospeso causa blocco alla schiena del coniuge. Tregua alla polvere, le mie vie respiratorie ringraziano. Le sue vertebre un po' meno, ma tanto c'e' l'Aulin.
Me la godo: entro, esco, faccio, sistemo, vado, torno, seguendo il mio umore. Sembra un gran casino invece e' molto produttivo. Piu' di quel che immaginassi.
Da lunedi' nuova organizzazione, nuovi ritmi ma voglio imparare a seguire anche i miei tempi. Eccolo un proposito per settembre: piu' tempo da dedicarmi. Sara' meglio che ne approfitti adesso, so gia' che non durera' a lungo :-)

04 settembre 2003

Sono stanca morta e ben poco lucida.
E' diventato cosi' bravo a far pipi' che ora si sveglia alle sette perche' gli scappa, nonostante la notte gli metta ancora il pannolone. Risultato: a mezzogiorno non regge e si addormenta, alla faccia della fatica che ho fatto tutto agosto per non fargli riprendere l'abitudine del pisolino prima di pranzo. Vabbe' se ne preoccuperanno le maestre dell'asilo.
Non posso tenere sotto controllo tutto.
Siamo arrivati dalla nonna prima delle nove e fino all'una e mezza abbiamo inscatolato, buttato, riordinato, messo in disordine tutto quello che c'e' in ufficio. Che il trasloco si deve fare entro domenica.
NON NE POSSO PIU'. La sola vista di uno scatolone mi provoca la nausea.
Se e' vero che cambiare casa/ufficio muove le energie, allora mi trovo nel bel mezzo di un tifone.
Ho la forte tentazione di alzare bandiera bianca, altro che iniziare un nuovo lavoro da lunedi'.
Vorrei soltanto riposarmi un po' e scordare l'odore della polvere.
Devo dire la verita': i commenti un po' mi mancano.
Sembra saranno disponibili da lunedi'. Forse mi appoggero' ad un altro server temporaneamente.
Non so, mi sento piu' sola...

03 settembre 2003

C'è la luna sui tetti e c'è la notte per strada
le ragazze ritornano in tram
ci scommetto che nevica, tra due giorni è Natale
ci scommetto dal freddo che fa.
E da dietro una porta sento uno che sale
ma si ferma due piani più giù
è un peccato davvero ma io già lo sapevo
che comunque non potevi esser tu.

E tu scrivimi scrivimi
se ti viene la voglia
e raccontami quello che hai
se cammini nel mattino e ti addormenti di sera
e se dormi, che dormi e che sogni che fai.

E tu scrivimi scrivimi per il bene che conti
per i conti che non tornano mai
se ti scappa un sorriso e ti si ferma sul viso
quell'allegra tristezza che c'hai.

Qui la gente va veloce ed il tempo corre piano
come un treno dentro una galleria
tra due giorni è Natale e non va bene e non va male
buonanotte torna presto e così sia.

E tu scrivimi scrivimi
se ti viene la voglia
e raccontami quello che hai
se cammini nel mattino e ti addormenti di sera
e se dormi, che dormi e che sogni che fai.


Non so perche', ma l'ho sentita oggi e mi ha ricordato uno scambio di sms tra me e un Amico ieri sera.
Con un po' di amarezza.
Perche' non se lo merita.
Ecco, l'ho detto.
Terza tachipirina.
Intanto e' tornato visibile il link ai commenti. Che ancora non funzionano.
Tutto non si puo' avere.
Finestra spalancata, conti aggiornati, in sottofondo Il Barbiere di Siviglia, aperitivo servito direttamente sulla scrivania.
Il resto e' silenzio e tranquillita'.
Se non fosse per un mal di testa allucinante sarei in paradiso.
Quale miglior posto di lavoro di questo e - per giunta - gratis?

Comunque da lunedi' mattina ore dieci (comesieteumanivoi), si comincia l'altro part-time.

31 agosto 2003

Comunicazione di servizio

Il server dei commenti sara' down fino al due/tre settembre.
Sperimento blog a senso unico, come agli inizi.
Lasciato il bimbo dalla nonna, sono salita in macchina per tornare a casa convinta soltanto di una cosa: oggi avrei fatto vacanza. E cosi' e' stato. Mi sono concessa una mezz'ora sdraiata ad X sul letto, poi una doccia lunghissima, capelli asciugati al vento e al sole, e poi a pranzo fuori.
Per il caffe' siamo passati da Paola e Japi a meta' del pranzo di compleanno di Maurizio. Un pomeriggio in giardino spensierato come non ci capitava da tempo. Senza essere "distratta" da Gioele, chiacchiere e risate e stupidaggini e discorsi seri e battute e amici. Amici e basta.
Stasera l'umore del marmocchio sembra migliorato, di sicuro lo e' il mio.
Domani e' il primo settembre.
Gioele di umore volubile come il tempo.
Un raggio di sole, una folata di vento, il buio delle nuvole e poi di nuovo il sole.

30 agosto 2003

Il server dei commenti e' down probabilmente fino a domani.
Anche io.
Finalmente la casa era in ordine e pulita.
In un'ora e' di nuovo sottosopra. Scatoloni riempiti e vuotati, scale su e giu', polvere, caldo, sudore, sternuti. Non ne posso piu' di questo trasloco a singhiozzo.
Mimmo dalla nonna. E, al solito, sensazione mista fra la liberazione e il senso di colpa.

29 agosto 2003

27 agosto 2003

Finalmente il caldo ci concede di uscire.
Siamo tornati al pratone, dietro casa nostra. Gioele e' attratto dai bambini piu' grandi, cosi' l'ho spinto a chiedere ad un piccoletto che avra' avuto otto anni se voleva giocare a pallone con lui.
Il pratone e' dietro una serie di villette a schiera di ultima generazione, con tanto spazio e tanto verde e tanti bambini che giocano insieme, abbastanza lontano dalle auto, con un paio di genitori a turno che li controllano e qualche mamma che butta un'occhio ogni tanto dal balcone mentre sbriga le faccende di casa. Gioele e' il piu' piccolo della banda e per qualche strano miracolo ha sempre incontrato bambini piu' grandi molto disponibili nei suoi confronti. Cosi' in passato ha potuto toccare uno skate board, inseguire un gattino, utilizzare le moto a batteria, usare un triciclo a forma di trattore.
Stasera, ha giocato la sua prima partita a pallone.
Il soldo di cacio.
Che butta la palla in rete con le mani, grida "GOOOOL!" e fa le piroette. E poi impara ad usare soltanto i piedi e torna dopo cena col suo pallone e invita i bimbi piu' grandi a giocare con lui.
Ma oggi pomeriggio e' stato uno spettacolo. Si girava in continuazione emozionatissimo a dirmi "Sto giocando a pallone io" e non ha nemmeno pianto quando gli e' arrivata una pallonata in testa.
Abbiamo superato con notevole nonchalance anche il momento della pipi' che abbiamo fatto contro un albero. E' stata una scoperta, gli si sono illuminati gli occhi quando ha capito che poteva farla anche li' senza tornare a casa e smettere di giocare.
Oddio, poteva anche andare meglio, perche' la sua inesperienza si e' sommata alla mia e proprio mentre pensavo che forse la posizione non era perfetta abbiam fatto la doccia, ma era cosi' orgoglioso dopo che e' corso dagli altri bambini urlando:"Io ho fatto pipi' sull'albero!"
Credo sia stata solo fortuna che nessuno abbia notato la chiazza di bagnato sul davanti della sua maglietta.